A un metro da te, di Rachel Lippincott.

Oggi ho voluto dare spazio a una campagna di sensibilizzazione, i libri possono favorire anche questo: ricordarci che la salute è un dono prezioso. Francesca oggi ha voluto scrivere la recensione di un romanzo toccante, che dal 21 marzo sarà proiettato in tutte le sale cinematografiche: A un metro da te, di Rachel Lippincott.

Buona lettura!

Cos’è un metro?

Un innoqua distanza, poco più di un passo.

Ma per un paziente di FC , un metro, rappresenta un confine invisibile, che  separa la vita dalla morte.

Le scrittrici, Rachel, Mikki e Tobias, hanno voluto dedicare questo libro e il film a tutti i pazienti, alle loro famiglie e alle equipe mediche che, giorno dopo giorno, combattono con coraggio la battaglia contro la fibrosi cistica.

Come puoi amare qualcuno che non puoi toccare?

Sinossi:

A Stella piace avere il controllo su tutto, il che è piuttosto ironico, visto che da quando è bambina è costretta a entrare e uscire dall’ospedale per colpa dei suoi polmoni totalmente fuori controllo. Lei però è determinata a tenere testa alla sua malattia, il che significa stare rigorosamente alla larga da chiunque o qualunque cosa possa passarle un’infezione e vanificare così la possibilità di un trapianto di polmoni. Una sola regola tra lei e il mondo: mantenere la “distanza di sicurezza”. Nessuna eccezione. L’unica cosa che Will vorrebbe poter controllare è la possibilità di uscire una volta per tutte dalla gabbia in cui è costretto praticamente da sempre. Non potrebbe essere meno interessato a curarsi o a provare la più recente e innovativa terapia sperimentale. L’importante, per lui, è che presto compirà diciotto anni e a quel punto nessuno potrà più impedirgli di voltare le spalle a quella vita vuota e non vissuta, un viaggio estenuante da una città all’altra, da un ospedale all’altro, e di andare finalmente a conoscerlo, il mondo. Will è esattamente tutto ciò da cui Stella dovrebbe stare alla larga. Se solo lui le si avvicinasse troppo, infatti, lei potrebbe veder sfumare la possibilità di ricevere dei polmoni nuovi. Anzi, potrebbero rischiare la vita entrambi. L’unica soluzione per non correre rischi sarebbe rispettare a regola e stare lontani, troppo lontani, uno dall’altra. Però, più imparano a conoscersi, più quella “distanza di sicurezza” inizia ad assomigliare a “una punizione”, che nessuno dei due si è meritato. Dopo tutto, che cosa mai potrebbe accadere se, per una volta, fossero loro a rubare qualcosa alla malattia, anche solo un po’ dello spazio che questa ha sottratto alle loro vite? Sarebbe davvero così pericoloso fare un passo l’uno verso l’altra se questo significasse impedire ai loro cuori di spezzarsi?

Frammenti di Stella:

<<E’ tutta la vita che sto per morire. Ogni compleanno festeggiato come se fosse l’ultimo.>>

<<Quando hai la FC non sai quanto tempo ti rimane. Ma, a dire il vero, non sai nemmeno quanto tempo rimanga a coloro che ami.>>

<<Quanto ancora devo vivere la mia vita con la paura dei “e-se”?>>

<<Noi malati di FC dobbiamo già rinunciare a tantissime cose. Viviamo ogni singolo giorno in funzione delle terapie, delle medicine.

La maggior parte di noi non può avere bambini, tanti non sopravvivono nemmeno per poterci provare. Solo chi ha la FC sa cosa voglia dire, e non possiamo innamorarci gli uni degli altri.

Perciò, dopo tutto quello che la FC mi ha tolto, ci ha tolto, mi riprendo qualcosa.

Io mi riprendo dei centimetri. Dei cazzutissimi centimetri di spazio, distanza, lunghezza.

La fibrosi cistica non mi ruberà altro. D’ora in poi, la ladra sono io.>>

Frammenti di Will:

<< La morte. Questo sono. Questo sono per Stella. L’unica cosa peggiore di non poter stare con lei o vicino a lei sarebbe vivere in un mondo in cui lei non estste più. Soprattutto se per colpa mia.>>

<< Non mi sono mai sentito così con nessuno prima, soprattutto perché la maggior parte delle mie relazioni si basava sul vivere in fretta e morire giovani, e doversene sempre andare per ricoverarsi in un nuovo ospedale.>>

<< Ci sorridiamo, e anche se ci sono un milioni di ragioni  per non farlo, la guardo e sento che mi sto innamorando di lei. >>

<< Credo che quello che scrivono sui libri sia vero, l’anima non ha tempo.>>

La solita storia Young Adult, vissuta tra le mura  di un ospedale?

Assolutamente no!

E’ difficile definire, con poche parole, i sentimenti che questo libro mi ha suscitato.

Amore, coraggio, tristezza, rassegnazione, dolore, incertezza e tanta speranza.

Un altalena di emozioni continue, che mi ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultima pagina per poi lasciarmi tanto calore e una sottile amarezza, che solo chi deve dire addio ad un vero amico può provare.

Sono una maniaca del controllo e delle liste giornaliere, proprio come Stella. Ma domani lascerò una pagina bianca sulla mia agenda, ricordandomi semplicemente di vivere.

Il film sarà in programmazione dal 21 marzo 2019, in tutte le sale cinematografiche.

Francesca

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