Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, di Mary Ann Shaffer & Annie Barrows.

Per tanto tempo ho praticato l’antica arte del corteggiamento letterario, desiderando un libro che era ben recensito da altri blogger e da cui hanno tratto una serie televisa: Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, di Mary Ann Shaffer & Annie Barrows.

Di recente ho posto fine a questo corteggiamento, stabilendo che fosse arrivato il momento giusto per leggerlo. Io appartengo a quella categoria di persone per cui il tempismo è fondamentale, come recita una canzone dei Dire Straits “era il solo il momento a essere sbagliato”, io applico questo principio a tutte le situazioni che mi riguardano e ancora di più alla scelta dei libri da leggere.

Ho violato ancora una volta la mia regola dei cinque giorni, ormai non sto più dentro neanche alle mie regole, ma devo ammettere di aver letto un libro decisamente fuori dal comune e stimolante.

Vi riporto un estratto della trama:

È il 1946 e Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, è in cerca di un libro da scrivere. All’improvviso riceve una lettera da Dawsey Adams – che per caso ha comprato un volume che una volta le era appartenuto – e, animati dal comune amore per la lettura, cominciano a scriversi. Quando Dawsey le rivela di essere membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita a Guernsey sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. Una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie) che parla di amore per i libri, di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, e di come i libri ti possano salvare la vita.

La conclusione più rapida a cui sono giunta è che non tutti potrebbero essere portati a questo tipo di lettura, poiché il romanzo è scritto in forma epistolare e si susseguono diversi personaggi oltre la scrittrice protagonista Juliet. Occorre un altissimo livello di attenzione e concentrazione, ma ne vale assolutamente la pena…

Juliet è una scrittrice emancipata, femminista ed estremamente cinica: crede molto più nel sentimento dell’amicizia che nell’amore, infatti finirà nell’isola di Guernsey rinunciando al suo fidanzato, rifiutando la sua proposta di matrimonio.

E’ molto bello leggere lo scambio di lettere tra i membri del Club del libro, si respirano sentimenti puri e genuini, e si rivive attraverso le loro ricostruzioni storiche l’occupazione nazista. E’ un romanzo stilisticamente perfetto, ma dal finale un po’ precipitoso. Infatti, ammetto che mi sarebbe piaciuto leggere qualche pagina in più.

Adesso io sono ritornata da Diego, ne avevo una profonda nostalgia… Una lettrice del blog mi ha raccomandato di leggere Superficie, e io non potevo tirarmi indietro. Raccontatemi di cosa state leggendo!

Manu

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