I giorni dell’eternità, di Ken Follett.

Oggi 12 agosto, da ieri sono a Casa mia e ho già trascorso buona parte del mio tempo a imitare Ariel nel mare più bello del mondo! Come sempre, il mio ottimismo mi ha fatto credere che avrei avuto il tempo di leggere: nella mia valigia ho portato tre libri cartacei (Voglio portarti per mano, L’erede della luce, Il profumo delle foglie di the) mentre ho un eBook da terminare e recensire qui sul blog. Inutile aggiungere che non ho letto neanche una pagina! Tornare a casa vuol dire ricucire tanti rapporti, situazioni, ma devo soprattutto investire il mio tempo su mia figlia per farle conoscere parte della mia vita e della mia infanzia.

In tutto questo, mi sono ricordata che manca solo un tassello per completare il quadretto della trilogia Century di Ken Follett: I giorni dell’eternità.

Vi riporto un estratto della trama:

“I giorni dell’eternità” è la conclusione della trilogia “The Century”, dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto “Secolo breve”: le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, ma anche i Beatles e la nascita del rock’n’roll. Quando Rebecca Hoffmann, insegnante della Germania Est, scopre di essere stata spiata per anni dalla Stasi prende una decisione che avrà pesanti conseguenze sulla sua famiglia. In America, George Jakes, figlio di una coppia mista, rinuncia a una promettente carriera legale per entrare al dipartimento di Giustizia di Robert Kennedy e partecipa alla dura battaglia contro la segregazione razziale. Cameron Dewar, nipote di un senatore del Congresso, non si lascia scappare l’occasione di fare spionaggio per una causa in cui crede fermamente, ma solo per scoprire che il mondo è molto più pericoloso di quanto pensi. Dimka Dvorkin, giovane assistente di Nikita Chruscëv, diventa un personaggio di spicco proprio mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano sull’orlo di una crisi che sembra senza via d’uscita.

Questo libro rappresenta la perfetta conclusione di un secolo difficile e intenso come il Novecento: sono ripercorsi tutti gli eventi più salienti sempre sotto forma di un romanzo, come se tutto fosse un racconto nato da una fervida fantasia. Le cinque famiglie hanno il giusto epilogo, anche se mi piace pensare a un quarto libro con gli eventi storici degli ultimi anni del ‘900.

Non avevo mai letto nulla di così sentimentale riguardo la caduta del muro di Berlino, o delle persecuzioni razziali in America. Libri su queste tematiche ce ne sono fin troppi, ma sembrano decisamente più impersonali, come se i protagonisti non avessero un’anima. Non è questo il caso, le vicende delle cinque famiglie resteranno nel cuore e faranno sperare in un quarto libro, così come è accaduto a me!

Mi auguro che nelle vostre vacanze l’ottimismo non sia un buco nell’acqua, ogni volta che prendo un libro sento chiamare “mamma” o “Manuela”. La prossima volta nella valigia porterò anche del sano realismo.

Manu

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