Le novità editoriali di gennaio!

Il 2018 si è chiuso con una valanga di libri, oltre tutti quelli che compro per soddisfare una mia necessità, ne ho ricevuti davvero tanti sia per Natale che per il compleanno… Infatti, è sopraggiunto un piccolo problema logistico in casa, non avendo una libreria tutta per me, ogni libro in più viene accatastato nei luoghi più improbabili. La mia crociata per avere delle misere mensole appese qua e là per la casa continua, il mio compagno sostiene che siano inutili ed insufficienti vista la quantità di libri. Io, invece, renderei la casa una libreria selvaggia con le mensole appese fino al soffitto.

Notavo, con stupore e dispiacere, che nel mese di dicembre non sono usciti dei libri particolarmente interessanti ma ne ho capito la ragione: tutte le novità più curiose sono state fissate a gennaio, infatti in questo mese sarà difficile scegliere cosa comprare di “nuovo”. Io avrei voluto limitare il campo a cinque titoli, ma non ci sono riuscita… Infatti, alcuni titoli li ho inseriti nonostante la pubblicazione sia programmata per febbraio.

Intanto mi sto godendo la lettura di un vero gioiellino, un romanzo particolare e scritto in un modo altrettanto curioso: Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows. Per ora, mi limito a dire che è già pieno di linguette adesive, un ottimo segno!

Morto che cammina, di Irvine Welsh (7/02/2019)

Mark Renton ha fatto bingo: i deejay della sua agenzia fanno ballare i ragazzi sulle due sponde dell’oceano e un bel po’ di soldi entrano in cassa, ma non riesce a sentirsi davvero appagato di una vita passata fra sale d’attesa e stanze d’albergo. Seduto a bordo di un volo che lo riporta a casa, butta giù un tranquillante dopo l’altro per smaltire i postumi della serata precedente, quando all’improvviso incrocia un paio di occhi impossibili da dimenticare: quelli di Frank Begbie. L’ex psicopatico di Leith ora è un artista famoso e sembra non nutrire più alcun proposito di vendetta per quella brutta storia della truffa sulla vendita dell’eroina. Sono passati tanti anni, ma Renton non si fida, vorrebbe saldare il suo debito e teme che Begbie stia tramando qualcosa… Nel frattempo alle orecchie di Sick Boy e Spud, occupati in nuovi «progetti», giunge voce che i vecchi amici bazzicano di nuovo Edimburgo: prospettiva stuzzicante riunire i soci come ai bei tempi. Ma quando i due si avvicinano all’oscuro mondo del traffico di organi, le cose prendono rapidamente una brutta piega per tutto il gruppo. In balia ognuno delle proprie dipendenze, costretti alla resa dei conti con un passato che non può più aspettare, Renton, Begbie, Sick Boy e Spud saranno travolti da un fiume in piena di assurdi imprevisti. Uno di loro rischia di non vedere l’ultima pagina del romanzo: chi è il morto che cammina?

Idda, di Michela Marzano (22/01/2019)

Alessandra è una biologa che insegna a Parigi, dove abita con Pierre. Da anni non va nel Salento, il luogo in cui è nata e che ha lasciato dopo un evento drammatico, perché non riesce a fare i conti con le ombre della sua famiglia. Quando Annie, l’anziana madre di Pierre, è ricoverata in una clinica perché sta progressivamente perdendo la memoria, Alessandra è costretta a rimettere tutto in discussione. Chi siamo quando pezzi interi della nostra vita scivolano via? Che cosa resta di noi? Svuotando la casa della suocera, che deve essere messa in vendita, Alessandra entra nell’universo di questa stenodattilografa degli anni Quaranta, e pian piano ne riscostruisce la quotidianità, come fosse l’unico modo per sapere chi era, adesso che smarrendosi Annie sembra essere diventata un’altra. Nel rapporto con lei, ogni giorno più intimo, Alessandra si sente dopo tanto tempo di nuovo figlia, e d’improvviso riaffiorano le parole dell’infanzia e i ricordi che aveva soffocato. È grazie a idda, ad Annie, che ora può affrontarli, tornando là dove tutto è cominciato. Bisogna attraversare le macerie, recuperare la propria storia, per scoprire che l’amore sopravvive all’oblio.

