Mangia, prega, ama – Una donna alla ricerca della felicità, Elizabeth Gilbert

Per la prima volta, a tre mesi da quando ho aperto il mio blog, è successa una cosa che non avevo mai preventivato: la perdita di tutto quello che ho scritto, un bell’articolo completo, mentre lo stavo salvando. Oggi non è stata la mia giornata, poche cose mi hanno fatto sorridere, tante mi hanno portato sempre di più sulla mia testa le mie adorate nuvole, i miei pensieri.

Esattamente come accadde a Murakami, mi ritrovo a dover riscrivere tutto, anche se ho perso parte della mia energia, quella poca che mi ritrovo a fine giornata. Il blog è la mia valvola di sfogo, il mio angolino felice e rilassato in cui rifugiarmi a prescindere da cosa mi sia accaduto e da cosa avrei voluto accadesse. Mi rendo conto che i miei pensieri sono abbastanza contorti, ma per ritrovare parte di quello che sono, e per capire in che direzione sto andando, i libri mi vengono in aiuto. Le mie ultime due letture, Eleanor Oliphant sta benissimo  e La felicità del cactus, hanno come protagonista una donna che non cerca un consenso unanime, ma preferisce avere accanto le persone giuste. Io anche sono sempre stata poco incline alla collezione di consensi, poco incline alla popolarità, ma adesso soffro la mancanza di “qualcosa”.

Quando mi sono posta per la prima volta questa domanda, su cosa mi mancasse o meno, mi è piovuta dal cielo la versione cinematografica del libro di Elizabeth Gilbert: per chi non lo avesse letto, riporto un estratto della trama.

Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l’unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d’amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l’Italia, dove impara l’arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l’India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l’Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. “Mangia prega ama” è la storia di un’anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi.

 

Ho poche costanti nella mia vita, ma la parola irrequieta la sento da sempre: a quanto pare una donna che va alla ricerca della sua strada, che non si accontenta, che vuole il meglio per se stessa è irrequieta. Credo che almeno una volta nella vita, avremmo voluto fare il giro del mondo come Liz, lasciare tutte le abitudini che hanno spento la nostra fiamma, e andare alla ricerca di nuovi stimoli. Auguro la lettura di questo libro a tutte quelle persone che hanno bisogno di un messaggio positivo, io ho cercato di risollevare le sorti della mia giornata in ogni modo ma poi è arrivata la svolta: il primo bacio che ho ricevuto da mia figlia, e lei prendendoci gusto, me ne ha dati a volontà!

copertina-mangia-prega-ama

Vi lascio, come sempre, le mie frasi preferite estratte dal libro:

“La gente crede che l’anima gemella sia come un vestito che ci sta alla perfezione, e tutti la cercano per questo. E invece è uno specchio che ti mostra tutti i tuoi limiti, e attira la tua attenzione su di te, facendoti capire che è il momento di cambiare la tua vita.”

 

“Devi imparare a scegliere i tuoi pensieri, proprio come ogni giorno scegli i vestiti da mettere. È in tuo potere. Se ti piace tanto avere il dominio della tua vita, lavora sulla mente. È l’unica cosa su cui puoi tentare di esercitare un controllo. Il resto lascialo perdere. Se non domini i tuoi pensieri, sarai sempre nei guai.” 

 

“Tutti vogliamo che le cose restino uguali, accettiamo di viverenell’infelicità perché abbiamo paura dei cambiamenti, delle cose che vanno in frantumi, ma io ho guardato questo posto, il caos che ha sopportato, il modo in cui è stato adoperato, bruciato, saccheggiato, tornando poi a essere se stesso e mi sono sentita rassicurata. Forse la mia vita non è stata così caotica, è il mondo che lo è, e la sola vera trappola è restare attaccati ad ogni cosa. Le rovine sono un dono. La distruzione è la via per la trasformazione”

 

Stasera il mio mantra sarà la frase più famosa pronunciata da Rossella O’hara: “Domani è un altro giorno!”.

Manu

 

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