Giallo Svezia: la rubrica del martedì!

Anche questo martedì voglio tornare a parlare del romanzo svedese, conosciuto in tutto il mondo per la suspense che riesce a creare, per i personaggi memorabili, per la magia e la bellezza del territorio descritto, ma soprattutto per le giravolte che i vari autori riescono a far compiere con la fantasia.

Martedì scorso ho parlato di Camilla Lackberg e della prima indagine di Erika Falk, piano piano inserirò tutte le sue intromissioni nelle indagini di polizia. Oggi invece parlerò dello Scrittore Svedese per antonomasia: Stieg Larsson.

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Stieg Larsson era, ahimè, un giornalista ed esperto di movimenti di estrema destra ed è deceduto prematuramente all’età di 54 anni stroncato da un infarto. Per fortuna, aveva appena concluso la trilogia Millenium: Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta.

Uomini che odiano le donne ha cambiato completamente il mio orientamento letterario, ho capito che non avevo ancora letto i libri “giusti”, che non avevo ancora trovato il personaggio femminile da ammirare davvero e seguire come modello reale e poco infiocchettato. Lisbeth Salander è un mito, nel senso che è realmente una creatura mitologica riuscendo a sopravvivere a una vita di difficoltà estrema come il padre violento, il ricovero in un ospedale psichiatrico per aver tentato di assassinare suo padre dandogli fuoco, il continuo affido a tutori che devono amministrare il suo patrimonio e i suoi soldi, ma più di tutto Lisbeth è un abilissima hacker. Mi rendo conto che potrei dedicare a lei l’intero blog, non esaurendo mai gli spunti di discussione: la genialità di Larsson è stata concretizzata con questa ragazza, talmente ben descritta che nella versione cinematografica sembra di vederla esattamente come la si immagina durante la lettura del libro.

Vi riporto un estratto della trama:

Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l’invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l’inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l’ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L’incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l’aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose.

A differenza di tutte le altre trilogie conosciute, questa è l’unica che non delude mai: ogni singolo libro, ogni pagina e ogni evento sono state all’altezza delle mie aspettative (sempre altissime). Consiglio questa lettura a chi ancora non si è approcciato alla lettura dei romanzi svedesi, ma anche a chi ama il thriller: ci sono tutti gli elementi per far sì che questo libro diventi una pietra miliare della letteratura contemporanea.

La Svezia, non contenta di aver dato i natali alla mente che ha partorito questa fantastica storia, ha anche prodotto la versione cinematografica di ogni libro. La tentazione di infrangere la mia regola di non guardare i film tratti da libri è stata incontrollabile: non solo ho guardato i film, ma li ho amati forse quanto i libri. Noomi Rapace è Lisbeth, uguale nell’aspetto, bravissima a interpretare i modi di questa ragazza particolare.

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Al fianco di Lisbeth ci sarà il quarantenne più affascinante mai inserito in un libro: Mikael Blomkvist, coinvolto in uno scandalo che riguarda le fonti errate di un articolo pubblicato nella rivista Millenium. Questo lo porterà ad accettare un altro incarico, in cui dovrà indagare sulla sparizione di una ragazzina insieme a Lisbeth.

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Spero un giorno, di andare a Stoccolma soprattutto per questo motivo: voglio vedere tutti i luoghi riportati nei libri e provare a sentirmi un po’ come lei.

Raccontatemi le vostre impressioni su questo scrittore e/o su questa trilogia!

Manu

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