“Puoi continuare a vivere sapendo che tutti coloro che ti hanno amata non sono mai esistiti?”: I rami del tempo, di Luca Rossi.

Io e il genere fantasy abbiamo stretto amicizia da poco, da quando il mio blog é stato notato dallo scrittore Luca Rossi, conosciuto per la trilogia dei Rami del tempo. Ho molto apprezzato l’omaggio di tutte le copie da lui pubblicate, così gli ho chiesto con quale dei quattro testi mi sarei dovuta approcciare per prima. La risposta é stata: I rami del tempo.

Vi riporto un’anticipazione della trama:

Una pioggia di schegge stermina il popolo dell’isola di Turios, si salvano Bashinoir, gravemente ferito, sua moglie Lil e la sacerdotessa Miril. Vorrebbero dare degna sepoltura ai propri cari, ma i cadaveri sono scomparsi. L’unica speranza di salvezza risiede nekke protezioni magiche del tempio. Tuttavia devono far fronte a minacce oscure. Un’ombra infesta i loro cuori per dividerli e distruggerli. I loro corpi sembrano perdere sempre più consistenza. Alla vicinanza tra le due donne si contrappone il sempre più marcato isolamento di Bashinoir.

Nel regno di Isk, maghi e consiglieri devono sottostare all’insaziabile ingordigia di sesso, guerra e potere di re Beanor. L’ultima delle sue giovani mogli, tuttavia,non si dà pace per la libertà e l’amore perduti. Potranno i giochi e gli inganni sotto le lenzuola essere la chiave di svolta di una guerra millenaria?

Quando ho iniziato a leggere questo libro mi sono armata di taccuino, ho poca dimestichezza e memoria per i nomi dei romanzi fantasy. Il mio impegno é stato assoluto per entrare nella storia e credo di esserci riuscita: ho visto le schegge abbattersi sul popolo di Turios, ho visto gli occhi terrorizzati di Lil, ho alzato lo sguardo sul sorriso maligno di re Beanor.

Il romanzo si svolge su più dimensioni spazio-temporali, il viaggio con i protagonisti diventa necessario per seguire appieno la trama e le vicende dei protagonisti: si salta dall’isola di Turios al regno di Isk, poi si torna indietro a 2000 anni prima (il momento in cui si cerca di sterminare il popolo di Turios).

Sarebbe bello se si potesse davvero viaggiare in diverse dimensioni immergendo le mani nel liquido di Tuirl, il consigliere di re Beanor e la sacerdotessa Miril. Anche se, vi confesso che la vera rivelazione é stata la metafora del tempo e degli alberi:

“Lil, Bashinoir dovete immaginare il tempo non come una linea retta dove da una parte si trova il passato e dall’altra il futuro, bensì come a un organismo vivo. Pensate a una pianta… A un cespuglio, ad esempio. Le linee temporali possono essere molteplici. Ma sono una di esse, solo un ramo in particolare, assume le caratteristiche della realtà.”

“E gli altri rami cosa sono?”

“Sono possibilità, eventi originati da altri eventi che, però, non hanno la forza sufficiente, la linfa, per tramutarsi in realtà. A un certo punto, questi rami si seccano e cadono. E la linea temporale diventa unica.”

“Ma noi dovremo essere in quella linea del tempo, giusto?” Domandò Lil

“Lo eravamo. Credo che una nuova iena temporale stia diventando più forte della nostra. E nel nuovo ramo la nostra presenza non é su quest’isola o non esiste affatto.”Manu

Sono davvero curiosa di scoprire se esiste o no questa linea temporale… Dovrò continuare a leggere la trilogia per scoprirlo! Avanti con l’Erede della luce!

Manu

7 Comments

    1. È un romanzo molto particolare, mi manca solo il terzo episodio della trilogia. Parla dell’amore di chi è esistito senza lasciare traccia. Te lo consiglio!

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