“È il puro fatto di stare al mondo la vera avventura”: Qualcosa, Chiara Gamberale.

Ieri ho preso momentaneamente le distanze dall’Oriente, per tornare a leggere una delle mie scrittrici preferite: Chiara Gamberale, per me rappresenta una vera e propria garanzia, quando devo ritornare in me le sue pagine mi vengono in aiuto.

Ancora non avevo avuto l’occasione di leggere Qualcosa, l’ultimo romanzo pubblicato nel 2017, non era ancora stato preso di punta dalla sottoscritta e credo di averlo letto nel momento migliore della mia vita. Ho trovato il mio alter ego letterario, ho riflettuto, ho ripetuto la lettura della stessa pagina più e più volte per assimilare meglio un pensiero.

È sorprendente come un romanzo, unito alle illustrazioni di un fumettista (Tuono Pettinato) possa prendere le sembianze di una favola per adulti, ma non escludo la lettura anche a dei bambini. Infatti, mi sono ripromessa di leggerlo a mia figlia non appena avrà l’età giusta per comprendere la storia.

La protagonista del romanzo è la principessa Qualcosa di Troppo, dalla nascita manifesta una innata esagerazione nel pianto, nel mangiare, nel giocare, in tutto quello che fa. I suoi genitori, Qualcuno di Importante e Una di Noi hanno sempre avuto difficoltà nel gestire la personalità della piccola Qualcosa di Troppo, al punto da considerarla a volte un problema.

Dal momento in cui la mamma viene a mancare, alla piccola principessa si forma un buco sul cuore che non le rende più possibile esagerare in quello che fa: non riesce più a provare niente, non riesce a piangere, non riesce più a vivere come prima. Qualcuno di Importante, infatti, per consolare la bambina, le dirà che “La morte non significa che qualcuno se ne va, ma che tu nel frattempo resti”.

In un momento di sfogo, urla la parola “niente” ed appare il Cavalier Niente, un personaggio bizzarro, cinico, a volte irriverente: vive da solo in cima a una collina, passando le sue giornate a non-fare niente di importante.

Tra loro nasce una bella amicizia, nonostante le evidenti incompatibilità caratteriali. I discorsi che il Cavalier Niente fa a Qualcosa di Troppo, spesso sono dei richiami, dei rimproveri per dirle che non occorre fare di tutto per riempire un vuoto:

Sopporta il buco, ripeto: quando succedono cose troppo brutte, ci mettiamo un po’ ad accettarle, tanto che all’inizio non ci sembrano vere. E, mentre la testa prende tempo per capirle, il cuore ci diventa un pezzo di groviera. Quindi non lo odiare, il tuo buco, accarezzalo ogni tanto ma non ti ci affezionati troppo. Altrimenti non passerà mai.

Dal momento in cui, Qualcosa di Troppo litiga con il Cavaliere, decide di appendere un lenzuola dalla finestra come si fa su Smorfialibro (chiaro riferimento a Facebook), per dire a tutti i ragazzini Abbastanza cosa pensa e cosa fa, restando comunque chiusa in una stanza. Questo preoccupa il Re, al punto da selezionare cinque pretendenti e farle fare un viaggio di trenta giorni con ciascuno di loro: Qualcosa di Buffo, Qualcosa di Blu, Qualcosa di Giusto, Qualcosa di Speciale, Qualcosa di Più.

La lezione che si impara leggendo questo libro è che l’amicizia vale più di ogni cosa, ma soprattutto insegna a difenderci dal troppo, facendo pace con il niente.

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