Dan Brown: con o senza Robert Langdon?

Diversi giorni fa, nella solita colazione con la mia amica Francesca, mi sono ritrovata a discutere di un argomento un po’ ostico per una lettrice come me, abitudinaria ma amante delle novità, che si annoia facilmente ma cerca quella costante che segna lo stile dell’autore. Insomma, accontentarmi non è per niente facile. Così tra un sorso di cappuccino e l’altro, è uscito fuori il nome di Dan Brown, che tutti associano ai romanzi con Robert Langdon, il professore di Harvard più affascinante, intelligente e coinvolto negli intrighi internazionali di tutto il mondo.

Io sono una bastian contrario nata, ragion per cui ho letto tutti i libri di Dan Brown tranne i copia e incolla de Il Codice Da Vinci, tipo Angeli e Demoni e Origin. Il primo, in realtà lo avrei anche iniziato ma leggere due libri identici con nomi differenti non è il massimo per me, io voglio la novità, mantenere un filo conduttore va benissimo ma ripetere uno schema alla perfezione direi anche di no… Il secondo, invece, non l’ho letto perché mio padre è stato profetico e mi ha detto: “Manu risparmia tempo e denaro, perché è uguale a tutti gli altri!”

Diciamo che un sospetto è quasi sempre una prova, e con l’esperienza che ho maturato con i romanzi di Dan Brown, ho voluto dare ascolto a mio padre e al mio istinto: non voglio dissacrare il suo talento, adoro il suo stile, adoro i temi che tratta ma quello che davvero vorrei è leggere un finale all’altezza dell’intero romanzo.

Fatta questa premessa, arrivo al dunque. Dan Brown ha all’attivo ben sette romanzi e tre trasposizioni cinematografiche:

La disposizione dei romanzi non segue l’ordine cronologico, ma il punto a cui voglio arrivare è questo: i romanzi che ho più apprezzato, oltre Il Codice Da Vinci, sono stati proprio quelli senza Robert Langdon, quelli senza il solito schema narrativo ripetuto e riletto fin troppe volte. I romanzi di cui parlo sono Crypto e La verità del ghiaccio: entrambi sono originali, attuali e insinuano un dubbio su quanto l’informazione sia censurata e pilotata.

Crypto

Washington. La trentottenne Susan Fletcher, brillantissima mente matematica e responsabile della divisione di crittologia della National Security Agency, viene convocata d’urgenza nell’ufficio del comandante Strathmore. Qualcuno ha realizzato un programma capace di “ingannare” il più sofisticato strumento informatico di spionaggio al mondo, un supercomputer che può decodificare qualunque testo cifrato a una velocità strabiliante. Pochissimi conoscono l’esistenza di questa macchina, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza nell’era di Internet e in grado di controllare la posta elettronica di chiunque. La stessa NSA, nata per proteggere le comunicazione del governo americano e intercettare quelle delle potenze straniere, opera in semiclandestinità, al di fuori del controllo pubblico. Susan non si stupisce quando viene a sapere che “Fortezza Digitale”, così è stato battezzato il programma, è frutto delle ricerche di un genio dell’informatica: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla nascita per gli effetti del disastro atomico di Hiroshima, che dopo essere stato chiamato negli Stati Uniti a lavorare per l’NSA ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il supercomputer rischiava di trasformarsi in un nuovo Grande Fratello. I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione di boicottare l’operato dell’NSA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di scaricarlo, rischia di creare l’anarchia e di assicurare libertà d’azione a spie e criminali.

Le verità del ghiaccio

Un meteorite, sepolto sotto i ghiacci del circolo polare artico, è stato localizzato dalla Nasa e sembra contenga fossili di insetti che proverebbero una volta per tutte l’esistenza di vite extraterrestri. Prima di divulgare la notizia, il presidente degli Stati Uniti vuole essere sicuro dell’autenticità della scoperta, anche per non compromettere la sua futura (ma già incerta) rielezione. La giovane Rachel Sexton e il professor Michael Tolland sono inviati sul posto insieme ad altri studiosi ma presto si rendono conto che si tratta di una truffa colossale, orchestrata ad arte. Ma da chi? E chi ha assoldato la banda di killer che li ha presi di mira, costringendoli a scappare e a rifugiarsi tra i banchi galleggianti di ghiaccio?

Questi sono i miei romanzi preferiti senza Robert Landon, per lo meno si legge di qualcosa più originale e lontano dai complotti con la Chiesa Cattolica, dagli inseguimenti del professore di Harvard e della criminologa bellissima che casualmente si ritrova a condurre le indagini in giro per l’Europa. Voi cosa ne pensate? Vi piace lo stile di Dan Brown? Ma sopratutto, Dan Brown ha la stessa importanza come autore senza che renda protagonista Robert Langodon?

Manu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...