La ragazza con la pistola, di Amy Stewart.

“Ma dove trovi questi libri???”

Questa è la domanda che mi sono sentita ripetere la maggior parte delle volte in cui ho parlato della lettura che mi ha tenuto compagnia in questi giorni: La ragazza con la pistola, di Amy Stewart.

Confesso di sentire un’attrazione smisurata per i libri un po’ fuori le righe, per quei titoli che mi fanno inchiodare davanti alla copertina e sopratutto mi accendono una curiosità tale da prendere subito il libro tra le mani e non lasciarlo mai più. Questo è quello che è accaduto con l’esordio letterario più intelligente, divertente, femminista e originale che abbia mai letto.

Vi riporto la trama:

New Jersey. 1914. Constance Kopp non è esattamente la tipica donna del suo tempo. È più alta di quasi tutti gli uomini che incontra, non è attratta dal matrimonio né dalle faccende domestiche, e vive isolata dal mondo da quindici anni – da quando, cioè, un segreto inconfessabile aveva spinto lei e le sue sorelle a lasciare la città per rintanarsi in una fattoria in campagna. Un giorno, in un incidente stradale, Henry Kaufman, un uomo potente e senza scrupoli, proprietario di una fabbrica per la colorazione dei tessuti, distrugge il loro calesse, e la disputa sui danni presto si trasforma in una guerra dove volano mattoni, proiettili e minacce. Quando lo sceriffo la convince a dargli una mano per obbligare Kaufman ad ammettere le sue responsabilità, si scopre che Constance ha un vero talento sia nel maneggiare le armi sia nel dare la caccia ai criminali, tanto che questa sua dote potrebbe aprirle una nuova strada nella vita: diventare la prima donna vicesceriffo della storia. Amy Stewart, partendo da un episodio storico dimenticato, ci fa scoprire un’indimenticabile eroina: una donna in anticipo non solo sul suo tempo, ma a volte anche sul nostro.

Voglio fare una piccola premessa: gli eventi cardine narrati sono fatti realmente accaduti e documentati da articoli di giornale e fotografie, Constance Kopp è realmente esistita ed è diventata la prima donna vice sceriffo della storia americana. Nei ringraziamenti, infatti, l’autrice specifica come si è documentata e su cosa invece ha usato l’immaginazione (Lucy e suo figlio, o la sorella di Henry Kaufman ad esempio).

La storia si sviluppa a partire dal 14 luglio 1914, data in cui le tre sorelle Kopp, Constance, Norma e Fleurette, vengono investite da Henry Kaufman riportando danni sia al calesse che danni fisici. La sfacciataggine e il coraggio di Constance, dovuto anche a una caratteristica fisica più volte citata, quale la sua altezza, farà iniziare una disputa con il più grande malfattore della contea. Minacce, insulti, atti intimidatori, mattoni che rompono le finestre nel cuore della notte, sono soltanto alcuni eventi che faranno vivere un vero e proprio incubo alle ragazze.

Constance non è una donna che si arrende, così inizia la sua personale battaglia contro l’ingiustizia subita, scomodando lo sceriffo e altri personaggi centrali del romanzo, fino a quando non imparerà a usare la pistola per difendere le sorelle.

Ma, la storia della protagonista, ha un’ombra che viene dal passato, un segreto che porta con sè e di cui è a conoscenza soltanto sua madre e sua sorella Norma: questo segreto le darà la forza e il coraggio di non cedere alle prepotenze di un uomo perennemente ubriaco e violento, privo di valori morali.

Questo libro è un inno alla causa femminista, quella sana, quella che non vuole una superiorità della donna ma pari opportunità e pari diritti. Se consideriamo che sono i primi anni del novecento, e se consideriamo che si tratta di un paese della campagna del New Jersey, non si può che sorridere leggendo dell’audacia di questa ragazza.

Consiglio questa lettura a tutte le donne che non si sentono all’altezza nelle situazioni, che subiscono in silenzio un’ingiustizia e che credono che ci voglia un uomo per risolvere i problemi. Constance insegna proprio questo: da donna single, responsabile di una fattoria, di due sorelle, senza un lavoro fisso, si può trovare una strada e scoprire un’attitudine a causa di un evento traumatico, che permetta di risvoltare un problema come un’opportunità.

Manu

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