Ally nella tempesta, di Lucinda Riley.

È così bello ritrovarmi dopo una giornata soltanto io, la musica nelle cuffie e una tastiera… Una sensazione a dir poco unica! Scrivere è sempre stato liberatorio per me, il solo toccare la tastiera mi restituisce quello che la giornata mi ha tolto, ma soprattutto posso dare voce ai miei pensieri senza essere impulsiva. Quando oggi pomeriggio ho finito di leggere il libro che mi sono trascinata negli ultimi giorni, ho provato un po’ di confusione.

Ho clamorosamente violato una delle mie regole, impiegando dodici giorni per leggere Ally nella tempesta, di Lucinda Riley. Non so davvero cosa mi sia successo, sopratutto tenuto conto che ho iniziato la saga de Le sette sorelle con il massimo entusiasmo, ma soprattuto con la voglia di continuare a leggere del destino di queste ragazze. Poi, mi sono inceppata…

Vi riporto un estratto della trama:

Distesa al sole di uno yacht in mezzo all’Egeo, la giovane Ally, velista esperta, sta vivendo uno dei momenti più emozionant della sua vita: l’intesa professionale con il famoso skipper Theo Falys-Kings si è da poco trasformata in un amore appassionato. Ma la loro felicità viene bruscamente interrotta dalla notizia della morte di Pa’ Salt, il magnate svizzero che ha adottato Ally e le sue cinque sorelle e che ha lasciato a ciascuna una serie di indizi per mettersi sulle tracce del loro passato. Ally è troppo sconvolta per esaudire la volontà di suo padre; vuole solo abbandonarsi nelle braccia di Theo e ritrovare un po’ di serenità: non sa però quello che sta per succederle, né sa che presto dovrà gettarsi nella lettura del volume lasciatole da Pa’ Salt, la burrascosa stioria di Anna Landvik, una cantante d’opera norvegese che nella seconda metà dell’Ottocento divenne la musa del compositore Edvard Grieg. Ed è proprio nella gelida e romantica Norvegia che Ally dovrà scoprire cosa la lega a questa donna misteriosa.

Premesso che il romanzo mi ha coinvolto, mi è piaciuta l’ambientazione norvegese e greca, ma ho commesso l’errore di idealizzare uno dei protagonisti maschili più belli e puri mai letti: Theo mi piaceva tanto, la sua forza e la sua gentilezza erano il mio faro. C’erano tutte le premesse per avere una storia intensa, ma purtroppo Theo muore in un incidente durante una regata. Per me è come se il romanzo si fosse fermato lì, non ho accettato la sua scomparsa ma ho continuato a leggere… Così è iniziata la storia di Anna Landvik e della sua ascesa come cantante: il suo talento l’ha portata a lasciare le montagne per la città, scoprendo le comodità, il lusso, ma soprattutto l’amore. Anna insegna che la prima impressione è quella esatta, infatti non aveva la minima fiducia in quello che poi diventerà purtroppo suo marito.

Le donne in questo romanzo mi sono sembrate un po’ sfortunate, conducendo una vita sacrificata sia per aver perso l’amore della vita sia per aver scelto la persona sbagliata. Ho rimpianto Theo per tutto il tempo… Lucinda Riley ha rivelato le origini di Ally, prima ancora Maia, la prossima dovrebbe essere Star.

Nel prossimo libro proverò a non affezionarmi più a nessuno. A voi è mai successo di idealizzare troppo un personaggio?

Manu

9 Comments

  1. Assolutamente! Può capitare di idealizzare un personaggio, per poi scoprire che non rispecchia proprio ciò che ci aspettavamo. La Riley è una scrittrice che ancora non conosco (strano, stranissimo, ma… vero). Ho un suo libro sul comodino, ancora tutto da cominciare. Ho sentito parlare molto bene dei suoi lavori e la curiosità è tanta.
    A presto e buone letture 😊

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