Perché si dovrebbero leggere i classici dell’Ottocento? Ma soprattutto, quali romanzi dovrebbero essere letti almeno una volta nella vita?

La lettura che accompagna le mie giornate da circa una settimana a questa parte è Jane Eyre di Charlotte Bronte, avevo un disperato bisogno di ritornare a leggere un classico, l’effetto balsamico che fa alla mia anima è impagabile. Ho sempre sostenuto che la lettura dei romanzi dell’Ottocento e del Novecento debba diventare obbligatoria nelle scuole, perché sono dei veri e propri romanzi di formazione.

Da persona estremamente idealista, a tratti sentimentale quale sono, ho sempre subito il fascino dei ruoli divisi tra uomo e donna come da consuetudine in quei tempi. Mi spiegherò meglio.

Le donne descritte nei romanzi classici hanno una forza, una determinazione e una ricerca costante del proprio Io che ai nostri giorni ci sogniamo (mi metto anche io nel calderone): sono donne che cercano la cultura, l’amore, l’indipendenza. L’uomo invece fa l’UOMO: corteggia, si accultura, si diverte, si lancia in proposte di matrimonio su due piedi senza crogiolarsi nel “non corriamo troppo”, si assume le sue responsabilità. E poi, lo scambio epistolare resta la forma più bella di comunicazione, la forma più bella per esprimere un sentimento, la forma più bella per fare una confessione.

Sia per chi come me ama leggere questo tipo di romanzo, sia per chi non si è mai approcciato alla letteratura classica, lascio una piccola lista di romanzi da leggere almeno una volta nella vita, anche se so che pubblicherò altri articoli al riguardo: come tutte le donne non posseggo il dono della sintesi, dunque so che finirei per elencare tutti i romanzi che ho letto.

I fratelli Karamazov, Fedor Dostoevskij

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Posto che amo profondamente la letteratura russa, e posto che amo leggere i libri con un numero infinito di pagine, credo sia universalmente riconosciuto che I fratelli Karamazov sia un vero e proprio capolavoro. Non bisogna farsi scoraggiare dalle oltre 800 pagine, dai molteplici nomi da ricordare (caratteristica tipica dei romanzi russi), questo libro va analizzato, riletto se necessario, poiché l’analisi introspettiva che viene fatta non ha precedenti letterari. Alcuni monologhi tratti dal romanzo sono stati analizzati da psichiatri di fama mondiale, che hanno anche scritto la prefazione in alcune pubblicazioni (vedi Vittorino Andreoli, Grandi Classici BUR).

Il romanzo verte sulla colpa, sull’espiazione dei peccati, il rapporto con Dio, l’impotenza di fronte alla sofferenza umana da quattro punti di vista differenti, quella dei fratelli per l’appunto: Ivan, Mitia, Alesa e Smerdiakòv. Quattro fratelli, un padre assassinato, un sospettato, ma sarà proprio l’introspezione fatta da Dostoevskij a riportare il lettore al vero assassino, attraverso una serie di monologhi (Il grande inquisitore, è senz’altro il più conosciuto).  Lo spazio che merita questo romanzo è infinito, dunque non escludo una trattazione più esaustiva in seguito.

 

David Copperfield, Charles Dickens.

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Questa è la storia dell’orfano più conosciuto della letteratura mondialenel romanzo si ripercorrono alcuni episodi legati alla vita privata dell’autore, la solitudine, la necessità di emergere, l’amore non corrisposto. Ho letto questo romanzo da adolescente, ne sono stata completamente rapita nonostante le oltre mille pagine, si ripete la mia passione per i romanzi “importanti”.

La trama è la seguente: David dopo essere rimasto orfano di padre, vive con la governante e la madre, che decide di risposarsi con Mr Mudstone, un uomo austero e freddo. Dopo un periodo trascorso in collegio, David rientrerà a casa, scoprendo che la madre viene maltrattata. Nonostante le perdite, i lutti, le disavventure, David cerca sempre un appiglio per poter emergere, cerca di essere sempre una persona migliore. Questo è il classico romanzo che non va assolutamente raccontato nei dettagli per invogliare la lettura, una volta iniziato sarà impossibile lasciarlo.

 

Le affinità elettive, Johann Wolfgang Goethe.

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Cosa sono le affinità elettive? Non sono altro che un principio della chimica che prevede la capacità di reazione di alcune sostanze, avendo a che fare tra loro, creando un composto nuovo. Questa semplice definizione rappresenta anche la più perfetta sintesi del romanzo di Goethe: la consolidata coppia di Carlotta ed Edoardo, viene scossa dall’arrivo del Capitano (amico di lui) e di Ottilia (nipote di lei). Le nuove coppie che si formeranno saranno incrociate tra loro, dando vita a delle relazioni nuove.