L’assassinio del commendatore. Libro secondo. Metafore che si trasformano, di Haruki Murakami (29/01/2019)

Nella casa in mezzo al bosco che fu l’abitazione e l’atelier di Amada Masahiko, il grande artista autore del misterioso quadro L’assassinio del Commendatore, vive ormai da qualche mese il giovane pittore protagonista di questa storia. La dimora è sperduta, ma non del tutto isolata: nel primo volume, Idee che affiorano, avevamo conosciuto Menshiki, un vicino ricchissimo e sfuggente mosso da motivazioni solo a lui note. O la piccola Akikawa Marie, studentessa del corso di disegno tenuto dal protagonista, che per una volta sembra abbassare le difese e stringere un legame profondo col suo professore. Per non parlare del Commendatore stesso… Con Metafore che si trasformano si conclude l’Assassinio del Commendatore. Come un mago al culmine del suo potere incantatorio, Murakami Haruki dà vita a un intero universo (a più di uno, a dire il vero…) popolato di personaggi, storie e enigmi che hanno la potenza indimenticabile dei sogni più vividi. Ma non è solo il gusto per il racconto a muoverlo: una volta giunto al termine di questo viaggio visionario, il lettore si scopre trasformato come i personaggi di cui ha letto le avventure, esposto, quasi senza averne avuto consapevolezza, al cuore pulsante della grande letteratura. L’assassinio del Commendatore, a quel punto, inizia a svelare i suoi mille volti: una riflessione, molto realistica (e attuale), sulle ferite della storia, sulla colpa e la responsabilità. Una terapia per sopravvivere ai traumi. Una guida pratica per orientarsi nel mondo delle metafore. Ma anche un racconto fantastico sui mostri che ci divorano dall’interno, sulle paure che ci sbranano nella notte dell’anima; e su come, quei mostri, possiamo vincerli: prendendoci cura di chi arriverà dopo di noi.

Facciamo che ero morta, di Jen Beagin (15/01/2019)

Al mondo non c’è nessuno che, in fondo a un cassetto o sotto il materasso, non nasconda qualcosa di imbarazzante. Lo sa molto bene Mona, che di mestiere fa la donna delle pulizie e che, mentre lava, smacchia, scrosta, lucida e passa l’aspirapolvere, si distrae curiosando in giro e ricostruendo impietosamente la vita dei suoi clienti. Il martedì sera, non avendo di meglio da fare, presta servizio come volontaria distribuendo aghi puliti ai tossicodipendenti. È in questo ambiente che, in barba alla prudenza, adocchia un soggetto a suo parere interessante: certo, sembra un po’ sporchino, tanto che gli appioppa il soprannome di Mister Laido, però è alto e ha le spalle larghe, e poi ha sempre con sé un libro. E così, tra regali bizzarri ed escursioni domenicali sui tetti di fabbriche abbandonate, comincia una storia a dir poco strampalata. Seppure inevitabile e tutto sommato salvifico, l’epilogo supera, per le sue grottesche modalità, ogni più nera previsione. Per riprendersi dalla batosta, Mona decide di cambiare aria e, dopo aver caricato lo stretto necessario sul furgone, si trasferisce a Taos, un rifugio di fricchettoni e nullafacenti perso nel deserto del New Mexico. C’è la coppia anglo-giapponese di Nigel e Shiori (Yoko e Yoko, li soprannomina Mona, non riuscendo a decidere quale dei due dovrebbe far la parte di Lennon) che se ne vanno in giro in pigiama dispensando immortali perle di saggezza new age. C’è la sensitiva Betty, che colleziona inquietanti bambole e fotografie rubate del suo ex marito. C’è un giovane gay, Gesù, che viene appioppato a Mona come finto fidanzato. Potrebbe bastare per tagliare i ponti con quel che è stato. E invece il passato la insegue e Mona, anche se controvoglia, dovrà fare i conti con la sua infanzia e, in particolare, con un padre ben al di sotto del livello di accettabilità. Perché ormai è cresciuta e non ha più intenzione di fingersi morta. Intrepido nella sua schiettezza, vivido come un film di Wes Anderson, Facciamo che ero morta è un originale viaggio tra anime dannate, un romanzo che ride con affetto delle stramberie e delle imperfezioni degli esseri umani celebrandone al tempo stesso tutta la forza.

