“Il mare restituisce sempre tutto, soprattutto i ricordi”: Due sirene in un bicchiere, di Federica Brunini.

Accade raramente che un’emozione possa avere il sopravvento, che una lacrima scenda senza che io me ne accorga e che mi ritrovi ad asciugare le pagine del libro che sto leggendo. Mi è appena accaduto questo, al termine della lettura di Due sirene in un bicchiere di Federica Brunini, mi sono ritrovata svuotata, avevo già provato tutte le emozioni possibili: felicità, nostalgia, tristezza, rimpianto, curiosità, speranza.

Gli elementi per un romanzo terapeutico ci sono tutti: il mare, storie di vita vissuta, ricordi, speranza per il futuro, e a fare da cornice a tutto questo è un B&B molto singolare, in cui vi è un programma di dieci giorni per guarire e tornare a gioire.

Vi riporto la trama:

Editore:Feltrinelli

Collana:I narratori

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 24 maggio 2018

Pagine: 221 p., Brossura

Al b&b delle Sirene Stanche – quattro stanze su un’isola del Mediterraneo nascoste dietro a un portone turchese, una cucina sempre in movimento e una grande terrazza sul mare – non si arriva per caso. Non è in nessuna guida turistica né lo si prenota online o con un’agenzia di viaggio: bisogna scrivere una lettera e motivare la propria richiesta, e poi attendere che una busta azzurra con il simbolo di una sirena giunga a confermare il soggiorno. Lo sanno bene Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara, i cinque nuovi ospiti che approdano sull’isola per una vacanza detox che promette di rimettere in forma corpo e anima, e di aiutarli a trovare le risposte che cercano. Ad accoglierli ci sono Dana, trent’anni e la voglia di migliorare la vita di tutti con un po’ di yoga, meditazione e i suoi celeberrimi centrifugati bio, e Tamara, pittrice di mezza età che ama il mare, il silenzio e la solitudine del suo atelier. Insieme gestiscono la locanda offrendo sessioni di yogaterapia, arte, cucina, chiacchiere e tanto relax, lontano da cellulari e tecnologia. Ma cosa succede quando il passato irrompe scardinando il presente? Da cosa e da chi si nasconde Tamara, tanto da non lasciare mai l’isola? E chi sono Eva, Jonas, Olivia, Lisa e Lara? Sono davvero chi dichiarano di essere o mentono, prima di tutto a se stessi? Tra giornate di sole, avventure e una nottata drammatica che tiene tutti con il fiato sospeso, gli ospiti del b&b trasformeranno la loro vacanza in una tregua necessaria in cui riscoprire chi sono e chi vogliono diventare, perché «quello che succede è l’unica cosa che sarebbe potuta accadere» e «il momento in cui qualcosa avviene è sempre quello giusto».

Ogni primo del mese il B&B delle Sirene Stanche accoglie nella sua struttura i suoi ospiti: non è pubblicizzato in nessun social network, non ha un sito internet, è possibile fare domanda di soggiorno tramite lettera e giustificarne il motivo, perché si vuole stare lì. Sempre tramite lettera verrà confermata la disponibilità di una stanza, in tutto quattro nella struttura con vista mare e circondata da piante di fichi d’india. Tutto profuma di mare, di salsedine, la simbologia utilizzata è forte, mistica, fatalista: “quello che succede è l’unica cosa che deve accadere”.

Gli ospiti scelti non potrebbero essere più diversi tra loro, ognuno di loro fugge dal proprio passato o dal proprio presente: si va dalle Sirene Stanche per guarire, per ritrovare la voglia di ridere e di vivere. Il programma si sviluppa in dieci giorni, di cui tre per piangere, tre per guarire, tre per sorridere e uno per festeggiare. Dana e Tamara, le due donne che gestiscono il B&B godono di una perfetta sinergia, tutto segue delle regole ben precise, tutto è armonioso, semplice, pulito, curativo. Olivia è una cuoca spagnola che fugge da una separazione dolorosa, Jonas vuole spargere le ceneri di sua madre nell’isola, Lara e Lisa sono due gemelle molto diverse tra loro con diversi fantasmi da scacciare, Eva è una giornalista e blogger che si occupa di gossip, va alla ricerca di una cantante di cui si sono perse le tracce in seguito a un tragico incidente che ha visto la prematura scomparsa della figlia.

La storia di Tamara è il vero mistero del romanzo, si avverte da subito un’energia particolare legata a questo personaggio, un’artista di mezza età che non lascia l’isola da tanti anni e nuota ogni mattina, ogni mattina di ogni giorno dell’anno. Infatti, sarà lei a mettere in guardia uno degli ospiti, Jonas, perché bere l’acqua salata fa dimenticare, fa perdere la memoria.

Due sirene in un bicchiere è una lettura perfetta per ritrovare la pace interiore, la forza delle donne di questo romanzo è formidabile e non si può fare a meno di metabolizzare le regole di vita che sono descritte e seguite da tutti i protagonisti. Vorrei che un posto simile esista davvero, dove la tecnologia è bandita e si ritorna a comunicare e a tracciare una linea netta tra il passato e il presente.

Manu

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