Eleanor Oliphant sta benissimo, Gail Honeyman.

Da poco tempo ho scoperto, e ne faccio anche un largo uso, il termine resilienza: la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà. Eleanor Oliphant sta benissimo è un inno alla resilienza, un inno ad andare avanti sempre e comunque: nonostante la cicatrice sul volto, nonostante un’infanzia tremenda, nonostante un presente caratterizzato da un assordante solitudine.

La vita di Eleanor, trentenne con scarsi rapporti sociali, è ciclica nelle sue abitudini: ufficio, supermercato, telefonata il mercoledì sera con sua madre, dal venerdì alla domenica vodka a litri. Nella sua vita ha conosciuto poco: poco amore, poca amicizia, poca famiglia. Da dieci anni in poi, è stata affidata sempre a famiglie diverse, non potendo vivere più con sua madre Eleanor conosce gli orfanotrofi e le famiglie affidatarie che cambiano ogni diciotto mesi. Questo le ha impedito di imparare a instaurare un legame, anche in ufficio, infatti, trascorre la pausa pranzo facendo le parole crociate.

L’arrivo casuale di Raymond, che diventerà il suo grande amico, le farà capire tutto quello che le manca e che le è mancato, chiudendo le porte ai ricordi e alla solitudine. Raymond è il nuovo tecnico informatico dell’azienda in cui lavora: indossa magliette bizzarre, non si pettina, indossa scarpe da ginnastica dei colori più improbabili, fuma (cosa che fa inorridire Eleanor).

Ho iniziato a leggere questo libro, oltre che per curiosità vista la massiva operazione di marketing della Garzanti, anche perché qualcuno che segue con molta passione il mio blog, me lo aveva presentato come un romanzo piatto, fatto di dialoghi insensati che non potevano mai giustificare la pubblicità ossessiva della casa editrice.

Ho accettato la sfida! Ho iniziato a leggerlo e subito un alone di inquietudine mi ha colpito: si capisce da subito che Elanor ha dei problemi. I dialoghi sono sensazionali, anche se la maggior parte delle descrizioni le ho trovate dei semplici virtuosismi, non necessari. Leggere i pensieri più intimi, le sue fobie, le sue paranoie mi ha fatto tanto ridere! La sua ironia è fantastica!

Una volta iniziato non si può abbandonare, non si può abbandonare una storia che insegna a sentirsi “sopravvissuti”, ad essere riconoscenti e a saper riconoscere chi ci salva la vita con la sua presenza. Attendo con ansia la versione cinematografica del romanzo, non credo che tarderà ad arrivare.

“Mi era venuto in mente che avrei dovuto prepararmi fisicamente per un potenziale incontro con il musicista facendo qualche miglioramento. Dovevo trasformarmi dall’interno verso l’esterno o lavorare dall’esterno verso l’interno?
Compilai a mente una lista di tutte le modifiche relative all’aspetto fisico che avrei dovuto apportare: i capelli, i peli del corpo, le unghie (delle mani e dei piedi), le sopracciglia, la cellulite, i denti, le cicatrici…. tutte queste cose dovevano essere aggiornate, valorizzate, migliorate.
Alla fine decisi di partire dall’esterno e lavorare verso l’interno, perché, dopo tutto, è quello che spesso accade in natura. La muta della pelle, la rinascita.”

“Lo guardò con tanto amore che dovetti girarmi dall’altra parte. “Almeno so che faccia ha l’amore”, mi dissi. Non è cosa da poco. Nessuno mi aveva mai guardato così, ma sarei stata in grado di riconoscerlo se qualcuno lo avesse fatto”

“Alcune persone -i deboli- hanno paura della solitudine. Ciò che non riescono a comprendere è che possiede qualcosa di molto liberatorio: una volta che ti rendi conto di non avere bisogno di nessuno, puoi prenderti cura di te stesso. Il punto è questo: è meglio prendersi cura solo di sé stessi. Non puoi proteggere gli altri per quanto ci provi. Ci provi e fallisci, e il tuo mondo ti crolla addosso, brucia e si riduce in cenere.”

“Non ero tagliata per l’analfabetismo, semplicemente non mi veniva naturale. Anche se è bello provare cose nuove e tenere la mente aperta, quello che conta è solo rimanere fedeli a ciò che si è veramente.

Voi lo avete letto? Lasciate un commento, ditemi cosa ne pensate di Eleanor Oliphant!

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