Quando parlare da soli non è un disturbo mentale: Un anno con Lloyd, di Simone Tempia.

Da persona perfettamente equilibrata quale sono, ogni volta che perdo il mio baricentro devo recuperarlo e il più delle volte questo avviene parlando da sola. Mi faccio le domande, mi dò le risposte, mi commento da sola e mi giudico anche da sola: c’è chi ha fatto di un dialogo con sé stesso, creando un proprio alter ego ma più saggio e con le parole giuste da dire, un vero e proprio caso editoriale.

Almeno una volta ci è capitato di leggere di una conversazione tra Sir e Lloyd, il mio amato Lloyd… Simone Tempia è l’autore geniale di queste conversazioni ai limiti della realtà, un personaggio carismatico, eccentrico e dall’aria intellettuale e leggermente retrò.

Tra i libri che ho ricevuto c’è anche questo: Un anno con Lloyd. Tutto mi sarei aspettata tranne che accogliere Sir e Lloyd nella mia libreria, le loro conversazioni sono spesso finite sulla mia bacheca Facebook e mi hanno fatto riflettere per gran parte della giornata.

Posso tranquillamente affermare, che una volta fatte le mie ricerche sull’autore, ho capito tanto e sono quasi certa che Lloyd sia il suo alter ego: non ha fatto altro che far emergere la sua parte di uomo saggio e con un consiglio sempre utile da dare.

Vi riporto un estratto:

Dopo il grande successo di Vita con Lloyd e In viaggio con Lloyd, Simone Tempia ritorna con una nuova selezione dei dialoghi surreali, agrodolci e delicatamente profondi che lo hanno reso celebre.

«Lloyd, che fine hai fatto?» «Mettevo ordine tra i suoi pensieri, sir» «Lo sai che non avrò mai la testa a posto!» «Ma potrebbe avere posto nella testa, sir.» «Per avere altri pensieri?» «O per dare spazio a chi li merita, sir»

Un libro ricco di inediti che accompagnerà i suoi lettori giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, regalando una quotidiana pillola di ironica saggezza. 365 lampi di genio e dolcezza (366, contando il 29 febbraio) per riconciliarsi con il mondo ogni volta che ci sentiamo fuori posto.

Quello che realmente apprezzo di questo libro è che per ogni stagione e ogni giorno dell’anno ci sia un pensiero che possa aprire, accompagnare o chiudere la giornata. Simone Tempia, oltre a scrivere una prefazione poetica, ha dato una sua personalissima visione delle stagioni: in inverno pone l’accento sulla differenza tra il cadere e il posarsi; in primavera, invece, afferma che là dove qualcosa finisce iniziamo noi; in estate da per scontato che tutti siamo provvisti di un adeguato abbigliamento mentale; in autunno prova tristezza, ogni cosa che cade è portata via dal tempo senza darci niente in cambio.

Inutile dire che sogno un Lloyd, ogni giorno io sono impaziente di leggere cosa consiglia a Sir e sopratutto, voglio sapere come fare mia una conversazione surreale che avviene in un luogo di fantasia. Improvvisamente, il mio parlare da sola non è più una cosa così strana…

Manu




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