GialloSvezia: La ragazza che giocava con il fuoco, di Stieg Larsson.

Martedì 31 luglio, sta per finire un altro mese e inizia ufficialmente il  mio countdown per le vacanze in Puglia: tra un panzerotto, una frisa e un pasticciotto, mi andrà bene se rienterò a casa con dieci chili in più! Scherzi a parte, rientrare a casa vuol dire soprattutto riabbracciare i pezzettini del mio cuore rimasti lì, e vi assicuro che sono tanti. Il martedì nel mio paese è un giorno importante nella settimana, si riprende a pieno regime a lavorare dopo il riposo settimanale, si tiene il mercato nell’area fieristica (la seconda per estensione in tutta la regione), piccole usanze da paese ma molto caratteristiche. L’attacco di nostalgia finisce qui, per oggi!

Nel mio martedì, invece, io vi parlo come sempre di un romanzo svedese, la mia grande passione. Oggi voglio continuare a parlarvi della trilogia Millenium di Stieg Larsson.

Vi ho già parlato dell’autore, un genio deceduto a causa di un infarto, ma quello che è accaduto dopo è stato ancora più incredibile: la famiglia ha iniziato una vera e propria diatriba per i diritti dei libri, dei film, dal momento che il vero successo è stato raggiunto dopo il decesso di Stieg Larsson.

Laragazzachegiocavaconilfuoco.jpg

Il secondo episodio della trilogia si intitola La ragazza che giocava con il fuoco, vi lascio un estratto della trama:

Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell’Est. L’inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all’uomo: l’attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander, la giovane hacker, “così impeccabilmente competente e al tempo stesso così socialmente irrecuperabile”, ora principale sospettata. Blomkvist, incurante di quanto tutti sembrano credere, dà il via a un’indagine per accertare le responsabilità di Lisbeth, “la donna che odia gli uomini che odiano le donne”. È lei la vera protagonista di questo nuovo episodio della Millennium Trilogy, un thriller serrato che all’intrigo diabolico unisce un’acuta descrizione della società moderna, con le sue contraddizioni e deviazioni, consegnandoci con Lisbeth Salander un personaggio femminile unico, commovente e indimenticabile.

Come per tutte le trilogie, il secondo libro risulta essere sempre quello di transizione, quello che non ha mai una reale fine perché si collega direttamente al terzo. Quello che è in mio dovere anticipare, anche se vado contro le mie stesse regole, è che Lisbeth si conferma la vera protagonista della trilogia, ma in questo libro azzarderà molto più di quanto possa fare, ritrovandosi a lottare contro la morte. Spero possiate perdonarmi, ma come vi ho detto è solo un libro di transizione!

Manu

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