GialloSvezia: Il domatore di leoni, di Camilla Lackberg.

La mia esperienza ultraventennale di lettrice ogni tanto fa cilecca, ho deciso di fare il tour de force ieri sera per finire la lettura del romanzo di Camilla Lackberg, Il domatore di leoni pagandone le conseguenze. I thriller mi tolgono letteralmente il sonno, mi caricano di ansia, paura, mi fanno dormire con la luce accesa ma… ritorno sempre a leggerli!

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Ecco di cosa parla:

Mai come questa volta Erica e Patrik dovranno scavare negli abissi del male più impenetrabile, diabolicamente protetto da un’apparente normalità.

«L’abilità della Läckberg, signora del giallo nordico, sta proprio in questo: rendere la vita quotidiana terribilmente inquietante» – Raffaella Silipo, La Stampa

«I gialli sono il nostro modo di raccontare storie intorno al fuoco. Ci piace molto spaventarci mentre siamo al sicuro.» – Camilla Läckberg, The Independent

L’inverno è particolarmente gelido, e le vie di Fjällbacka sono quasi deserte, i ristoranti affollati, il porto brulicante di barche e i turisti a passeggio solo un ricordo. Mentre l’intero paesino che guarda al Mare del Nord sembra in letargo, una ragazza vaga confusa nel bosco carico di neve. È ferita, procede incespicando a piedi scalzi, gli occhi simili a due buchi neri in un viso bianchissimo. La sua fuga ha fine quando, raggiunta la strada, un’auto la investe, uccidendola. All’arrivo di Patrik Hedström e della sua squadra di investigatori, la giovane vittima è già stata identificata. Di lei si erano perse le tracce da quattro mesi. Ma il suo corpo porta i segni di un’inimmaginabile violenza che nessun incidente può spiegare, e il pensiero di Patrik corre subito alle altre adolescenti, cosi simili tra loro, misteriosamente scomparse negli ultimi due anni. Potrebbe davvero esserci un collegamento? Intanto, Erica Falck è alle prese con un nuovo libro. Sta facendo ricerche su un’oscura tragedia famigliare che ha portato alla morte di un uomo, una vecchia storia che, iniziata con il festoso arrivo di un circo, con il passare del tempo si è trasformata sempre più in una macabra leggenda senza risposte. Tra le due indagini potrebbe esistere un punto di contatto, un segreto custodito per amore che ha generato e sostenuto negli anni una spirale di odio incomprensibile.

Questo romanzo parla della violenza domestica, piaga sociale che colpisce molte più famiglie di quanto si possa pensare. Come sempre, l’autrice è molto abile nel tessere una rete molto fitta di mistero, suspense e curiosità nel sapere cosa davvero sia successo ai protagonisti. Il finale è quello che realmente mi ha lasciato sbalordita: questo libro lascia aperta la possibilità a un proseguimento dell’indagine a mio parere, poiché si tratta di una conclusione molto vaga.

Ora non mi resta che leggere l’ultimo capitolo della saga delle indagini di Erika e Patrick, e per fare l’en plein dovrei anche leggere la raccolta di racconti Tempesta di neve e profumo di mandorle. 

Ma da oggi leggerò un libro che inseguo da maggio, un romanzo che ispira tenerezza e delicatezza. Vi dico soltanto che l’autore è Salvatore Basile!

Voi cosa leggete?

Manu

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