“Audace”, di Carmen Weiz: l’epilogo della serie Swiss Stories!

In meno di due giorni ho letto un romanzo che mi ha totalmente coinvolta, assorbita e ipnotizzata. Carmen Weiz ha concluso la trilogia della serie Swiss Stories in modo eccelso con “Audace”: si tratta di un romanzo scritto a tre voci, ma una ha richiesto uno sforzo notevole poiché ha preso finalmente voce il personaggio più psicopatico dell’intera serie.

I protagonisti di Audace sono la dottoressa Werni, nonché ex moglie di Thomas, e Oliver, informatore del SIC (Servizio di Informazioni della Confederazione Svizzera) e collega di Thomas e Adam. E’ un cerchio che si chiude alla perfezione, tutto si incastra, tutto trova una spiegazione e ognuno trova il proprio lieto fine.

Vi riporto la sinossi del romanzo:

”In quanti modi diversi ci si può camuffare?

Dietro a quante maschere ci si può nascondere?

Per quanto tempo lui riuscirà a fare il doppio gioco?

Vivendo nella penombra, dissimulando, sfidando costantemente il destino?

Tic… tac…. tic… tac…

Mettendo la sua vita in pericolo, collaborando con il SIC – Servizio di Informazioni della Confederazione Svizzera. Cercando di fermare uno spietato maniaco, in perenne lotta contro il tempo. Sapeva che innamorarsi sarebbe stato uno sbaglio,ma lei… lei non era come tutte le altre donne, non chiedeva niente in cambio, prendeva solamente ciò che desiderava; anche lei indossava delle maschere e quando tutte le maschere cadranno niente sarà più come prima.’’

L’attenzione è tutta su di lei adesso: Leonie Werni ha subito un evento traumatico legato al rapimento del padre in Somalia. Al suo rientro in Svizzera lei non è più la stessa, più fredda del solito, ancora più focalizzata sul lavoro tanto da escludere la sua vita privata e ridurla ai margini. Viene costretta a due settimane di riposo forzato, ma prima farà la conoscenza di un paziente particolare. Lui è arrivato in ospedale dicendo di essere caduto dalle scale, ma lei intuisce che c’è ben altro! Oliver è un informatore in incognito, fa parte dei SIC come Adam e cerca di debellare un’organizzazione criminale divisa tra Europa dell’est e Svizzera.

La tensione è palpabile, le emozioni sono reali, autentiche… Ogni singolo evento cardine di questo romanzo viene vissuto sulla propria pelle, incluso l’innamoramento che viene ostacolato ed evitato ad ogni costo. Leonie Werni è la protagonista femminile che ho preferito in assoluto, finalmente lo posso dire! Ho amato il suo cinismo, il modo in cui affronta ogni situazione senza mai perdere il controllo di sé. Lei è così distaccata, fredda, la sua corazza le permette di tenere lontane le delusioni e le situazioni più complicate da gestire: questo è stato il motivo per cui la storia con Thomas non è andata avanti, lei non voleva legami, non voleva una famiglia.

In questo romanzo sono state consacrate le mie preferenze: i profili psicologici sono descritti con assoluta maestria, si nota un lavoro a monte dell’autrice per tracciare profili autentici, con problematiche reali e descritte scientificamente. Infatti, in Audace, ho parlato di una terza voce narrativa: qui prende voce l’antagonista. Un protagonista inaspettato, dal profilo psicologico contorno e malato, far parlare lui ha infatti richiesto uno studio di psicosi da parte dell’autrice: è semplicemente da brivido! Oltre ad avere usato dei caratteri diversi a seconda del protagonista, i personaggi hanno preso vita per la loro ultima scena e per prendere tutti gli applausi!

Il protagonista maschile di questo romanzo è un Adam più giovane e diffidente, Oliver infatti ne riprende alcune caratteristiche. La fragilità che lo distingue sarà una malformazione congenita al cuore, per cui tutta la sua vita sarà condizionata dalla paura di un affaticamento del cuore. Oltre questo, è tremendamente riservato, inconsapevole della sua bellezza e molto diretto.

Ora che ho letto e concluso questa splendida trilogia voglio confessare qual è il protagonista maschile che ho preferito in assoluto: Adam è il mio preferito, anche se era facile intuirlo. Il suo modo di fare estroverso e strafottente mi ha sempre divertito!

Sono davvero felice ed entusiasta di questa serie, Carmen Weiz ha creato una perfetta fusione tra romance e thriller, riuscendo a far amare la Svizzera. A me è bastato chiudere gli occhi per respirare il profumo del bosco, sentire l’acqua delle cascate e magari anche le risate di Thomas, Adam e Oliver!

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