Elena Ferrante, il mistero più grande della narrativa italiana

Viviamo in un’epoca in cui apparire, far vedere a tutti i costi chi siamo e cosa facciamo sembra essere assolutamente necessario, ma per qualcun altro, invece, nascondersi è fondamentale per non restare abbagliati dalla luce della notorietà, del successo. Il caso più conosciuto dell’editoria italiana è senza ombra di dubbio, quello di Elena Ferrante, o chiunque si celi dietro questo pseudonimo. In tanti si pongono questo quesito: chi è Elena Ferrante? Perché nasconde la sua identità?

Agli occhi di un lettore, credo sia un’opinione piuttosto condivisa, non è poi così importante se il nome stampato sulla copertina di un libro, corrisponda al nome registrato all’Anagrafe; eppure, è diventata una vera e propria ossessione per i lettori più curiosi, per quelli che una volta letta la quadrilogia de L’amica geniale e si chiedono se non si tratti di un’autobiografia o semplicemente di un romanzo, da qui la necessità di usare uno pseudonimo.

Digitare su Google Elena Ferrante fa apparire una sfilza di articoli sulla sua identità, ancor prima che dei suoi romanzi: ma è davvero così importante?

I nomi più accreditati sono quelli di Anita Raja, traduttrice e saggista napoletana, ma ultimamente è stata lanciata l’ennesima provocazione: e se si trattasse di un uomo? Gli ultimi articoli fanno il nome di Domenico Starnone, marito della pocanzi citata Anita Raja.

Francamente, che si tratti di un uomo, una donna, che Elena Ferrante sia il vero nome della scrittrice ha poca importanza ai miei occhi: il datto oggettivo è che ha scritto la quadrilogia più bella e vera di sempre, intensa al punto giusto, coinvolgente, commovente, estremamente reale.

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L’amica geniale non è altro che il primo libro pubblicato nel 2011, parla della storia di un’amicizia tra due bambine che crescono in un quartiere molto difficile di Napoli: Elena (Lenù) e Raffaella (Lila). Le due bimbe dimostrano da subito di avere personalità opposte, studiosa e pacata la prima, ribelle e schietta la seconda. Le differenze tra le due bambine riguardano soprattutto le famiglie di origine, infatti Elena è la più fortunata tra le due, avendo una famiglia che la supporta nel suo percorso di studi; Raffaella, invece, dovrà attingere esclusivamente alla sua incredibile intelligenza, che la porterà ad avere un matrimonio di interesse, ma almeno potrà risollevare le sorti della sua povera famiglia di origine.

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Storia del nuovo cognome è il secondo romanzo, pubblicato nel 2012, riprende esattamente dal matrimonio di Raffaella, sottolineando l’ambiguità del rapporto tra le due amiche. La voce narrante è sempre quella di Elena, che descrive i suoi successi scolastici e la difficoltà di vivere nel Rione.

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Storia di chi fugge e di chi resta è il terzo romanzo, pubblicato nel 2013, mette al centro della storia la condizione di donna. Cosa vuol dire essere donna dentro ma soprattutto al di fuori del Rione: Lila lascia il marito per fare l’operaia in fabbrica, Lenù studia letteratura a Pisa, pubblicando nel frattempo un romanzo di successo (ecco perché si pensa che la quadrilogia sia autobiografica).

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Storia della bambina perduta è l’ultimo capitolo della saga, vede Lila reinventarsi nuovamente come imprenditrice informatica, e Lenù come scrittrice affermata e di successo.

La particolarità della storia, gli intrecci che sono stati costruiti ad arte, stanno rendendo possibile anche la realizzazione di una serie tv diretta da Saverio Costanzo.

Fate ancora in tempo a leggere questi capolavori, viveteli, sorridete e sentitevi coinvolti! Questo il vero potere delle parole, questo è il potere della scrittura. L’identità della scrittrice non è poi così importante.

«Nulla di ciò che leggiamo a proposito dell’opera di Elena Ferrante ci prepara alla ferocia dei suoi romanzi… Narrano una storia di donne con tale sincerità che, più che osservare una vita, sembra quasi di sperimentarla in prima persona».
The New York Times 

«Elena Ferrante è una delle grandi scrittrici dei nostri tempi: voce piena di passione, ampi orizzonti e sguardo implacabile… In questi audaci, meravigliosi romanzi, la Ferrante delinea le profonde connessioni che intercorrono tra la dimensione politica e quella personale. La sua è una rappresentazione nuova del nostro attuale modo di vivere – una rappresentazione di cui abbiamo fortemente bisogno – presentata in maniera geniale, da una donna».
The New York Times Sunday Book Review 

«La profonda comprensione che Elena Ferrante dimostra nei confronti dei conflitti e degli stati psicologici dei suoi personaggi è impressionante… I suoi romanzi suonano così sinceri e sono scritti con tale empatia da sembrare quasi una confessione».
The Wall Street Journal

«Quando leggo [i romanzi di Elena Ferrante] vorrei non smettere mai. Mi irritano gli ostacoli – il mio lavoro, gli incontri in metropolitana – che rischiano di tenermi lontana dai suoi libri. Mi dispero quando devo separarmene (come potrò mai aspettare un anno prima di poter leggere il prossimo?). Sono preda di un desiderio vorace di continuare a leggere».
The New Yorker 

«Un ritratto esaltante e impetuoso di Lila ed Elena, due amiche invischiate l’una nell’altra, ragazze brillanti e appassionate provenienti da un rione turbolento di una Napoli di prim’ordine. La Ferrante scrive con così tanta aggressività e perturbante acutezza psicologica sulla caotica complessità delle amicizie femminili che il mondo reale scompare in lontananza quando si è immersi nella lettura delle sue opere».
Entertainment Weekly 

 

 

 

 

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