La voce nascosta delle pietre, di Chiara Parenti.

Ho iniziato a leggere questo libro come se fosse un esperimento, una sfida con me stessa in quanto incapace di condividere la lettura dello stesso libro con un’altra persona: i ritmi e i tempi sono estremamente soggettivi, come lo è la scelta del libro da leggere. La mia fortuna è stata aver trovato una persona che mi portasse a leggere i libri di Chiara Parenti, infatti ho iniziato con il suo ultimo pubblicato Per lanciarsi dalle stelleche mi ha fatto scoprire che la paura si può superare, che la forza di volontà può essere più forte di ogni cosa. Come per ogni regola esiste la sua eccezione, io ho fatto come sempre il contrario di tutto, leggendo soltanto adesso il suo primo romanzo pubblicato da Garzanti: La voce nascosta delle pietre. 

Al termine della lettura del romanzo Per lanciarsi dalle stelle ho voluto scrivere a Chiara Parenti, dirle a cuore aperto cosa ho provato, cosa mi ha fatto ricordare, cosa mi ha fatto rimpiangere di non aver fatto per colpa della paura. Ho trovato una persona estremamente gentile, disponibile e amichevole, tanto da esporle anche questo mio esperimento della lettura condivisa. La sua risposta? Appena finito il libro voleva conoscere le mie impressioni ed essere aggiornata sui progressi della lettura da parte mia e di Francesca.

Oggi mi ritrovo ad aver finito il suo libro, mi sono letteralmente tolta ore di sonno per leggere: mi è stato impossibile staccarmi, il pensiero di Mezzaluna ha accompagnato le mie giornate, il sogno di avere un nonno come Pietro è stata la mia fantasia più viva.

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La storia inizia con il racconto di un pomeriggio in cui due adolescenti si promettono di stare insieme per un po’ di tempo, perché il ” per sempre” è una forzatura, una cosa innaturale: i due ragazzi sono Luna Castelli e Leonardo Landi.

La loro amicizia nasce grazie al nonno di Luna, nonno Pietro, il quale incoraggia la nipotina a consolare quel ragazzino da poco trasferito nel quartiere e deriso dal bullo della scuola. La famiglia di Luna commercia e cerca pietre preziose in tutto il mondo, nonno Pietro soprattutto va spesso in Thailandia per cercare le gemme più preziose, conoscendone tutti i significati e i benefici che possono apportare alla persona che le indossa.

Nel romanzo esistono due dimensioni temporali che poi si congiungono per arrivare al presente: il passato, dall’incontro di Leo e Luna e il presente in cui i due non si parlano più, l’evento scatenante la loro divisione sarà il mistero principale da svelare.

Ogni capitolo ha il nome di una pietra che cura un malessere specifico, la parte che accende maggiormente la curiosità del lettore è questa: confesso di aver annotato sul mio taccuino (dominato dal caos) tutte le pietre citate, le caratteristiche, le frasi che mi hanno colpito, condividendone alcune sulle pagine da me gestite.

Questo non è un semplice romanzo, è una lezione di vita: insegna la tenerezza, l’amore per la famiglia, la dedizione al lavoro, l’inseguimento delle passioni come motore della vita. I legami tra due persone che si amano, che si vogliono bene, non si rompono facilmente: ho imparato che se questo accade è perché il legame non era poi così reale, perché magari esiste un’energia superiore che predomina su tutto il resto. Questo è quello che accade a Mezzaluna, il nomignolo dato da Leo a Luna per via della sua bassa statura, che va alla ricerca della sua vera natura dentro e fuori il mondo delle pietre: cerca la sua vera natura di donna, dopo aver preso diverse batoste, avendo creduto che tutto si potesse controllare razionalmente. Compreso questo Luna perderà qualcosa, perderà anche più di qualcuno, ma troverà la pace e il suo equilibrio abbandonando le zavorre invisibili sulle sue spalle.

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Vi riporto alcuni dialoghi, quelli che mi hanno scosso, che mi hanno fatto emozionare nel più profondo del mio animo da cuore di pietra:

“E che succede quando hai trovato la tua pietra gemella?” chiesi inclinando il capo.
“Dal momento in cui la indosserai, la pietra scatenerà il suo potere straordinario, legandosi a te in maniera indissolubile. E allora sarete inseparabili.”
[…]
“Inseparabili come il latte e il cioccolato?” azzardai, portando a esempio il mio binomio perfetto.

 

Lui è così, semplice e onesto. E’ un dono del cielo. E’ come una pietra liscia e levigata dal tempo. Non ha angoli affilati o spigoli appuntiti, è tornito, rotondo, piacevole al tatto. Delicato.

Lui non è un diamante.

 

“Sapete cos’è il vero amore ragazzi?” ci chiese, ma poi fu lui stesso a darci la risposta. “E’ la persona che ci fa brillare. L’unica in grado di smussare gli angoli, in modo che la luce esalti tutta la nostra bellezza”.

[…]

“La vita con le sue difficoltà trasforma le persone. Come diamanti grezzi, ci taglia, ci smussa, ci lucida. Ma è solo l’amore che ci fa brillare”.

 

Chissà di cosa parlerà il suo prossimo romanzo: nel primo la paura, nel secondo l’insicurezza e l’amore, nel terzo mi aspetto qualcosa di altrettanto reale e fiabesco come solo Chiara Parenti sa scrivere nei suoi libri.

 

Manu

 

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