Il nome della rosa, di Umberto Eco: quando un capolavoro diventa una serie tv!



Mi rendo conto di una cosa che prescinde dal mio essere madre, dal mio seguire la famiglia e dalla mia passione per i libri: io vivo fuori dal mondo! Ebbene sì, io vivo fuori dal mondo per non sapere che stasera andrà in onda la prima puntata delle serie tv tratta dal capolavoro di Umberto Eco: Il nome della rosa, premio Strega del 1981 e indiscusso faro della narrativa italiana nel mondo.




Prima di tutto, vi riporto la trama del libro:



Ultima settimana del novembre 1327. Il novizio Adso da Melk accompagna in un’abbazia dell’alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Per risolvere il caso, Guglielmo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. La soluzione arriverà, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli.



Ogni commento da parte mia credo sia superfluo, chiunque si intenda minimamente di letteratura non potrà mettere in discussione la bellezza e la qualità di questo romanzo. Siamo nel 1327 e in un’abbazia si registrano sette omicidi in sette giorni, in seguito alla scoperta di documenti scritti in una lingua sconosciuta. L’intervento di frate Guglielmo sarà provvidenziale e farà luce nei misteri dell’abbazia.







Come sempre, io sono restia nel vedere le versioni cinematografiche di quel che leggo: non sopporto questo genere di delusione, anche perché la trasformazione in rabbia è immediata. Le interpretazioni dei registi che spesso non hanno capito niente del libro mi fanno davvero arrabbiare, dunque per evitare di ritrovarmi a parlare da sola davanti alla televisione, io evito tutto.



Già nel 1986, Il nome della rosa è stato portato sul grande schermo: l’unica cosa che conosco, è che il protagonista è Sean Connery. Prometto di recuperare e di vedere oltre alla serie tv, anche il film! La curiosità che provo è forte ma lo è anche la paura: il clima del romanzo, l’ambientazione, la ritmicità degli omicidi e il collegamento con le indagini svolte da frate Guglielmo, sono tutti elementi che mi hanno stregato nel libro. Purtroppo o per fortuna, godo una fervida fantasia che non combacia mai con quello che vedo negli adattamenti cinematografici…



Stasera, invece, andrà in onda su Rai1, l’adattamento televisivo che nasce da una co-produzione italo-tedesca e che vede nel cast attori come Rupert Everett e Fabrizio Bentivoglio. Ancora io mi chiedo come sia stato possibile che non ne abbia saputo niente… Stasera la mia ambizione è questa: ritornare nel mondo degli adulti e guardare, armata di coraggio e mettendo da parte la mia spiccata vena critica, la prima puntata della serie. Che la pazienza sia con me… Io ce la metterò tutta!





Manu

8 Comments

  1. In effetti, la pubblicità della serie è stata abbastanza martellante! Comunque, dai, l’importante è che l’hai saputo 🙂 Mi auguro che tu non rimanga delusa, perché quello che dici è vero: non è facile “affrontare” l’adattamento cinematografico o televisivo di un romanzo al quale si tiene particolarmente.

    1. Infatti è proprio perché siamo fissi su Rai Yoyo che mi sento fuori dal mondo 😂😂😂😂😂

      Diciamo che faccio fatica a vedere la distruzione di un libro sul grande schermo…! A te è piaciuta la puntata?

      1. Purtroppo non l’ho vista per intero, poi sono andata a letto perché l’indomani sarei dovuta alzarmi molto presto. Però, per quel che ho seguito, non mi è parsa male 🙂 L’atmosfera generale mi sembra intrigante, ecco.
        Tieni conto, però, che non ho ancora letto il romanzo di Eco (sì, lo so, è una specie di sacrilegio, ma purtroppo in quanto a classici non sono messa bene!), quindi paragoni non ne posso fare…

      2. Ma no, quale sacrilegio… Il nome della rosa non è un romanzo che brilla per la velocità delle azioni, anzi… Le descrizioni sono molto ricche e dettagliate, la psiche dei personaggi è ben analizzata e, aggiungo, esiste la cornice storica che da carattere a tutto il libro. Fatta questa premessa, ho fermamente pensato che fosse quasi impossibile rendere il tutto ancora più lento ma mi sbagliavo!

      3. Be’, visto che hanno deciso di farci una serie, si vede che se la prendono comoda 🙂
        Per il resto, di fronte ai grandi classici io provo sempre una sorta di timore reverenziale… e non mi fa piacere ammettere una non-lettura. Comunque, non è da escludere che, prima o poi, riesca a leggere “Il nome della rosa”… Chissà!

    1. Io ho trovato la serie molto lenta, impresa ardua considerato che il libro si perde nelle descrizioni… Leggerò la tua opinione!

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