“Se non ci si interessa di quello che succede, se ne diventa responsabili”: L’inverno del mondo, Ken Follett.

Oggi domenica 5 agosto, vi aggiorno con il mio countdown: tra sei giorni ritorno nel mio amato paese, Manduria, nella provincia di Taranto! Tornare a casa ha un effetto benefico sul mio organismo, mi sento più arzilla, vedo tutto rosa e a luccichini!

Come ogni domenica, vi propongo una lettura “da spiaggia”, una lettura coinvolgente e stimolante. Avevo iniziato a parlarvi della trilogia century di Ken nubi Follett (La caduta dei giganti), oggi preoseguirò parlandovi del secondo libro: L’inverno del mondo.

Vi riporto un estratto della trama:

Cinque famiglie legate l’una all’altra il cui destino si compie durante la metà del ventesimo secolo, in un mondo funestato dalle dittature e dalla guerra. Berlino nel 1933 è in subbuglio. L’undicenne Carla von Ulrich, figlia di Lady Maud Fitzherbert, cerca con tutte le forze di comprendere le tensioni che stanno lacerando la sua famiglia, nei giorni in cui Hitler inizia l’inesorabile ascesa al potere. In questi tempi tumultuosi fanno la loro comparsa sulla scena Ethel Leckwith, la formidabile amica di Lady Maud ed ex membro del parlamento inglese, e suo figlio Lloyd, che presto sperimenterà sulla propria pelle la brutalità nazista. Lloyd entra in contatto con un gruppo di tedeschi decisi a opporsi a Hitler, ma avranno davvero il coraggio di tradire il loro paese? A Berlino Carla s’innamora perdutamente di Werner Franck, erede di una ricca famiglia, anche lui con un suo segreto. Ma il destino lì metterà a dura prova, così come le vite e le speranze di tanti altri verranno annientate dalla più grande e crudele guerra nella storia dell’umanità, che si scatenerà con violenza da Londra a Berlino, dalla Spagna a Mosca, da Pearl Harbor a Hiroshima, dalle residenze private alla polvere e al sangue delle battaglie che hanno segnato l’intero secolo. “L’inverno del mondo”, secondo romanzo della trilogia “Century”, prende le mosse da dove si era chiuso il primo libro, ritrovando i personaggi de “La caduta dei giganti”, ma soprattutto i loro figli.

Questo romanzo è il mio preferito della trilogia, sarà il periodo storico, sarà che qui ho ritrovato il Ken Follett che conosco, ma leggerlo è stato davvero bellissimo. La lettura si mostra, come sempre, scorrevole e ricca di dettagli. I personaggi si caratterizzano per quella nota di umanità, riuscendo a creare un vero e proprio legame con il lettore, tale da rendere la lettura una necessità. Ho adorato la storia di Ethel Leckwith, un esempio di donna forte e intraprendente da seguire, nonostante tutte le difficoltà e le discriminazioni. Di solito il secondo libro è quello di transizione, quello che non ha una vera storia ma fa da trait d’union: non è questo è il caso, infatti la personalità di questo romanzo è ancora più spiccata del primo, per poi crescere ancora di più nel capitolo conclusivo.

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Vi consiglio questa lettura in formato cartaceo, in formato flipback (se ritenete la copia eccessivamente voluminosa), o in formato digitale.

Manu

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