GialloSvezia: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, di Jonas Jonasson.

Oggi martedì 7 agosto, lo ripeto 7 agosto… mancano pochissimi giorni per stringere forte i miei genitori, i miei nonni, le mie amiche. A volte basta davvero un battito di ciglia per far scorrere il tempo… Oggi mi sento buona, per cui nella rubrica GialloSvezia non parlerò del solito giallo/thriller, ma di un romanzo molto divertente che ho letto un po’ di tempo fa: Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, di Jonas Jonasson.

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Vi riporto, come sempre, un estratto della trama:

Allan Karlsson compie cento anni e per l’occasione la casa di riposo dove vive intende festeggiare la ricorrenza in pompa magna, con tutte le autorità. Allan, però, è di un’altra idea. Così decide, di punto in bianco, di darsela a gambe. Con le pantofole ai piedi scavalca la finestra e si dirige nell’unico luogo dove la megera direttrice dell’istituto non può riacciuffarlo, alla stazione degli autobus, per allontanarsi anche se non sa bene verso dove. Nell’attesa del primo pullman in partenza, Allan si imbatte in un ceffo strano, giovane, biondo e troppo fiducioso che l’attempato Allan non sia capace di colpi di testa. Non potendo entrare nella piccola cabina della toilet pubblica insieme all’ingombrante valigia cui si accompagna, il giovane chiede ad Allan, con una certa scortesia, di vigilare bene che nessuno se ne appropri mentre disbriga le sue necessità. Mai avrebbe pensato, il biondo, quanto gli sarebbe costata questa fiducia malriposta e quella necessità fisiologica. La corriera per-non-si-sa-dove sta partendo, infatti. Allan non può perderla se vuole seminare la megera che ha già dato l’allarme, e così vi sale, naturalmente portando con sé quella grossa, misteriosa valigia. E non sa ancora che quel biondino scialbo è un feroce criminale pronto a tutto per riprendersi la sua valigia e fare fuori l’arzillo vecchietto. Un centenario capace di incarnare i sogni di ognuno, pronto a tutto per non lasciarsi scappare questo improvviso e pericoloso dono del destino.

 

Questo libro mi ha divertito come pochi, ha una carica e un ritmo narrativo senza precedenti: si svolge tutto tra presente e passato, in cui il protagonista ama ricordare la sua vita e tutti gli eventi più importanti incrociati con eventi storici particolari. La sua amicizia con Albert Einstein è stata formidabile! Ho sognato di essere Allan per tutta la lettura, avrei voluto vivere almeno un giorno della sua vita straordinaria, perfino il giorno del suo centesimo compleanno decide di fare qualcosa di fuori dalle righe!

Non è un caso che ne sia stata prodotta anche la versione cinematografica, non ho visto il film perché tengo tanto alla mia idea del libro, tanto da non volerla guastare con una rappresentazione poco fedele del romanzo.

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Dello stesso autore, Jonas Jonasson, ho inserito nella mia lista L’analfabeta che sapeva contare. Spero di riuscire a leggerlo una volta a casa, infatti sto ancora cercando di arrivare a una decisione riguardo i libri da portare in vacanza. Ho messo il limite a tre, se proprio dovessi restare senza, allora andrò in libreria!

Manu

 

 

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