“L’amore è un’energia che va restituita. Più lo si dà, più si ha la possibilità di riceverne”: La stazione dei bagagli smarriti, di Ornella De Luca.

I miei punti deboli, da lettrice, sono essenzialmente due: i romanzi storici e le saghe, quelle storie che si sviluppano in più volumi e che rinnovano la passione per i protagonisti a ogni romanzo. Ornella De Luca è una scrittrice molto talentuosa, e ha scritto una saga “The Orphanage Series” che parla di un gruppo di bambini, orfani appunto, che crescono tutti insieme in un orfanotrofio. Ogni romanzo della saga parla di un protagonista: Adesso apri gli occhi, L’ultima lanterna della notte, La stazione dei bagagli smarriti, Dove cade il fulmine… ma a completare la serie, ci sarà un quinto ed ultimo romanzo, che verrà pubblicato il 10 giugno ed è attesissimo perché parlerà della storia di Igor!

Ornella De Luca ha coinvolto quattro blog per fare un excursus sui romanzi precedenti, per ritornare a parlare dei ragazzi di Villa Sullivan e incuriosire gli appassionati della saga e non, sulla storia di Igor, un personaggio di spicco della piccola comitiva dell’orfanotrofio.

Il romanzo scelto per me è stato La stazione dei bagagli smarriti, e già dal titolo la mia curiosità ha iniziato a volare alto… Ma la realtà supera sempre la fantasia, e così mi sono ritrovata a leggere un libro che mi ha fatto commuovere, ridere, mi ha fatto vivere insieme ai protagonisti tutti gli eventi descritti.

Vi riporto la sinossi:

Fratello e sorella per la legge. Anime gemelle per i loro cuori.

Daniel Wright vive secondo regole ben precise. 
Sa che ogni mattina deve svegliarsi due ore prima dell’inizio delle lezioni per andare a correre, farsi una doccia, prendere un caffè e attraversare la città grazie ai mezzi pubblici, arrivando al college almeno cinque minuti in anticipo. 
Sa che, finito il turno serale come barman, dormirà al massimo quattro ore prima di ricominciare la giornata ancora una volta. E ancora una volta.
Ogni minuto della sua vita è programmato con precisione chirurgica, e la medicina è proprio la sua vocazione.
Il presente è gestibile, il futuro è organizzabile, ma il passato non si può cambiare. 
É l’unica ferita che Daniel non sa suturare.

Ivory Wright è adrenalina pura. 
Ama viaggiare zaino in spalla, fare bungee jumping, sparare al poligono di tiro e scalare pareti rocciose.
Il brivido causato da ogni attività ad alta tensione l’aiuta a mantenersi in vita, come un defibrillatore che ha il potere di riesumare per un istante la parte di sé ormai morta.
La solitudine, il rifiuto, la povertà, la fame, l’autolesionismo, tutto può essere superato grazie al desiderio di esistere e di lasciare un segno in questo mondo.
Un obiettivo raggiunto grazie a “La stazione dei bagagli smarriti”, il locale che ha aperto a New York con tanti sacrifici, un posto magico dove si realizzano i sogni delle persone e si ritrovano i “bagagli smarriti” degli sfortunati viandanti.
Peccato sia proprio la valigia contenente il suo cuore quella che Ivory non riesce a trovare. 
Il bagaglio dimenticato in una stazione deserta, nell’eterna attesa di qualcuno che è partito e non è mai più tornato. L’amore che la sorte le ha donato, che la sorte le ha tolto.

La stazione dei bagagli smarriti è un viaggio tra passato e presente nelle vite dei due protagonisti.
Dall’incontro che li ha resi prima amici e poi fratelli, alla gara contro il tempo per cambiare il corso degli eventi e perdonare infine se stessi.
Ma un testamento milionario, un segreto nascosto per viltà, un gatto pasticcione in cerca dei suoi padroni e una berlina scura appostata dietro l’angolo cambieranno le carte in tavola per sempre.
La stazione dei bagagli smarriti è il terzo volume della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, rimasti orfani e cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”.

Daniel e Ivy sono fratelli agli occhi della legge, ma non di sangue: sono entrambi cresciuti a Villa Sullivan, insieme a Igor, Homer e Lennox, e da sempre provano qualcosa di più, qualcosa che li fa sentire uniti in modo incontrollabile. Da quando verranno adottati insieme, per la legge saranno i fratelli Wright e allora gestire questo sentimento sarà molto più complicato e difficile da spiegare… Così Daniel fa perdere le sue tracce all’improvviso, lasciando Ivy da sola, e ritornerà a New York dopo dieci anni, senza un soldo in tasca, con una laurea in medicina da prendere e alla ricerca di un lavoro che gli permetta di sostenersi agli studi. Il caso, il destino, quel filo invisibile che ci fa riavvicinare a qualcuno a cui teniamo, tutto questo farà in modo di far incontrare di nuovo Daniel e Ivy, in un luogo rinomato di NY, molto frequentato e che potrebbe aiutare Daniel a ritrovare il padrone di un gatto smarrito: La stazione dei bagagli smarriti, qui si possono esprimere desideri, cercare persone scomparse, ma sopratutto un luogo che è riuscito a restituire il coraggio di vivere a chi lo frequenta.

Ho amato questo libro, è stato davvero amore. Amore per gli orfani di Villa Sullivan, le loro voci e le loro domande sul perché non venissero adottati mi ha straziato. Ma quello che ho amato davvero è l’amore che si è respirato per tutto il libro, l’amore di due ragazzi cresciuti insieme, molto diversi tra loro ma che nonostante tutte le avversità si ritrovano sempre vicini.

La storia si sviluppa secondo le due versioni, quella di Daniel e quella di Ivy, ma soprattutto ci sono i ricordi dell’orfanotrofio, i ricordi di un’infanzia dolorosa e di un’adolescenza travagliata. Questi bambini non aspettavano altro che essere adottati, ma una volta accaduto questo hanno continuato a non ricevere amore: l’unico amore era quello che si scambiavano tra di loro, sia Daniel che Ivy non avevano altro.

Daniel è molto carismatico, apparentemente sicuro di sé, invece si nasconde e fugge ogni volta che una sua debolezza sta per palesarsi. Ivy è spontanea, anticonformista, coraggiosa, ha delle qualità che la rendono la mia eroina, sopratutto per la sua dolcezza, la dolcezza di chi nella vita non ha avuto niente di quello che meritava ma continua a sperarci.

Da cornice a questa storia meravigliosa, c’è una brillante New York, le sue luci e la sua vivacità, le sue opportunità. Questo è un libro che fa sognare, che fa innamorare, che fa apprezzare ogni singolo gesto che riceviamo. Complimenti Ornella! Adesso devo recuperare con gli altri romanzi…!

Manu

“Daniel è il laccio che mi lega alla vita. L’orologio fermo a un’ora che non ritornerà più.Il cappello troppo grande che indosso nonostante tutto.”

CENNI BIOGRAFICI SULL’AUTRICE:
Ornella De Luca è nata il 26/05/91 a Messina ed è laureata in Editoria e giornalismo.
Altre pubblicazioni: La consistenza del bianco (Onirica, 2015), Il sacrificio degli occhi (Onirica, 2016), I colori del vetro (Rizzoli, 2017), Adesso apri gli occhi (Self, 2017), L’ultima lanterna della notte (Self, 2018) e La sposa promessa (Libromania, 2018).
Pagina Fb: Ornella De Luca – Autrice

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