I classici da leggere almeno una volta nella vita (2da parte)

Non molto tempo fa, avevo postato un articolo in cui spiegavo i motivi per cui si dovrebbero leggere i romanzi dell’Ottocento, ritenendoli dei veri e propri romanzi di formazione. Avevo selezionato cinque titoli, ma ovviamente sono molti di più quelli che fanno parte di questa categoria.

Oggi ho selezionato tre titoli dalla mia collezione, la loro lettura è stata anche ripetuta nel tempo: tutti i libri più belli vanno riletti, le sfumature non si colgono da subito, le riflessioni maturano sempre con il tempo e con la maturità di un’idea che non deve stagnare nel tempo. Ecco perché i libri vanno riletti, non tutti perchè davvero non basterebbe una vita, ma quelli a cui ci sentiamo legati vanno rivalutati e riesaminati.

Dracula, di Bram Stoker

“State a sentirli, i figli della notte! Questa è la loro musica!” “Basta l’inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi… e il gioco è fatto! Impossibile uscire da quel clima, impossibile allentare la tensione, e non seguire con ansia partecipe la sorte di quei personaggi. Perché –bene o male – questo dandy dalla tetra figura ci attira e ci spaventa al tempo stesso (come tutto ciò che è peccato o che ci fa ingrassare); perché Mina diventa l’oggetto di tutte le nostre preoccupazioni; perché del professor Van Helsing sposiamo l’indefessa fede nell’inconoscibile e nel mistero, e la sua integerrima crociata contro il Maligno; perché la schermaglia tra Dracula che architetta il suo ritorno a casa e gli altri che ne svelano a una a una le mosse finisce con l’appassionarci e con il coinvolgerci come per una partita a scacchi; fino allo strepitoso finale, quando le tre diverse pattuglie dei ‘cacciatori’ convergono – con un ritmo che ricorda quasi lo stretto di una fuga per organo o l’‘arrivano i nostri’ dei migliori film western – a sbarrare al Vampiro la strada verso il castello della sua sicurezza.”

Basta l’inizio: con questo Jonathan Harker, procuratore legale in quel di Exeter, che arriva in Transilvania, e si trova immediatamente avvolto in un clima di mistero e di scongiuri, fino a che di notte, tra lontani lupi che ululano e cavalli dalle narici infuocate, arriva in un castello dove un signore vestito di nero, dagli occhi troppo rossi e dai denti troppo bianchi… “. Il romanzo che ha acceso la passione per i vampiri e ispirato infinite volte il cinema, la televisione, i videogame in una nuova traduzione d’autore.

Madame Bovary, di Gustave Flaubert.

Emma sposa il medico Charles Bovary, uomo mite e mediocre. Ben presto Emma si rende conto di quanto la sua vita sia triste e ben diversa dalle avventure descritte nei romanzi che legge. La svolta avviene con l’invito al ricevimento del marchese d’Andervilliers: qui Emma viene a contatto con il mondo elegante del quale ha sempre voluto essere parte. Tornata a casa inizia a stare sempre peggio, fino ad ammalarsi. Il marito, che la ama, decide il trasferimento a Yonville. Qui Emma incontra un giovane, Leon, col quale condivide inizialmente ideali romantici. Quando questi si allontana dal paese, Emma conosce Rodolphe Boulanger, avventuriero senza troppi scrupoli. Il destino vuole che Emma ritrovi Leon. Tra menzogne ed avventure la vita di Emma prende una piega inaspettata.

Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello.

Il romanzo, pubblicato nel 1904, pietra miliare della narrativa del XX secolo, narra la vicenda di Mattia: uno sfaccendato bibliotecario di un ipotetico paesino della Liguria, odiato da moglie e suocera, connotato da un occhio strabico (simbolo di uno sguardo deformante della realtà). La vicenda si svolge tutta sotto il segno del fortuito e dell’imprevisto. Imprevisto è il suo stesso matrimonio, cui finisce obbligato dalla sua eccessiva disponibilità alle occorrenze del caso. Ma sarà ancora il caso, o il diavolo, a sottrarre Mattia alle infelici conseguenze dei suoi atti fortuiti: un’eccezionale vincita al gioco e un provvido sbaglio di persona lo renderanno improvvisamente ricco e libero. A completare questo bagno nell’irrazionale e fantastico, la rinascita di Mattia si snoda lungo una dimensione esoterica che lo porterà a vivere un universo misterico popolato da ombre e forze occulte.

Non è esattamente un classico dell’Ottocento, ma ho voluto farlo rientrare nella categoria dei romanzi da leggere almeno una volta nella vita. Memorabile è questa domanda:

“Hai mai pensato di andare via e non tornare mai più? Scappare e far perdere ogni tua traccia, per andare in un posto lontano e ricominciare a vivere, vivere una vita nuova, solo tua, vivere davvero? “

Ci hai mai pensato?

Io ci penso continuamente, a vivere una vita con le mie regole, seguendo i miei desideri, realizzando i miei sogni.

Avete letto questi libri?

Manu

4 Comments

    1. Grazie mille! In realtà la mia lista è molto più lunga, ma ogni tanto ne propongo qualcuno! Adoro i classici, mi ricordano chi sono, li leggo ogni volta che devo recuperare dei pezzettini qua e là…

  1. Grazie ❤ questa settimana sarà cortissima, sabato rientro in Puglia per le vacanze, finalmente! Buon inizio settimana anche a te ❤

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