Nel mare ci sono i coccodrilli, storia vera di Enayatollah Akbari: il libro-intervista di Fabio Geda, a testimonianza che dovremmo davvero restare umani.

La frase e l’hashtag più usato del momento è “restiamo umani”: le ultime vicende socio-politiche, hanno scosso fortemente l’opinione pubblica, riportando il pensiero comune a una decisa virata tutta a destra. Le generalizzazioni sono sempre state il male della società contemporanea, il singolo caso diventa la regola, l’eccezione diventa un assioma da cui non si può prescindere nient’altro.

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La scelta di questo libro non è casuale, ho voluto leggerlo per tornare umana, per sentire che al mondo non si può solo puntare il dito perché si ha la fortuna di nascere nel posto giusto. Fabio Geda ha intervistato e riportato sotto forma di romanzo, la testimonianza di un ragazzo afghano, portato via dalla sua mamma come estremo atto d’amore in Pakistan per poi lasciarlo li da solo, affinché potesse fuggire dal regime talebano che si stava insediando.

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Enayatollah aveva solo dieci anni quando si è ritrovato in un’altra nazione, da solo, senza le sue abitudini, la sua lingua. Il viaggio è durato per cinque anni prima di poter arrivare in Italia: cinque anni di sfruttamenti, buio, fame, privazioni e umiliazioni che nessun minorenne dovrebbe mai provare. Nessuno.

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I diritti umani non sono un’opinione, le Convenzioni Internazionali che ho studiato fino alla nausea che valore hanno? I temi toccati dal romanzo sono estremi: lo sfruttamento minorile, la violenza, l’umiliazione, la discriminazione. Sarà la gentilezza incondizionata di due persone a salvarlo, una donna greca e un uomo italiano, ma chi non incontra l’umanità può davvero farcela?

“Hai visto le stelle, Enaiat?”

“Cosa c’entrano le stelle?”

“Contale Enaiat.”

“E’ impossibile. Sono troppe.”

“Allora comincia”, ha detto mamma. “Altrimenti non finirai mai”

 

Ero piccolo. Ho pensato di essere più piccolo delle pallottole, più veloce. Ho pensato di essere invisibile, oppure inconsistente, come il fumo. Poi, quando ho smesso di correre – perché ero abbastanza lontano –  ho pensato di andare via. Non volevo più avere paura, no.

E’ stato in quel momento che ho deciso che avrei tentato di raggiungere la Turchia.

Consiglio questa lettura a tutti quelli che hanno perso la loro umanità: leggete, abbandonate i pregiudizi, amate e aiutate chi veramente ha bisogno, non è poi così difficile.

Manu

2 Comments

  1. “Le generalizzazioni sono sempre state il male della società contemporanea, il singolo caso diventa la regola, l’eccezione diventa un assioma da cui non si può prescindere nient’altro… Consiglio questa lettura a tutti quelli che hanno perso la loro umanità: leggete, abbandonate i pregiudizi, amate e aiutate chi veramente ha bisogno”. Che belle frasi, Manu! E sono pienamente d’accordo con te sulla questione delle generalizzazioni, veramente possono rovinarci.
    Spero di procurarmi il libro!

    1. Grazie mille… Mi ha toccato il cuore questa storia. Mi piacerebbe riuscire a contattare questo ragazzo, ci sto provando. Baci

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