“Ci sono tanti mondi, ma una sola vita”: Vita degli elfi, di Muriel Barbery.

Il primo vero traguardo raggiunto durante le vacanze in Puglia é stato riuscire a finire un libro: é stata un’impresa titanica, la forza di volontà é stata superiore ad ogni altra cosa, anche perché io ho il problemino che dopo un po’ di giorni devo assolutamente chiudere un libro e aprirne un altro.

La lettura in questione é Vita degli elfi, di Muriel Barbery (la scrittrice de L’eleganza del riccio), una vera e propria fiaba per adulti: la magia del mondo elfico mi rapisce completamente!

Vi riporto un estratto della trama:

Maria vive in uno sperduto villaggio in Borgogna, dove scopre di avere il dono di saper comunicare con la natura. Centinaia di chilometri più lontano, in Italia, Clara scopre di possedere uno sbalorditivo genio musicale e viene spedita dalla campagna a Roma per sviluppare queste sue portentose abilità. “Vita degli elfi” racconta la storia di due ragazzine in contatto con mondi magici e forze maligne grazie ai loro straordinari talenti. Se, a dispetto di tutti gli ostacoli, riusciranno a unire i loro destini, questo incontro potrebbe cambiare il corso della storia.

La storia di Maria e Clara una vera e propria fiaba contemporanea: una parla con la natura, l’altra si esprime con il pianoforte, il potere della musica sostituisce il potere della parola. Le due ragazzine vivono distanti, non si conoscono ma sono destinate a incontrarsi grazie all’aiuto degli elfi. La presenza della comunità elfica non é esplicita, si percepisce nel romanzo in un modo molto velato, vivono tra gli esseri umani ed è difficile distinguere i due mondi. Il legame tra Maria e la natura é la vera bellezza del libro, mi ha fatto sognare ad occhi aperti: cresce su una montagna, parla con gli alberi e la sua nascita ha portato la neve e tante altre benedizioni.

Bisogna apprezzare il genere e abbandonare la razionalità per poter leggere questo romanzo, le metafore e le riflessioni che sono riportate ne fanno una vera e propria fiaba.

“…ogni uomo ha il diritto di conoscere il segreto della propria nascita. È così che preghiamo nelle nostre chiese e nei nostri boschi e che ce ne andiamo per il mondo, perché siamo nati nella notte di neve e abbiamo ereditato due parole che vengono dalle Spagne.”

“Era un’ora di donne. Era l’ora delle donne che sanno ciò che gli uomini devono trovare in se stessi prima della battaglia. Allora abitano tutti gli spazi della casa, ne sposano ogni angolo e ogni travetto e si moltiplicano fino a che la casa sia solo un petto palpitante in cui si percepiscono le declinazioni più pure del loro sesso. E la fattoria, dilatata all’estremo dall’irradiamento delle donne che estendono i loro corpi fino alle travi della stanza, che a loro volta vorrebbero farsi più gentili e più curve, finisce per prendere sembianze tali che chiunque vi entri sappia che la donna vi regna e vi distribuisce i piaceri e le gioie del mondo.”

“«Non sono alcolizzato, sono solo intollerante all’alcol. Lo siamo tutti, d’altronde. Ti pare un buon motivo per privarsi di ciò che è buono?».”

“«Non dico bugie».

«Gli adulti le dicono» replicò lui, «e i bambini ci credono».”

Vi ho scritto solo alcune delle frasi che mi hanno fatto riflettere, sognare un mondo di elfi!

Manu

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