Benvenuto ottobre!

Finalmente siamo entrati nel mese di ottobre, il caldo va scomparendo, io e la mia copertina ci stiamo riconciliando e inizio a bere le prime tazze di the caldo. Anche se le temperature si aggirano intorno ai venti gradi, di giorno, finalmente sento che sta arrivando quella brezza frizzantina che solletica il viso e non fa increspare i capelli… Benvenuto ottobre!

In tre giorni ho fatto fuori due libri, prendetemi alla lettera: li ho letteralmente cestinati. I miei gusti stanno diventando sempre più difficili, oppure le mie aspettative si rivelano sempre troppo alte. In compenso, stanno arrivando in libreria tanti titoli interessanti, ecco una piccola selezione.

 

Teresa Ciabatti, Matrigna (11 ottobre 2018).

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Noemi è una bambina normale: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. La mamma di Noemi è una donna in vestaglia, schiacciata dalla depressione post-partum. La mamma di Andrea è una signora con i tacchi, intenta a esibire il suo bambino bellissimo. Eppure, Noemi e Andrea sono fratelli. Ci sono madri e matrigne, figli e figliastri, anche quando la famiglia è una sola. Ma cosa succede quando il bambino speciale un giorno sparisce? E se la polizia, e forse anche i genitori, sospettano che la responsabile sia la sorella? Domande che una ragazzina undicenne può solo rimuovere, ma che Noemi quarantenne deve affrontare quando all’improvviso suona il telefono. È richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito…

 

La storia di un uomo che non si sposava, di Doris Lessing.

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Tredici racconti che stupiscono e abbagliano per la straordinaria capacità camaleontica: da vicende costruite su un solido impianto narrativo di stampo tradizionale, si passa a una storia in cui una trama labile si assottiglia fino a diventare lo spunto per la contemplazione della natura in un’atmosfera di sognante abbandono lirico; dal ritmo fortemente scandito del racconto Rapporto su una città minacciata, si arriva ai mirabolanti giochi di incastro della storia che dà il titolo alla raccolta. E, sempre, Doris Lessing mostra la più assoluta padronanza e il più raro equilibrio compositivo, in un genere letterario a lei particolarmente congeniale. Come i moduli espressivi, anche i contenuti sono assai vari: c’è il richiamo alla contemporaneità e anche l’impegno politico e sociale. Magari con una punta di ironia, come in Spie che ho conosciuto, o coltivando il dubbio, come nel lungo racconto conclusivo La tentazione di Jack Orkney. Ma attraverso l’analisi del travaglio spirituale della donna, e della donna di una precisa generazione, l’interesse per l’attualità si dilata fino a diventare una più vasta ricognizione dell’animo umano, della vita molteplice e spesso imprevedibile del sentimento: Doris Lessing scandaglia la difficoltà di soddisfare le ragioni del cuore, nella volontà costante di sollevare il velo, di conoscere la creatura umana nella sua verità, senza finzioni e senza ipocrisie. E la lucidità non preclude la speranza: sullo sfondo delle assolate savane dell’Africa australe, Johnny Blakeworthy – l’uomo che non si sposava – riesce a portare a buon fine la sua ricerca di una vita «in armonia».

 

Finché morte non sopraggiunga, Amos Oz (ottobre 2018)

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Un uomo che di fronte al proprio inesorabile declino constata l’amara dissipazione delle occasioni perdute, una banda di sgangherati crociati che non arriveranno mai in Terra Santa: due storie molto lontane fra loro nel tempo e nello spazio, ma che raccontano in fondo la stessa malinconia di vivere, la stessa disperata ricerca di un senso per se stessi e per il mondo. Con il suo sguardo lucido e profondo, Amos Oz conduce il lettore in una Tel Aviv e un Israele che non esistono più, in un’Europa arcaica e crudele: al cuore di tutto c’è un’umanità in cui, malgrado la distanza, non si può fare a meno di riconoscersi.

 

Proletkult, Wu Ming (ottobre 2018).

