…e ritorno sempre da Diego: Superficie, di Diego De Silva.

Ogni tanto, o diciamo anche spesso, io devo ritornare da Diego e rifarmi gli occhi con la sua scrittura. Adoro il suo stile, ormai lo sapete, ma proprio qualche giorno fa una lettrice del blog mi consigliava di leggere Superficie, l’ultimo libro pubblicato nel 2018, in cui il protagonista non è il mio amato Vincenzo Malinconico.

Questa volta Diego ha raccolto una mole notevole di luoghi comuni, riscrivendoli a modo suo. Ho riso per tutto il tempo, ho sottolineato gran parte del libro e quando l’ho finito ci sono quasi rimasta male…

Vi riporto la trama:

Prendete un luogo comune, smontatelo, rovesciatelo, trovategli amici e parenti, coniugi e amanti, nemici e complici. Denunciateli. Poi accostatelo a una battuta.

«Mentre ritornano come un ritornello alcune ossessioni personali, De Silva inanella sogni che si possono sottoscrivere ad analisi sociologiche sul carattere degli italiani.» – Cristina Taglietti, Corriere della Sera

«Quando sono di buonumore, poi mi passa. Il preservativo si trova sempre nel cassetto del comodino opposto. Sono d’accordo con Baudelaire»

Prendete un luogo comune, smontatelo, rovesciatelo, trovategli amici e parenti, coniugi e amanti, nemici e complici. Denunciateli. Poi accostatelo a una battuta, a un aforisma, a un nonsense: accendete la miccia e aspettate. Ad esplodere, sarà la vostra risata. È un gioco, sí, ma è una sarabanda dell’intelletto. Perché è vero: molti discorsi umani sono irresistibilmente comici, sembrano costruiti solo per iniziare e non andare mai a fondo. Sono grandiosi tentativi di semplificazione impastati in un chiacchiericcio che supera ogni pretesa di profondità per diventare, gioiosamente, superficie. E vanno inchiodati a se stessi, accostati ad altri o ad altro, perché nel flusso torrenziale si producano attriti, urti, ribaltamenti di senso. Proprio come avviene nelle reazioni chimiche, vanno messi accanto a un reagente che, consumandosi, li trasformi. Questo libro gioca con la nostra stupidità e la nostra intelligenza. È fatto di frasi fulminee il cui accostamento produce cortocircuiti spiazzanti e comicissimi. Come se Woody Allen, Groucho Marx e l’amico cretino di vostro zio si trovassero nella stessa stanza e parlassero ognuno per conto suo. È fatale: quando meno ve lo aspettate, scoppierete a ridere.

Solo una mente come la sua poteva concepire un libro del genere, ho dovuto soffocare tantissime risate, altrimenti mi avrebbero sentita ridere fino a Manduria. I suoi attacchi al veleno sono rivolti proprio a tutti: amici cretini che inneggiano a Mussolini, maschilisti, donne, le situazioni più comuni diventano paradossali e viceversa.

Il più delle volte si tratta di singole frasi estrapolate da un discorso, ma nel loro insieme hanno un senso: si prende gioco della superficialità umana, del parlare per sentito dire e sopratutto mette l’accento su quanto ci facciamo condizionare dai luoghi comuni.

E’ decisamente più sottile rispetto agli altri suoi romanzi, sono appena cento pagine, ma sono certa che una volta finito vi verrà voglia di leggerlo di nuovo!

Dal momento che non è una trama vera e propria, voglio condividere con voi le frasi che mi hanno divertito di più.

Quando sono di buonumore, poi mi passa.

Il vero bugiardo mente quando non serve.

Chi dice di amare anche i difetti dell’altro, non dice sul serio.

Una delle ragioni fondamentali per cui una coppia si forma è quella del godere del privilegio di rispondere “Niente” alla domanda “Ma che hai?”

L’amore è una cosa semplice. E’ la coppia che è un casino.

Una donna è fatta di tante stanze: gli uomini limitati si fermano all’ingresso.

Capire le donne è maschilista.

Chiunque abbia impostato la frase in automatico “Sto arrivando!” sui cellulari, si sgarrupi in una discarica.

Da ragazzo capitava che baciavi una ragazza e subito lo raccontavi agli amici che la sera stessa la vedevano baciarsi con un altro, al che venivano a riferirtelo e tu dicevi: “Ah s’. lo so.”

Ora che ho ricaricato le mie pile, devo affrontare la lettura di un romanzo che non mi entusiasma, ma lo faccio per senso del dovere: far parte di un gruppo di lettura vuol dire anche questo. Speriamo bene…

Manu

9 Comments

    1. Io ritorno da Diego ogni volta che ho bisogno di ridere, come ti capisco! Io anche lo adoro…! Qual è il tuo libro preferito?

      1. Anche io ho riso per gran parte del tempo… Altre volte rileggevo e mi chiedevo: “Ma l’ha scritto davvero?”

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