Un libro da oltre un milione di copie vendute: Due di due, Andre De Carlo.

Il 7 giugno uscirà in Francia la traduzione di Chantal Moiroud di Due di due (Deux sur deux), quando ho letto questa notizia non ho potuto fare a meno di sorridere pensando a Guido Laremi. Credo sia universalmente riconosciuto il carisma del personaggio più conosciuto dei romanzi dell’autore milanese: ancora oggi, a distanza di 25 anni dalla data di pubblicazione, è attribuita a questo personaggio una posizione di supremazia rispetto a tanti altri.

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Per chi non lo avesse già letto, occorre fare una piccola presentazione sullo scrittore. Andrea De Carlo è in assoluto lo Scrittore, ma non solo questo, è anche un brillante fotografo, musicista, pittore: un vero e proprio artista. Al centro dei suoi romanzi spesso è raffigurato il suo rapporto di amore-odio con Milano, i suoi personaggi hanno spesso una nota autobiografica. Vorrei essere quanto più obiettiva possibile, ma la mia passione per questo scrittore non ha confini. Già ho citato un suo romanzo, in un precedente articolo, Leielui proprio perchè aveva avuto il potere di farmi trovare una pace interiore e un senso di equilibrio momentaneamente perso.

Due di due è stato pubblicato per la prima volta nel 1989, avevo soltanto tre anni in quel momento, ma ho avuto modo di recuperare il tempo perso: ho una mia collezione dei romanzi di Andrea De Carlo e devo ammettere che questo è uno dei più intensi.

I protagonisti sono i due amici Guido Laremi, anarchico e ribelle, e Mario che sarà anche la voce narrante. Siamo a Milano alla fine degli anni ’60, e grazie alla figura di Guido è possibile avere un’idea molto precisa di quegli anni.

Mario e Guido si conoscono sui banchi di scuola, proprio le incolmabili differenze caratteriali saranno il terreno fertile della loro amicizia. La voce narrante di Mario, infatti, rende più mite il racconto della loro adolescenza, dell’età adulta, del rapporto con le donne e con le convezioni sociali.

Mi è sempre piaciuto pensare, probabilmente non sbagliando del tutto, che il personaggio di Guido non fosse altro che un riflesso dello scrittore: le analogie che ho riscontrato riguardano, infatti, sia l’amore-odio per Milano che la passione per la scrittura.

Come ho avuto modo di chiedere direttamente ad Andrea De Carlo in passato, ho trovato la conferma a questa mia curiosità: in ogni suo romanzo è presente un po’ della sua personalità. Dunque buona lettura, e se siete appassionati come me, vi auguro anche di trovare tutte la analogie con lo scrittore!

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