“Il tempo della moderazione era tramontato, ormai.”: Figlie di una nuova era, di Carmen Korn

La pazienza è da sempre considerata una virtù, il saper aspettare il momento giusto richiede una forza di volontà non indifferente. Io avrei dovuto e, sopratutto, avrei voluto, aspettare e stare al passo con tutti i membri di un gruppo di lettura, in cui era stabilita una scaletta settimanale per portare a termine la lettura di un romanzo storico molto promettente: Figlie di una nuova era, di Carmen Korn.

Come sempre, parto carica di buoni propositi ma mi rendo conto di non riuscire a fare due cose: aspettare e non farmi guidare dalla curiosità. Anche in questo caso, la mia curiosità ha rovinato tutto e ho finito di leggere questo romanzo in un soffio: vivo una condizione di malattia perenne, raffreddore e influenza non mi abbandonano, dunque una volta che posso stare seduta io mi armo di libri e leggo. Sarà che sono influenzata, o sarà che ogni tanto voglio fare esperienze nuove, ho letto questo libro parallelamente a Kafka sulla spiaggia, di Haruki Murakami: il risultato è stato disastroso, al punto da farmi passare completamente la fantasia di leggere più di un libro alla volta, non è per niente una mia attitudine.

Così ieri sera, io e il mio plaid abbiamo deciso che era il caso di mettere ordine e di dare la priorità al libro che ormai era in stato di lettura più avanzata. Vi riporto la trama:

Quattro donne, un secolo di storia: Figlie di una nuova era è il primo capitolo di una nuova, avvincente trilogia tutta al femminile.

«Carmen Korn, giornalista e scrittrice di gialli e romanzi per ragazzi, ha dato vita a una vera e epopea femminile attraverso l’instabilità politica degli anni Venti, il nazismo e la Seconda guerra mondiale sullo sfondo di una città che con i suoi quartieri, le strade e i locali diventa essa stessa protagonista.» – Luigi Forte, TTL

Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all’ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l’amica di sempre Käthe, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un’appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s’intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d’interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell’amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d’epoca di un mondo che non c’è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d’appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d’oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle ss, la minaccia nazista…

Quello che ho apprezzato di più di questo romanzo è che ci sono delle storie reali, non è il classico riassunto di storia del Novecento che si legge quando si parla delle due guerre mondiali o dell’ascesa dei regimi totalitari. E’ un romanzo scorrevole da leggere, leggero nonostante la complessità dell’era storica in cui è inserito ma… avrei degli appunti da fare.

Primo fra tutti, non ho gradito il susseguirsi degli eventi senza seguire un criterio oggettivamente logico: i punti di vista e gli eventi delle quattro protagoniste si ritrovano spesso a sovrapporsi.

Secondo, occorre appuntare ogni personaggio perché ogni singola protagonista è legata ad altre persone ancora, dunque per non fare confusione è fondamentale prendere nota di tutto: nomi e luoghi.

Infine, mi permetto di esprimere un parere del tutto personale: penso che sia una moda e una tendenza largamente diffusa, quella di scrivere della storia del Novecento. Questo non è il primo libro che leggo con questa ambientazione storica, purtroppo devo dirlo. Altra cosa che mi rammarica, è il dover ammettere che la scrittrice non ha trattato con la giusta importanza tematiche quali l’Olocausto o il nazismo, pur essendo tedesca.

Nel complesso il mio giudizio è positivo, ma questo romanzo va letto per quello che realmente è: un romanzo. Il romanzo storico è un’altra cosa.

Adesso posso finire Murakami, ritorno nel mondo surreale che tanto mi piace e tanto mi serve in questi giorni caratterizzati dalla nostalgia di casa…

Manu

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