Il rilegatore, di Bridget Collins.

Finalmente ieri sera ho terminato una lettura che mi ha molto colpito. Dopo aver consultato diverse recensioni e dopo averlo anche segnalato nel blog, ho letto un romanzo particolare, estremamente particolare: Il rilegatore, di Bridget Collins.

Il tema centrale del romanzo è quello della memoria, che prezzo ha conservare i ricordi? E’ possibile scegliere cosa ricordare e cosa dimenticare? Ma sopratutto, scrivere aiuta a preservare un ricordo cancellandolo dalla nostra memoria? Non posso affermare di aver letto questo libro a cuor leggero, l’ho trovato a tratti plumbeo, oscuro, esoterico, ma al tempo stesso non ho potuto fare a meno di continuare a leggerlo. La sete di conoscenza e la capacità di ricordare possono prevalere sulla volontà di dimenticare?

Vi riporto la trama:

Traduttore:R. Scarabelli

Editore:Garzanti

Collana:Narratori moderni

Anno edizione: 2019

Pagine: 352 p., Rilegato

Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. Per sempre. È esistito un tempo in cui era possibile. È questa l’arte di antichi rilegatori che nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutano le persone a dimenticare. Seduti con un libro in mano ascoltano le esperienze del passato che vengono raccontate loro. Parola dopo parola, le cuciono tra le pagine, le intrappolano tra i fili dei risguardi. Così il ricordo sparisce per sempre dalla memoria. Catturato sulla carta non ce n’è più traccia. Per anni l’anziana Seredith ha portato avanti questo affascinante mestiere, ma è arrivato il momento di trovare un apprendista. Qualcuno che rappresenti il futuro. La sua scelta cade su Emmet. Sarà lui il nuovo rilegatore. Lui per cui i libri sono sempre stati proibiti. Ne ha paura anche se non sa cosa c’è di sbagliato in quello che nascondono. Eppure giorno dopo giorno quella diventa la sua vita e il suo compito quello di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il luogo in cui quel mistero ogni volta si compie è ormai la sua casa. Casa che crede di conoscere in ogni suo angolo fino al giorno in cui scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Una libreria immensa la riempie. Tra quelli scaffali Emmet trova un libro con scritto il suo nome. Al suo interno è celato un ricordo che gli appartiene. Non c’è nessun dubbio. Ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per sapere chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche quello che ha voluto o dovuto dimenticare.

La voce narrante è quella del giovane Emmet, un ragazzo che viene allontanato dalla famiglia perché richiesto da una donna che pratica un’arte antica e oscura. E’ una rilegatrice, ossia trascrive su carta i ricordi che si vogliono cancellare dalla memoria, tutto ciò che fa soffrire o non fa vivere serenamente. Anche Emmet possiede inconsapevolmente questo “dono”, e osserverà la sua mentore Seredith per capire in cosa consiste l’arte della rilegatura, ma curiosando tra gli scaffali troverà un libro con il suo nome: vuol dire che anche a lui sono stati cancellati dei ricordi.

Esiste solo un modo per far tornare la memoria e rendere questo processo reversibile, ma lo imparerà a sue spese, rivivendo una situazione familiare difficile e frequentando nuovamente delle persone che credeva di aver dimenticato.

Ho pensato che tutto questo fosse inquietante, oscuro, macabro per alcuni versi, poiché le descrizioni offerte dall’autrice non risparmiano alcun dettaglio. Nessuno spazio per l’immaginazione, tutto è davanti agli occhi, i personaggi sono estremamente vivi e reali e neanche per un istante si pensa di leggere un’assurdità.

Il rilegatore è un romanzo che parla di come la nostra identità sia plasmata dai nostri ricordi, noi siamo quello che ricordiamo di essere e il nostro passato influenza il futuro. Si seguono delle orme ben precise, il cammino è segnato, ma sempre in funzione di quello che detta la nostra mente. A questo punto sorge una domanda: se potessimo scegliere cosa ricordare, noi cancelleremmo delle parti della nostra vita? Si può davvero dimenticare?

Me lo sono chiesto tutto il tempo, mettendomi anche nei panni di Emmet, di Seredith, di Lucian, e di tutti i protagonisti di questa storia surreale, in cui la carta e l’inchiostro possono custodire un segreto. Una volta finito il libro ho pensato subito che si possa trarre una sceneggiatura per un film, gli elementi ci sono tutti per creare qualcosa di unico, spettrale ma anche capace di risvegliare la curiosità del lettore più scettico. E voi lo avete letto? Cosa ne pensate?

Manu

5 Comments

    1. Sono contenta che ti abbia fatto venire voglia di leggere questo libro. Ci tengo a conoscere le tue sensazioni appena li avrai finito, un bacio! ❤️

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