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Che le proprie storie si mescolino alla realtà fino al punto di prendere vita: non è questo il sogno segreto di ogni narratore? Mosca, 1927. È ciò che accade ad Aleksandr Bogdanov, scrittore di fantascienza, ma anche rivoluzionario, scienziato e filosofo. Mentre fervono i preparativi per celebrare il decennale della Rivoluzione d’Ottobre e si avvicina la resa dei conti tra Stalin e i suoi oppositori, l’autore del celebre Stella Rossa riceve la visita di un personaggio che sembra uscito direttamente dalle pagine del suo romanzo. È l’occasione per ripercorrere le tappe di un’esistenza vissuta sull’orlo del baratro, tra insurrezioni, esilio e guerre, inseguendo lo spettro di un vecchio compagno perduto lungo la strada. Una ricerca che scuoterà a fondo le convinzioni di una vita.

 

La danza dell’orologio, di Ann Tyler (ottobre 2018).

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Willa Drake ha speso la vita nel tentativo di essere una donna affidabile, ragionevole, accomodante. L’esatto contrario di quella madre volubile, dal carattere impetuoso, che con i suoi umori violenti ha turbato la serenità della sua infanzia. Per questo ha acconsentito a un matrimonio forse precipitoso, finendo per rinunciare alle sue aspirazioni accademiche; per questo ha cercato di essere sempre comprensiva con i figli e di perdonare al marito la colpa più imperdonabile, quella di averla lasciata vedova. Troppo spesso, insomma, Willa ha permesso a qualcun altro di scegliere al suo posto. Fino a un pomeriggio di metà luglio come tanti, in cui una telefonata la sorprende mentre sta riordinando le sue fasce per capelli. Una telefonata da Baltimora, dove vive il suo figlio maggiore. Non è lui a cercarla: è una donna sconosciuta, che però è convinta di sapere molto di lei e, soprattutto, di avere urgente bisogno del suo aiuto. Senza dissipare l’equivoco, Willa decide impulsivamente di partire, nonostante la perplessità del secondo marito, che vorrebbe trattenerla. Willa si troverà a badare a una bambina di nove anni che non è sua nipote, ma un po’ lo diventerà; a portare a spasso un cane che da subito le obbedisce; a inserirsi nelle dinamiche di una comunità che non è la sua, ma forse potrebbe esserlo. Perché forse per Willa è arrivato il momento di aprirsi a nuovi legami, di scegliere stavolta la propria famiglia, per ricominciare.

 

Io, invece, spero di iniziare a leggere il libro giusto estraendone uno dal mio cilindro. Voi cosa state leggendo?

Manu

9 Comments

  1. È bello il mese di ottobre… anche se io preferisco settembre 🙂
    I libri che hai suggerito sembrano interessanti, soprattutto il primo, il terzo e l’ultimo della lista! Quanto alla faccenda dei gusti difficili ti capisco, a me è capitato più di una volta di non gradire – o addirittura stare alla larga da – libri molto popolari, o che mi erano stati consigliati…
    Comunque, ho notato che hai messo “mi piace” a diversi miei articoli sul personaggio di Frodo e ne approfitto per dirti che la cosa mi rende davvero felice! Io sto ancora leggendo Tolkien, ormai ho deciso che devo passare al setaccio tutti i libri suoi che ho in casa XD Vedremo chi verrà dopo!

    1. Adoro la saga de Il Signore degli anelli, il mio sogno è fare una festa a tema, facendo mascherare tutti gli invitati. Ho consigliato anche a mio padre di seguire il tuo blog, anche lui come me ne è appassionato 🙂
      Quanto ai libri, la miglior scelta è quella dettata dal proprio istinto anche se il mio ha fatto cilecca per due volte 😂😂😂

      1. Grazie, sono davvero onorata che tu abbia consigliato il mio blog a tuo padre!
        Bellissima l’idea della festa a tema 🙂 e sono d’accordo sul seguire i propri istinti quando si sceglie un libro!

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