Meno male. Storie di piccoli eroi che trasformano il mondo, di Giangiacomo Schiavi.

Questa settimana è stata una delle più pesanti di sempre, tanta insonnia, altrettanti impegni il mattino dopo. Ma, la vera ciliegina sulla torta è stata prendere il virus influenzale insieme a mia figlia, siamo in perfetta simbiosi! Mentre la piccola Ele è ritornata a saltare e giocare, io mi sento ancora con un piede nella fossa, sono consapevole di avere un aspetto spettrale e di avere bisogno del trucco che usa Platinette.

La vera perla della giornata (tremenda) di ieri, è stata leggere tutto d’un fiato un libro che mi ha restituito la positività persa durante la settimana: Meno male. Storie di piccoli eroi che trasformano il mondo, di Giangiacomo Schiavi. Questo libro mi è stato regalato in occasione del mio compleanno e come sempre, io devo affrontare una lettura nel momento perfetto, non prima e non dopo. Ieri era il momento perfetto, dopo aver detto svariate volte la solita espressione dialettale che in italiano significa “voglio morire”, ho deciso di nutrirmi di positività attraverso gli occhi.

Vi riporto un estratto:

Fino a ieri le buone notizie non erano notizie. Erano brevi di cronaca. Stampa minore. Odoravano di vecchio. I giornalisti guardavano altrove. Rincorrevano procure, questure, preture, mascalzoni, predoni, corrotti, truffatori, manipolatori, speculatori. Perché la stampa deve denunciare, stimolare, far riflettere. È il suo dovere: gli orrori non si possono ignorare. Però quante storie dimenticate, quanto distacco dal mondo della gente comune. L’Italia non è solo quella delle vite sbagliate. È piena di piccoli eroi della normalità, di esempi imitabili, di uomini e donne straordinari che non hanno storia perché nessuno li racconta. Dal premio Buone Notizie, ai nuovi blog, all’inserto settimanale del Corriere della Sera arriva l’invito a guardare anche dall’altra parte: quella del bene che fa notizia. C’è un esercito di persone che combatte ogni giorno una battaglia di civiltà e si impegna per far fare un passo avanti a chi è rimasto indietro. Sono storie di accoglienza, generosità, rinascita, resistenza e coraggio. Storie che parlano di sognatori capaci di inventare il futuro, per sé e per gli altri, di costruire dal nulla progetti destinati a durare. L’imprenditore che apre un ristorante solidale; il medico che restituisce ai bambini non solo la salute, ma anche il sorriso; la ragazza che dopo gli studi diventa contadina, per far rivivere la sua campagna; il prete che trova il lavoro ai ragazzi del rione Sanità a Napoli; il lavoratore licenziato che rimette in piedi l’azienda. Alcuni di loro hanno fatto notizia. Altri meno. Insieme rappresentano un antidoto al pessimismo che ci perseguita. Sono l’Italia di un nuovo racconto giornalistico. L’Italia delle good news.

La vera punta di diamante è la prefazione scritta da Susanna Tamaro, l’ho riletta almeno due volte per sentirmi avvolta dal calore della sua scrittura. E’ un discorso semplice, puro, tenero, buono nel vero senso della parola, al punto che io lo inserirei nei testi scolastici dalle scuole elementari alle scuole superiori. Ci siamo dimenticati cosa voglia dire fare del bene, prendersi cura di se stessi e soprattutto del prossimo.

Il prologo è dedicato alle persone normali che cambiano il mondo, attraverso delle frasi brevi, sono state raccolte delle testimonianze di chi fa del bene e senza volerlo mette in atto la più efficace delle ribellioni: smettere di essere egoista.

Il libro è suddiviso in diverse sezioni: Generosità, Medicina, Sognatori, Inventare il futuro, Coraggio, Rinascite, Noi possiamo, Periferie e dulcis in fundo la sezione dedicata al “Premio buone notizie”.

Consiglio questa lettura prima di andare a dormire, manchiamo così tanto di leggerezza e positività che a volte l’unica maniera per recuperarle sta nel riempirci gli occhi di belle parole.

Manu

9 Comments

  1. Ciao.Si,è proprio importante renderci conto di quanto c’è di buono,che è la maggior parte.Ma a mio avviso bisogna saperlo raccontare, altrimenti si può cadere in frasi buoniste. Se raccontato bene farà davvero emozionare 🙂

    1. È raccontato in modo molto sintetico sotto forma di articolo di giornale, questo rende la lettura molto veloce. La prefazione di Susanna Tamaro è meravigliosa…

      1. Capisco 🙂 Comunque penso di contattare Schiavi perché nel mio blog cerco di parlare del lato migliore del mio quartiere… grazie per aver condiviso questa cosa 😀

      2. Per me possiamo contattarci qui o puoi utilizzare il modulo “contatti” sul mio blog se ti è più comodo. Non so se Schiavi m in risponderà,comunque ti farò sapere 🙂

  2. Mi dispiace per la tua influenza… ma, se non altro, ti ha dato l’occasione giusta per leggere questo libro!
    L’estratto che hai riportato è assolutamente bellissimo 🙂 Spesso non facciamo che nutrirci di cattive notizie, perché è così facile che vengano diffuse… e dimentichiamo che al mondo ci sono anche belle persone che fanno belle cose. Grazie per aver condiviso questa tua preziosa esperienza letteraria!

    1. Ormai i germi mi inseguono da mesi… Mi sto rassegnando a vivere ifluenza o raffreddore come se fossero la normalità 🙂
      Sono contenta che ti sia piaciuto il messaggio che volevo lanciare, consiglio davvero di leggerlo se non altro per disintossicare la mente dalla negatività

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