Tracce profonde lungo il fiume, di Ornella De Luca.

Il massimo del piacere provocato dalla lettura di un buon libro è la lettura stessa, l’impazienza di sapere cosa accadrà e l’assoluta incapacità di separarsi dal libro per procedere alle più fisiologiche funzioni vitali, come dormire ad esempio. Ornella De Luca è stata una splendida scoperta, i suoi libri provocano un turbine di emozioni tali che è impossibile prendere le distanze e ricominciare a leggere in un momento successivo. Quando ho letto La stazione dei bagagli smarriti avevo la febbre a 40, nonostante questo ho letto questo libro in un soffio e me ne sono innamorata. Daniel è decisamente un personaggio indimenticabile, delicato, affascinante… Ma io non avevo ancora letto la storia di Igor, l’Orso, un vichingo di 1,90 m con un carattere difficile ma altrettanto protettivo. Se Daniel mi ha fatto leggere l’amore, Igor è stato come un’esplosione di simpatia, mistero, e a suo modo anche d’amore.

Questo è il quinto romanzo autoconclusivo della serie The Orphanage, la serie che parla dei cinque ragazzi cresciuti come fratelli nell’orfanotrofio di Villa Sullivan, un luogo spettrale in cui i protagonisti hanno stretto un legame indissolubile di fratellanza, amore e amicizia.

Vi riporto la sinossi:

Dai boschi della Russia alle Ghost Town americane, un viaggio sia fisico sia mentale sulle colpe e le imperfezioni che non perdoniamo a noi stessi. Igor Krovopuskov è ancora, ostinatamente, single. Tutti i suoi amici sono andati avanti, hanno detto addio ai fantasmi del passato e, da orfani qual erano, hanno trovato una famiglia su cui poter contare. Ma Igor non ci pensa proprio. L’amore è solo un’altra di quelle favole che non ha mai ascoltato da bambino, alle quali nessuno gli ha dato la possibilità di credere. È ancorato con le unghie e con i denti alla sua vita da lupo solitario e a ciò che l’orfanotrofio ha sempre rappresentato per lui: l’unico luogo sicuro in cui abbia mai vissuto. In lui convivono sia “l’Orso”, la testa calda più temuta di Boston, sia il ragazzino che mormora parole in russo durante la notte. Quale delle due parti prevarrà sull’altra? Ma soprattutto: a chi appartiene il nome che Igor evoca durante i suoi incubi peggiori? Chi è Nikolay?

Una matassa di capelli blu, occhiali da vista a fondo di bottiglia, piercing al naso e vestiti vintage: Marlena Zara Sharon è il risultato più improbabile dell’incontro fra antico e nuovo, una nerd mascherata da punk che ha smesso di vivere la sua vita dieci anni prima. Quando ha perso tutto ciò che aveva ed è rimasta da sola ad arrancare nel mondo. “Arrancare” nel senso più letterale del termine, visto che Marlena è costretta a zoppicare ed è oggetto del più bieco bullismo da sempre. Sarà una rapina nel negozio d’antiquariato dove lavora a darle la spinta a cambiare qualcosa e a lottare per la prima volta per ciò che non può sopportare di perdere. E il furto di un prezioso manufatto sarà la causa di un viaggio attraverso gli Stati Uniti con un’insolita compagnia…

Tracce profonde lungo il fiume è un contemporary romance “on the road”; a ogni tappa una nuova scoperta di sé, fino a una straordinaria, commovente, chiusura del cerchio.
Tracce profonde lungo il fiume è il quinto e ultimo romanzo autoconclusivo della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”.

Ero assolutamente inconsapevole, priva di aspettative, sapendo sopratutto che ogni romanzo ha una voce a sé stante, ma Igor mi ha completamente spiazzato: in lui convivono forza e paura, un passato oscuro e un presente apparentemente tranquillo, senza punti fermi, ma con un lavoro stabile in una pescheria. Igor era soprannominato l’Orso per i suoi modi bruschi, la sua imprevidibilità e i suoi giri loschi, ma tutto viene controbilanciato da un grande cuore, un amore smisurato per i suoi fratelli, i suoi amici.

L’incontro con Marlena è casuale, si imbatte per caso in una rapina in un negozio di antiquariato e riconosce una persona con cui ha un conto in sospeso: Benny naso storto. Marlena è dolcemente imperfetta, ha un problema fisico alla gamba che la rende claudicante e lavora in un negozio di antiquariato da diversi anni, La vecchia soffitta. Anche lei, come Igor, ha un passato che la ha condizionato terribilmente il suo presente: sociopatica, asociale, appassionata di storia, rifiuta ogni tipo di contatto umano, così da risultare una piccola Igor al femminile.

La caparbietà di Marlena sarà fondamentale per entrare nel cuore di Igor, per fargli provare un minimo di compassione e un sano senso di colpa. Insieme condurranno un viaggio tra le più strampalate città degli Stati Uniti a bordo di un furgone fatiscente e scopriranno di essere perfettamente compatibili. Lo scopo del viaggio? Ritrovare un anello rubato, fondamentale per dare un’ultima possibilità al negozio di antiquariato La vecchia soffitta. Igor invece approfitterà di questo viaggio per pareggiare i conti con il rapinatore, unica giustificazione per cui accetta di viaggiare insieme a Marlena.

E’ un romanzo ricco di personaggi, tutti diversi tra loro ma le voci narranti sono soltanto due: Igor e Marlena, con i loro continui battibecchi, le loro confessioni, il loro affiatamento destinato a crescere sempre di più. E’ una storia d’amore inconvenzionale, sia lui che lei sono decisamente fuori dagli schemi ma con un cuore che ritorna a battere dopo anni di inattività. Igor dice a Marlena di vivere, di lasciare delle tracce di sé nel mondo e questo mi ha fatto molto pensare… Che vita sarebbe senza lasciare una traccia della nostra esistenza?

In conclusione, mi sento di riassumere in una sola parola questo romanzo: travolgente! Travolgente come Igor, travolgente come il cinismo di Marlena, travolgente come l’amore che lega i fratelli di Villa Sullivan. Emozionarsi, ridere, commuoversi, appassionarsi e affezionarsi sono tutti effetti collaterali di Tracce profonde lungo il fiume. Siete pronti a leggerlo?

Manu

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