L’estate dell’innocenza, di Clara Sanchez.

Insieme ai primi raggi di sole e alle temperature un po’ più alte, è ritornata la mia crudele allergia, praticamente non faccio altro che soffiare il naso e starnutire. Mentre sognavo di trovarmi in un posto dal freddo nordico, ho iniziato a leggere l’ultimo libro di Clara Sanchez, L’estate dell’innocenza.

Come sempre, i suoi libri sono intensi, pacati, ma questo soprattutto mi ha fatto rivivere con nostalgia i miei ricordi di bambina sull’estate. E’ un romanzo che parla dell’infanzia di Isabel, una bambina di dieci anni, e del controverso rapporto tra i suoi genitori.

Vi riporto la trama:

Traduttore:E. Budetta

Editore:Garzanti

Collana:Narratori moderni

Anno edizione: 2019

Pagine: 176 p., Rilegato

C’è un’età della vita in cui sono gli altri a scegliere, perché ancora non si è in grado di farlo da soli. È la magia dell’essere bambini, il segreto che si nasconde dietro l’innocenza di quegli anni. Così è per Isabel durante le vacanze estive dei suoi dieci anni, in compagnia del mare della Costa Brava che brilla di mille puntini all’orizzonte e della sua famiglia un po’ fuori dagli schemi: donne tenaci, indipendenti e un po’ nevrotiche, che non si sono mai rassegnate al ruolo di mogli e madri. Sua mamma non ha peli sulla lingua ed è in cerca di protezione più che offrirne. Olga, la zia preferita, è come avvolta da un’aura di luce, colta e sofisticata, e la trascina in un mondo fatto di abiti di seta e balli. In loro, Isabel vede la donna che vuole diventare. In loro, intravede, senza capirlo appieno, l’equilibrio sottile delle relazioni con gli uomini, fatto di amore e, talvolta, dolore. E, mentre suo padre sembra non interessarsi di nulla, ridotto a una pura presenza fisica, lo zio Albert le chiede il vero motivo per cui da grande vorrebbe fare la scrittrice ed è l’unico a dirle che la vita non è come appare: né migliore né peggiore, ma diversa. Isabel è solo una bambina ma, in quell’estate, qualcosa comincia a cambiare. Una crepa scheggia la sua innocenza portandola lontano dall’infanzia. Il ricordo delle onde, della sabbia sui piedi resteranno per sempre nel suo cuore, insieme al sapore di un’età in cui tutto è possibile, ma al contempo si fa strada in lei la consapevolezza che crescere vuol dire cambiare corpo, voce e volto per mille volte. L’estate dell’innocenza è una perla che Clara Sánchez regala ai suoi lettori. Dall’autrice bestseller in Italia che in patria ha vinto i tre più importanti premi letterari, un libro poetico, delicato e vero allo stesso tempo. Un affresco romanzato della vita che ha fatto di lei una scrittrice amata e apprezzata in tutto il mondo. Tutti siamo stati bambini. Tutti siamo stati innocenti. Tutti ricordiamo l’attimo in cui abbiamo fatto un passo in più: un passo verso il futuro, qualunque cosa potesse significare.

La voce narrante di Isabel è delicata, leggera, ma al tempo stesso esprime dei pensieri impegnativi per essere una bambina di dieci anni: guarda con curiosità il rapporto tra adulti, uomini e donne, cerca di capire perché non vede le stesse in cose in casa tra i suoi genitori. Le riflessioni di una bambina possono essere sorprendenti, inaspettate e folgoranti nella loro immediatezza. Isabel racconta dei traslochi, della totale mancanza di radici per il lavoro di suo padre, che porta l’intera famiglia a viaggiare spesso e cambiare ogni volta abitudini.

E’ il punto di vista di una bambina innocente sul mondo, sulla famiglia, su ciò che che appare incomprensibile sia agli occhi di un adulto che di un bambino, perché una volta cresciuti siamo noi a complicarci l’esistenza. Basta leggere il pensiero di Isabel circa la madre, Olga, la nonna, sono tutte donne che guarda e studia per capirne il comportamento.

Come sempre, Clara Sanchez regala a noi lettori la possibilità di immergerci in una storia senza mai sentirci sopraffatti, smarriti o confusi. E’ una trama semplice, diretta, arriva dritta al cuore e ci ricorda gli anni in cui eravamo bambini e l’attimo in cui ci siamo sentiti qualcosa in più.

Manu

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