Rien ne va plus, di Antonio Manzini (10/01/2019)

“Rien ne va plus” prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, “Fate il vostro gioco”; le indagini sull’omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l’arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l’assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l’incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l’autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

La guerra Courtney, di Wilbur Smith (3/01/2019)

Una storia epica di coraggio, tradimento e amore imperituro che porta il lettore nel cuore della Seconda guerra mondiale. Parigi, 1939. Separati dalla guerra, a migliaia di miglia di distanza l’uno dall’altra, Saffron Courtney e Gerhard von Meerbach lottano per sopravvivere al conflitto che sta dilaniando l’Europa. Gerhard, ostile al regime nazista, è deciso a rimanere fedele ai propri ideali nonostante tutto e combatte per la madre patria nella speranza di poterla liberare, un giorno, da Hitler. Ma quando la sua unità si ritrova coinvolta nell’inferno della battaglia di Stalingrado, si rende conto che le possibilità di uscirne vivo si affievoliscono di giorno in giorno. Saffron, che nel frattempo è stata reclutata dal SOE, l’Esecutivo Operazioni Speciali, e inviata nel Belgio occupato per scoprire in che modo i Nazisti sono riusciti a infiltrarsi nella rete dell’organizzazione, deve trovare il modo di sfuggire all’implacabile spia tedesca che le dà la caccia. Costretti ad affrontare forze malvagie e orrori indicibili, i due innamorati sono chiamati a prendere la decisione più difficile: sacrificare se stessi, o cercare di sopravvivere a ogni costo nella speranza che il destino, un giorno, permetterà loro di ritrovarsi.

La ragazza della Luna, di Lucinda Riley (2/01/2019)

Il quinto episodio della saga bestseller delle Sette Sorelle. Sono trascorsi sei mesi dalla morte di Pa’ Salt e al contrario delle altre sorelle D’Aplièse, Tiggy ha ricevuto indicazioni precise sulle sue origini. Quando sarà pronta non dovrà fare altro che andare a Granada, nella zona di Sacromonte e bussare a una porta azzurra nel Cortijo del Aire. Ma ancor prima di decidere di intraprendere questo viaggio, Tiggy conosce Chilli, un vecchio gitano che vive in una baita all’interno della tenuta. Sarà proprio lui a raccontarle la storia di sua nonna: Lucía Amaya-Albaycin. Granada 1922. La piccola Lucía si esibisce, a soli 10 anni, nel Concurso di Cante Jondo, un festival di musica e ballo flamenco, incantando pubblico e giuria con la sua eccezionale tecnica e il temperamento vulcanico. Nonostante la tenera età, Lucía ha dentro di sé il duende, lo spirito del ballo, che arde così luminoso attraverso i suoi occhi da essere soprannominata “La Candela”. La sua bravura e la sua ambizione la porteranno a intraprendere molto presto la carriera di ballerina e a lasciare la famiglia e la Spagna per inseguire il suo sogno. Ma a quale prezzo? Un viaggio in un esotico passato che porterà Tiggy a scoprire un lato di se stessa finora sconosciuto e a capire qual è il suo vero posto nel mondo.

Il paradosso di Achille, di Achille Maura (17/01/2019)

Solo chi della vita conosce l’allegria, può passare la soglia più importante e andarsene a spasso divertito e ancora curioso di quello che non sa. Con “Anime e acciughe”, Achille Mauri ci aveva presi per mano e condotti nell’aldiquà, dove cioè soltanto gli scrittori sanno andare, dove Dante e Orfeo osavano incamminarsi, intrepidi, in cerca dell’amore. Con “Il paradosso di Achille”, Mauri ci dice che quel viaggio era solo l’antipasto, che non c’è nessuna fretta di tornare vivi. L’eternità d’altra parte consente allungatoie e godimenti: è il vantaggio di aver lasciato a casa – o dall’altra parte della vita – l’orologio. Sequel irresistibile di “Anime e acciughe”, questo romanzo è prima di tutto una storia a sé. Achille è ormai una celebrità, tra i trapassati. Ha una nuvola di acciughe che lo segue, lo strascico più allegro e strambo che mai si sia visto all’altro mondo. E in quanto celebrity è invitato a convegni in giro per l’ultramondo. Di amore discetta con Shakespeare e Wanda Osiris. Interviene, accorato, sull’immigrazione, insieme a Platone, Eschilo e, tra gli altri, Zygmunt Bauman. E ancora la solitudine e, commosso e divertito, la vecchiaia.

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