Le donne e i “Casi umani”: ce l’ho, mi manca!

Noi donne collezioniamo nella nostra vita un numero indefinito di esperienze, sentimentali o meno, e chissà perché ce le ricordiamo tutte accompagnandole con una bella smorfia come per dire: “Ma cosa avevo nella testa?!?”

Selvaggia Lucarelli si cimenta con il suo terzo romanzo proprio a parlare di questo: i “Casi umani”. Dopo “Mantienimi. Aiutami a preservare la mia moralità”, “Che ci importa del mondo” e “Dieci piccoli infami”, ritorna a scrivere e a manifestare la sua opinioni, sempre con quella punta di crudeltà, in nome della verità. Ma detto tra noi, come si fa a dire la verità senza essere brutali?

Mi fa tanto sorridere il pensiero che abbia voluto raccogliere in un libro tutti i casi umani in cui si è imbattuta, credo che ogni donna nella sua vita ne faccia una collezione inconsapevolmente.

La data di uscita del libro è prevista per il 3 luglio, ma è già possibile preordinarlo su Amazon.

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TRAMA: “L’inizio di tutto è il disgraziato giorno in cui il mio fidanzato dell’epoca mi lasciò. Non ero preparata, non ritenevo contemplabile il fatto di poter essere mollata, l’ipotesi non mi era stata annunciata in alcun modo e, soprattutto, era profondamente ingiusto. Non si lascia una donna perché è gelosa anche della tua segretaria lesbica sessantaduenne, o perché ogni volta che devi partire per lavoro ti mette su il muso come se avesse scoperto un tuo passato di militanza in Casa Pound.” Cosa succede quando finisce un amore? La delusione, la tristezza, il dolore, certo. Ma poi, dopo i primi giorni, anche l’inesorabile scivolare verso una serie di incontri surreali e di relazioni-lampo con personaggi a cui, a distanza di anni, non si concederebbe neppure il tempo di un caffè ma che, per irripetibili congiunzioni astrali, si sono trovati a rivestire il ruolo di traghettatori. Con effetti tragicomici. Personaggi che “potrebbero sembrare frutto di fantasia, di un mojito di troppo o di una sfiga siderale e che invece, ahimè, sono comuni e realmente esistiti”. Da Mister Foglio Excel, di una taccagneria mitologica, a Mister Ho una cosa per te, cleptomane compulsivo, fino al vincitore assoluto, Mister Il piacere è soggettivo, voyeurista seriale. Una galleria di uomini che, prima ancora di poter essere definiti ex, sono evidenti, cristallini Casi Umani. E che Selvaggia Lucarelli racconta con spietata (auto)ironia, con il sollievo e la benevolenza della sopravvissuta.”

Lasciate un commento con i vostri casi umani, chissà che non diventi un caso editoriale anche una raccolta delle nostre esperienze!

Manu

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