Le coppie trovano una nuova affinità grazie a delle caratteristiche comuni: ad esempio, il Capitano e Carlotta sono persone estremamente pragmatiche e ponderano ogni decisione, valutando le conseguenze; Edoardo e Ottilia, invece, hanno un atteggiamento infantile, nulla si pondera, nulla si considera anche se danneggia il prossimo.

Questo libro fa riflettere su quanto si debba dare spazio all’istinto, se debba prevalere la ragione, se continuare a coltivare un vecchio sentimento.

Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen.

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Questo romanzo, di cui ormai ho perso il conto per le volte che è stato letto, contiene due dei personaggi più belli della letteratura inglese: Elizabeth Bennet e Mr Darcy, entrambi vanno a completare quel concetto di Donna e Uomo che è contenuto nella prefazione di questo articolo.

Memorabile è l’incipit:

E’ verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.

Il romanzo si apre con una mattinata di shopping della Signora Bennet e le sue cinque figlie: Jane, Lizzie, Mary, Kitty, Lydia. Nella campagna inglese, Hertfordshire, arriva Mr Bingley, giovane ereditiero, insieme a Mr Darcy. La corsa e la frenesia che ne deriva per avvicinarli, per far conoscere le cinque figlie e sperare in un matrimonio è esilarante. La Sig.ra Bennet spesso invocherà la pietà per i “suoi poveri nervi” per ottenere un atteggiamento più collaborativo da parte del marito e delle figlie.

L’amore che nascerà tra Lizzie e Mr Darcy sarà memorabile: orgogliosa, lei; colmo di pregiudizi per il basso rango, lui, tanto da ostacolare il sentimento nato tra Jane e il suo amico, proprio a causa del differente ceto sociale.

Trovo molto interessanti le diverse versioni cinematografiche prodotte in questi anni, più di tutte la serie televisiva prodotta dalla BBC, che vede nei panni di Mr Darcy un indimenticabile Colin Firth.

 

Anna Karenina, Lev N. Tolstoj.

ANNA KARENINA

Ed eccomi di nuovo in Russia, non potevo non inserire in questa lista la mia Anna Karenina, la donna più vulnerabile e affascinante che sia mai stata rappresentata in un romanzo.

Non posso iniziare a parlare del romanzo senza prima citare l’incipit più famoso della letteratura:

“Le famiglie felici si somigliano sempre l’una con l’altra: ogni famiglia infelice lo è in un modo particolare.”

La critica letteraria russa aveva stroncato sul nascere la pubblicazione, definendolo come un frivolo racconto dell’alta società moscovita. Perfino Dostoevskij definì questo romanzo come “la perfezione, niente della letteratura europea poteva esserne paragonato”.

Ho conosciuto questo romanzo alla tenera età di 12 anni, mia nonna aveva pensato bene di regalarmi una copia invitandomi a leggerla il prima possibile.

Il romanzo di snoda in otto parti, ognuna di essere racchiude un momento fondamentale della vita di Anna, che la vede risolutrice di controversie coniugali (il fratello ha una relazione extra coniugale con l’istitutrice dei figli), ma non solo… Anna è infelicemente sposata con un uomo che si occupa di politica, un uomo poco passionale, poco propenso alle manifestazioni di affetto, essendo un rigido calcolatore non tollera di Anna la spensieratezza e la purezza dei sentimenti che la contraddistinguono.

Fatale per lei fu l’incontro alla stazione con il conte Vrònskij, un ufficiale dell’esercito molto affine a lei caratterialmente che non ha mai fatto nulla per nascondere l’infatuazione che lo ha colpito, nonostante sapesse del matrimonio e del figlio di Anna.

Le tentazioni a cui è stata sottoposta la fragile Anna sono stata fatali, portandola ad iniziare una vera e propria relazione con il conte. Tutta la società moscovita era scandalizzata, ma l’ultimo a rendersene conto è proprio il marito Aleksèj Karenin durante una corsa ai cavalli che vede protagonista l’amante di sua moglie: a causa di una caduta da cavallo, Anna si alza in piedi e urla il suo nome, spazzando via ogni dubbio sulla loro relazione.

Peccato che qualcuno mi abbia raccontato il finale del libro mentre io lo stavo ancora leggendo, io non sarò altrettanto cattiva.

Per adesso vi lascio questi cinque titoli, ma sicuramente ritornerò a parlare di altri romanzi classici dall’effetto “balsamico”.

Buona lettura

 

Manu

 

 

 

 

 

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