GialloSvezia: La regina dei castelli di carta, di Stieg Larsson.

Il mio martedì ragusano non sarà diverso dagli altri martedì messinesi o manduriani. Armata di iPad, non posso fare a meno di scrivere, visto che leggere é un’impresa titanica. L’unica vera soddisfazione sono i sorrisi di mia figlia mentre gioca nel mare, passeggia sulla spiaggia e timidamente si avvicina a giocare con altri bimbi: la parte divertente é incoraggiarla, quando io per prima mi vergogno della mia ombra!

Oggi voglio terminare la trilogia Millenium di Stieg Larsson, con La regina dei castelli di carta si conclude la saga di Lisbeth e Mikael scritta dall’autore prematuramente scomparso, anche se sono stati trovati dei manoscritti contenenti il seguito della storia. Si tratta di David Lagercrantz (nipote dell’autore), ed ha pubblicato il quarto libro dal titolo Quello che non uccide.

Vi riporto un estratto della trama:

La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d’ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su “Millennium” un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l’intero paese. Non ci saranno compromessi. L’ultimo capitolo della trilogia di Stieg Larsson è ancora una volta una descrizione della società contemporanea sotto forma di thriller. Un romanzo di trame occulte e servizi segreti deviati, che cattura il ritmo del nostro tempo e svela a cosa possono condurre le perversioni di un sistema malato. Una storia che, fedele all’anima del suo autore, narra di violenza contro le donne, e di uomini che la rendono possibile.

In questo ultimo libro tutti i nodi vengono al pettine, si scopre il passato di Lisbeth cosa l’ha fatta internare e la vera natura dei rapporti con la sua famiglia. L’indagine di Mikael sarà determinante per andare alla ricerca di una verità sepolta in un mare di scartoffie, una lotta contro la burocrazia e i servizi segreti. Lisbeth é il mio personaggio femminile preferito in assoluto, anche nella versione cinematografica ho potuto apprezzare una fantastica interpretazione da parte di Noomi Rapace! Non voglio raccontare troppo dei libri, soprattutto quando mi segnano e mi condizionano nel giudizio: una trilogia come questa non si legge tutti i giorni, non é un racconto comune, una storia banale, per affrontare questo tipo di lettura bisogna abbandonare il concetto di “normalità”.

Ora che mia figlia dorme, posso andare in un bel posto in compagnia di un buon libro….
Manu

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