“Preferisco non far promesse, per non essere costretta a mantenerle”: Jane Eyre, Charlotte Bronte.

Finalmente, dopo oltre una settimana di tentennamenti e tira e molla, ho finito di leggere Jane Eyre, di Charlotte Bronte. Un romanzo così travolgente e attuale, non è una costante della letteratura, anzi! Sebbene mi sia piaciuto, e anche tanto, ho avuto difficoltà ad andare avanti nella prima parte, quella di Jane bambina e adolescente: il mio essere madre mi rende più sensibile a certe situazioni, infatti le cattiverie subite dalla piccola Jane per me erano troppo.

Jane Eyre è un’orfana che viene affidata alla zia, ma una volta entrata nella sua casa si ritrova a subire angherie da parte dei cugini, discriminazioni da parte della zia e dei domestici. L’evento che ha fatto vacillare la mia volontà di terminare il romanzo, è stato quando Jane viene rinchiusa nella stanza dello zio defunto, e lei si accorge di strane presenze. Per la paura avrà uno svenimento e verrà trovata l’indomani inerme sul pavimento.

Dopo un acceso scontro verbale con la zia, in cui manifesta tutto il suo disprezzo, Jane viene mandata in collegio. Vi resterà dai dieci ai diciotto anni, fino a quando non metterà un annuncio da istitutrice.

Giunge una lettera dalla signora Farfaix, una volta arrivata nella dimora di Thornfield trova subito una profonda empatia con il luogo e con la bambina, Adele.

L’incontro con il signor Rochester è il più classico della letteratura inglese, durante una passeggiata in campagna, Jane si imbatte nel suo padrone facendolo cadere da cavallo.

Il passare dei giorni rende sempre più difficile la capacità di nascondere un grande segreto che riguarda il signor Rochester, ma anche Jane. Qui sono iniziati gli altri vacillamenti, si capisce che qualcosa di oscuro ha colpito la dimora, ma Jane lo scoprirà nel peggiore dei modi: il giorno del suo matrimonio, durante la celebrazione delle nozze.

Jane Eyre è un grande romanzo, abbatte tutti i pregiudizi, rimette in discussione gli stereotipi che la società impone, insegna che con la volontà si può ottenere davvero ciò che si vuole. Ma, la lezione più importante di tutte, è che il cammino per diventare Donna è aspro ma necessario per realizzare il proprio Io.

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