Manuela nel paese dell’indecisione…

L’indeciso è uno che teme di volere il contrario di ciò che vuole. (Roberto Gervaso)

Prendere decisioni non è mai stato il mio sport preferito, in nessun ambito mi sono mai distinta per capacità decisionali soprattutto se messe alle strette o con l’ansia da prestazione come sottofondo. Ieri parlavo di questo con la mia amica Francesca e sapete cosa mi ha detto? Lei crede che io abbia un problema nel prendere una decisione, nello scegliere un’alternativa tra solo due proposte. Tutto verissimo, mi ha letto nell’anima e nel pensiero. Infatti, spesso mi ritrovo a rivolgerle la domanda più usata tra noi amanti dei libri: cosa leggo?

Una conversazione tipo con me è questa:

M: “Cosa leggi? Io sono indecisa tra A e B”

F: “Io ho una lista di libri da leggere, ho i miei obiettivi mensili e scrivo anche se il libro mi è piaciuto o meno con delle emoji. Sei tu che mi dici che sei indecisa tra due libri e poi leggi tutt’altro… ma come fai?”

Colpita e affondata.

Per tutti questi motivi ho voluto scrivere un articolo sui criteri da seguire nella scelta della lettura perfetta, quella che rispecchia lo stato d’animo del momento e soprattutto è sostenibile nei costi e nel tempo che si ha a disposizione. La verità è una e sola: data una piccola o larga scelta di libri, io sceglierò sempre quel libro che non rientra neanche lontanamente in nessuna delle opzioni da me valutabili. Purtroppo, il problema si estende a tutte le situazioni: ordinare una pizza è altrettanto complicato, per non parlare di dover scegliere cosa indossare. In quei momenti mi sento come se fossi la reincarnazione di Lewis Carroll, che mette nero su bianco la favola di Alice nel paese delle meraviglie: si presenta nella mia testa lo stesso scenario!

Vediamo insieme quali sono i criteri da seguire nella scelta di un buon libro:

  • rispettare lo stato d’animo che si sta vivendo: per me è fondamentale leggere un libro che in quel momento mi aiuti a sbrogliare una matassa, a ritornare in superficie e respirare a pieni polmoni. La lettura è universalmente considerata un’attività terapica, tanto che si parla di libroterapia: alcune letture sono decisamente “balsamiche”, aiutano a vivere un momento di riflessione così come risaltare un momento di gioia;

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  • confrontarsi con altri lettori: avendo un problema nello scegliere su due piedi, o dare una risposta secca, mi sono sempre avvalsa dell’aiuto di altri lettori, amici o parenti, che con la loro influenza positiva potessero aiutarmi a ritrovare la mia strada. A volte ho avuto l’intuizione di scegliere autori, titoli o comunque delle letture esclusivamente fidandomi del mio intuito, ma è così bello anche ascoltare i consigli!

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  • entrare in libreria: sarò all’antica, ma continuo a pensare che i libri si scelgono e si comprano in libreria. I miei migliori acquisti sono stati fatti in libreria, i migliori libri li ho acquistati in libreria in seguito a una scelta reciproca tra me e il libro: io sento il richiamo, mi sento attratta d’istinto verso una sezione piuttosto che da un autore, spesso sconosciuto ma che io voglio leggere proprio per questo motivo.

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  • il tempo da dedicare alla lettura è proporzionale al volume di un romanzo: sarò crudele, ma un libro importante nel volume richiede un tempo direttamente proporzionale per un’adeguata lettura. Dunque, va da sé che la scelta di un libro è a volte dettata anche da quel tiranno del tempo: è sempre lui a stabilire come possiamo godere dei piaceri. Spesso io ho affrontato il tempo, leggendo libri importanti, con i tempi dovuti ma la voglia di leggere prevaleva su ogni altra cosa: le mie occhiaie ne sono una prova, la prima cosa che salta quando devo portare a termine una lettura è proprio il sonno.

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  • darsi un obiettivo: questo è un concetto molto vago e soggettivo, l’obiettivo può essere diverso da lettore a lettore. Io ad esempio, mi pongo un unico obiettivo: leggere entro massimo cinque giorni il libro che ho scelto, oltre quel termine mi sembra di togliere tempo ad altre letture. Non riesco a tenere lo stesso libro in mano, tranne rare eccezioni, per più di questo termine. La mia amica Francesca, invece, prepara una lista mirata e precisa: questo è il bello di avere le idee chiare! Il discorso della lista dei libri da leggere ha contagiato anche me, ma il mio attuale obiettivo è mantenere la lista… Appena spunta una tentazione, una nuova pubblicazione, un titolo che mi colpisce, la mia rotta cambia di nuovo.

 

Mettendo da parte tutto quello che finora ho racchiuso in cinque punti, per poter scegliere un libro, è fondamentale leggere qualcosa che ci appassiona, che ci faccia sentire vivi dentro quella storia come se ne facessimo parte anche noi.  Questo è il mio spirito guida nella vita, quando leggo, quando voglio raggiungere un obiettivo personale, quando amo fare qualcosa, quando vivo. La passione sarà sempre il mio primo punto cardinale, non riuscirò mai a fare niente della mia vita che non sia guidato da questo. Perché la lettura dovrebbe essere esclusa da tutto questo?

Nel frattempo leggo l’ultimo romanzo di Jamie Ford, L’aroma nascosto del tè, anche se avevo altri programmi. Non riuscirò mai a prendere una decisione letteraria con razionalità, ma almeno in questo voglio sentirmi leggera come una piuma!

Manu

 

 

 

 

 

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3 pensieri riguardo “Manuela nel paese dell’indecisione…

  1. “Prendere decisioni non è mai stato il mio sport preferito, in nessun ambito mi sono mai distinta per capacità decisionali”.
    “[…] sarò all’antica, ma continuo a pensare che i libri si scelgono e si comprano in libreria. I miei migliori acquisti sono stati fatti in libreria, i migliori libri li ho acquistati in libreria in seguito a una scelta reciproca tra me e il libro: io sento il richiamo […]”

    Giuro, ti capisco perfettamente. Anch’io sono un’eterna indecisa, in tutto – e i libri li scelgo “per istinto”, se così si può dire. Adoro le librerie, proprio perché mi permettono di guardare uno scaffale dopo l’altro, fino ad arrivare laddove, forse, ero in qualche modo destinata ad arrivare…

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