“Il libro è un coltello, è un corpo, è un mare”: A libro aperto, Una vita è i suoi libri di Massimo Recalcati.

Viviamo un’era in cui la digitalizzazione, la tecnologia, l’informatica, ci hanno letteralmente impigriti: leggere è diventato faticoso, lento, richiede tempo ed energia. Massimo Recalcati in questo saggio parla dell’importanza della lettura, di come i libri ci trasformino e ci rendano persone diverse in base alle nostre scelte, sopratutto letterarie. Non è così strano vedere più persone con il collo piegato su un dispositivo elettronico piuttosto che su un libro; non sono da meno le nuove generazioni che si ritrovano a svolgere i compiti scolastici con Google e trovano il loro relax e svago in un mondo digitalizzato.

Massimo Recalcati oltre ad essere un giornalista, psicanalista e conduttore del programma tv “Lessico amoroso”, è sopratutto un lettore, un uomo che si è sentito plasmato e formato dalle letture che ha scelto nell’arco della sua vita.

Vi riporto la sinossi del saggio:

Un incontro è un evento che taglia il percorso di una vita rendendola diversa da com’era prima. Per questo ogni vero incontro è un incontro d’amore, perché ci trasforma. E, come ci trasformano le persone in carne e ossa, ci trasformano anche le idee e le parole. Sono esistite, per ciascuno di noi, letture che hanno cambiato radicalmente la nostra vita, che l’hanno resa diversa da prima. Perché quel libro mi scuote? Forse perché in esso trovo le risposte o le domande che mi attraversano. In questo senso, leggere non è solo conoscere altri mondi e altre vite, ma è anche incontrare inaspettatamente pezzi del nostro mondo e della nostra vita. Un libro è importante quando mostra i miei fantasmi, quando affonda, per qualche ragione obliqua, nel mio essere più riposto, sorprendendomi e rivelandomi quello che sapevo già ma che non avevo ancora le parole per dire. In queste pagine Recalcati racconta tutta la profondità di questa esperienza, aprendo anche lo scrigno dei suoi personali incontri di lettura e mostrandoci come leggere non sia erudizione, accumulazione, ma un modo per offrire alla vita l’occasione di un incontro con la parte più segreta di se stessa, rendendo possibile il suo rinnovamento, la sua espansione, l’acquisizione di una forma nuova. Perché un incontro con un libro è un incontro d’amore.

L’incontro con un libro non è altro che un incontro d’amore, che ci fa rifugiare in un mondo parallelo, ci fa scoprire i nostri pensieri più intimi e profondi e ce ne fa acquisire una nuova consapevolezza. Io sono d’accordo con lui, i libri mi hanno salvato la vita: mi hanno fatto allontanare dai pensieri negativi, mi hanno fatto capire cosa volevo davvero, ma sopratutto mi hanno fatto capire chi sono.

Nella prefazione del libro ho letto una definizione che non dimenticherò mai più, una specie di santissima trinità letteraria: “Un libro è un coltello, è un corpo, è un mare”, i tre elementi che caratterizzano l’anima di un libro e la sua essenza sono legati e imprescindibili l’uno dall’altro. Un libro è un coltello… Perché?

Un libro è un coltello perché taglia la nostra vita offrendole la possibilità di acquisire una forma nuova, perché distingue la nostra vita com’era prima della lettura da come è diventata dopo.

La metafora utilizzata è forte, reale, sincera: un libro ha questo potere. Pensate al libro che veramente vi ha cambiato la vita, ognuno di noi ne ha almeno uno e ha tracciato sicuramente una borderline tra il prima e il dopo.

Un libro è un corpo… Perché?

Il libro, per il lettore, può avere le proprietà di un vero e proprio corpo: un corpo erotico. Il che significa che ogni libro ha un profumo, una carne, uno sguardo, una geografia sensuale, un modo di camminare e di esistere.

Un libro è un mare… Perché?

Un libro non è forse fatto per essere, come un mare, sempre aperto? Non è questo il primo gesto di ogni lettore: aprire il libro, tenerlo aperto sulle ginocchia, sul tavolo, sul letto?.

Come il mare, il libro è una figura straordinaria dell’Aperto. Apre e non chiude il mondo. Un libro è un mare e non un muro.

Il saggio si snoda in diversi capitoli, in ognuno dei quali Massimo Recalcati racconta quali sono i dieci libri che ha amato di più, dei suoi studi accademici e della sua infanzia e adolescenza da persona solitaria e sottovalutata.

Tutti i punti nevralgici di un lettore vengono toccati dalle sue parole, chiare, forti, crudeli, ritraendo una pigrizia da troppa tecnologia e poca curiosità di approfondimento, di analisi, di studio.

Io se dovesi pensare ai libri che mi hanno cambiato la vita, o il modo di approcciarmi alla vita, entrerei in confusione: la lettura per me è un’esperienza totalizzante, mi condiziona l’umore e mi fa gioire o intristire per ciò che leggo, l’empatia non è sempre un dono. Ma voglio aprire una discussione, io lancio un sasso e vi dico quali sono i titoli che mi hanno reso quello che sono:

Scambiamoci le nostre esperienza, chissà che magari lo stesso libro non faccia un effetto completamente diverso a qualcuno di voi!

Manu

1 Comment

  1. “Un libro è un coltello perché taglia la nostra vita offrendole la possibilità di acquisire una forma nuova, perché distingue la nostra vita com’era prima della lettura da come è diventata dopo.
    Il libro, per il lettore, può avere le proprietà di un vero e proprio corpo: un corpo erotico. Il che significa che ogni libro ha un profumo, una carne, uno sguardo, una geografia sensuale, un modo di camminare e di esistere.
    Un libro non è forse fatto per essere, come un mare, sempre aperto? Non è questo il primo gesto di ogni lettore: aprire il libro, tenerlo aperto sulle ginocchia, sul tavolo, sul letto? Come il mare, il libro è una figura straordinaria dell’Aperto. Apre e non chiude il mondo. Un libro è un mare e non un muro”.
    Queste citazioni sono il sale della vita per qualsiasi persona abbia una grande passione per la lettura 🙂 Davvero splendide! La suggestione del libro come “corpo erotico” è molto potente; in effetti, io mi affeziono molto agli oggetti in generale, e i libri non fanno certo eccezione! Amo l’odore di alcuni tipi di carta, amo le forme dei caratteri scelte per il titolo o per l’intero libro…
    Libri che mi hanno cambiato la vita sono sicuramente i primi volumi di “Harry Potter” quand’ero bambina; poi, più avanti, “Veleno d’inchiostro” di Cornelia Funke, l’immancabile “Signore degli Anelli” e “La via per la Terra di Mezzo” di Tom Shippey, che non è un romanzo ma un saggio e ha fatto nascere in me l’interesse per la filologia, al punto da desiderare quasi di poterla studiare a livello accademico! E poi vorrei aggiungere un racconto di Banana Yoshimoto, “Giovani sposi”… Dire che mi ha cambiato la vita è un po’ troppo, ma ne sono rimasta molto incantata quando l’ho letto. Non sapevo granché dell’autrice, quindi forse è stato l’incontro con il suo stile, non solo la trama, a colpirmi. Ma resto convinta che il racconto sia bellissimo 🙂

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