L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, Oliver Sacks

Il colpo di fulmine con questo libro lo ricordo con un sorriso sulle labbra, il titolo è stato davvero irresistibile per una come me che cerca sempre la particolarità, per non dire la stranezza. A primo impatto credevo di imbattermi in un romanzo sulle malattie mentali, invece mi sono trovata a leggere un vero e proprio saggio di neurologia.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, infatti, è un saggio neurologico di Oliver Sacks pubblicato per la prima volta a New York nel 1985. L’autore ha raccolto in quattro principali sezioni i casi clinici più complessi della sua carriera, nello specifico presso una casa di una cura in cui ha avuto l’occasione di studiare diverse sindromi neurologiche.

Oliver Sacks si definisce sia medico che naturalista, dal momento che si interessa nella stessa misura sia della malattia che della persona colpita. Ha dedicato ogni capitolo a un caso clinico ben preciso, facendo prevalere la componente umana a quella medica, utilizzando talvolta dei toni umoristici.

Il romanzo si struttura in quattro sezioni: Perdite, Eccessi, Trasporti, Il mondo dei semplici.

Nella sezione delle Perdite si parla dei deficit funzionali come quelli provocati dalle lesioni dell’ emisfero destro del cervello, quello che si occupa di vagliare il materiale non verbale. Qui si trova il caso clinico emblema dell’ intero lavoro, ossia il caso dell’uomo che scambiò sua moglie per un cappello: si tratta del signor P., musicista affermato che non riusciva a dare un significato a ciò che vedeva. Infatti si creava confusione tra quello che vedeva, confondendo gli oggetti con gli esseri viventi: prese la testa di sua moglie, convinto che si trattasse del suo cappello.

La sezione degli Eccessi riporta invece l’effetto reale delle patologie discusse nella prima parte, analizzando la conseguente esagerazione ed esasperazione delle situazioni analizzate.

Nella terza sezione, dedicata ai Trasporti, l’autore prende in considerazione tutte quelle patologie che si presentano come un’ alterazione della percezione, dell’immaginazione, del sogno. Si sofferma soprattutto sulla funzione della memoria, che è quella di trasportare una persona facendole rivivere luoghi o situazioni che pensasse di aver dimenticato.

Nella quarta ed ultima sezione, Il mondo dei semplici, parla di tutte quelle persone (come gli autistici) che hanno un modo particolare di comunicare con il mondo esterno.

Consiglio la lettura di questo libro a tutti, perché arriva prima o poi un momento nella vita che ci si possa sentire vulnerabili, decontestualizzati… Voi fate come il sig. P., prendete vostra moglie, o chi volete voi, e provate a usarla come un cappello, magari fischiettando!

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