GialloSvezia: Il guardiano del faro, di Camilla Lackberg.

Oggi 2 ottobre 2018: auguri a tutti i nonni, oggi è la vostra festa! Ho chiamato i miei nonni per sentirli più vicini, anche se ci separano 430 km il mio cuore è sempre con loro.

Ancora devo estrarre il famoso libro dal cilindro, anche se dovrebbe partire di nuovo il progetto della lettura condivisa con la mia amica Francesca. Vi svelerò il titolo del libro per chiunque volesse unirsi a noi: Il cielo dopo di noi, di Silvia Zucca. Scrivetemi se volete accodarvi a noi qui su WP, o Facebook, Instagram, Twitter… dove preferite!

Ma, oggi è martedì… quindi? GialloSvezia! Vi sto conducendo per mano tra le indagini di Erika e Patrick, ed oggi vi parlerò del libro che più mi ha inquietato e sconvolto per la trama: Il guardiano del faro.

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Vi riporto la trama:

In una notte d’inizio estate, un’auto percorre a gran velocità la strada che collega Stoccolma alla costa occidentale. La donna al volante ha le mani sporche di sangue. Insieme al fi glio, Annie sta fuggendo verso Gråskär, nell’arcipelago di Fjällbacka. Quell’isola scabra, con il faro bianco e la vecchia casa del guardiano dove crescono le malvarose, appartiene alla sua famiglia, ed è l’unico posto in cui lei si sente al sicuro, lontano da tutto. La leggenda popolare vuole che lì si aggirino gli spiriti dei morti, ma questo non la turba, anzi, in quel luogo così solitario, dove il suo sguardo può spaziare solo su scogli e mare salato, ad Annie piace pensare che i fantasmi siano rimasti per farle compagnia. Intanto, a Fjällbacka, Erica Falck è totalmente assorbita dai suoi gemelli di pochi mesi, tanto più che Patrik, da poco rientrato in servizio, è alle prese con un’indagine piuttosto spinosa: il dirigente del settore fi nanze del comune è stato ucciso nel suo appartamento con un colpo di pistola alla nuca. Il movente dell’omicidio sfugge e la vittima, che poco prima di morire aveva fatto visita ad Annie all’isola degli spettri, sembra essere stato un uomo dai mille segreti. Sfi dando un muro di silenzi, la polizia di Tanum scava nel suo passato e trova un collegamento con un’associazione di sostegno a donne maltrattate. Una pista che permetterà a Patrik, sostenuto dal calore di una famiglia solida e sempre più numerosa, di portare alla luce i mondi calpestati di persone a cui la parola casa desta soltanto il ricordo di cicatrici, deboli ombre che solo nell’amore per un fi glio possono trovare la forza per continuare la loro fuga dal dolore che annienta ogni emozione, da caos e distruzione.

Tra tutti i romanzi letti finora, questo è quello che più mi ha sconvolto: i fantasmi, le leggende del faro, gli eventi passati che si intrecciano con il presente, sono tutti elementi che creano una leggera ansia. Io non vedevo l’ora di finire di leggerlo, ma il pensiero del libro mi ha tormentato anche nei giorni a seguire. E’ stato così anche per voi? Lo avete letto?

Manu

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