Le signore in nero, di Madeleine St John.

Per la prima volta in Italia Garzanti sta pubblicando il romanzo di un’autrice australiana, l’unica che abbia mai ricevuto un riconoscimento letterario in Australia, il “Man Booker Prize”: Madeleine St John. Le signore in nero è stato pubblicato per la prima volta nel 1993 e bisogna leggerlo facendo un passo indietro di circa vent’anni per comprenderne l’audacia, la voglia di riscatto sociale e di emancipazione femminile. Si tratta di un romanzo breve e la sua lettura risulta scorrevole, rapida, con poca filosofia ma colma di storie di vita quotidiana, familiare, in cui le donne affrontano le proprie paure e cercano di acquisire una maggiore consapevolezza delle loro capacità.

Vi riporto la trama:

Traduttore:Mariagiulia Castagnone

Editore:Garzanti

Collana:Narratori moderni

Anno edizione: 2019

Pagine: 197 p., Brossura

Sydney 1950. Sui manichini spiccano le gonne a balze e i corpetti arricchiti degli accessori più preziosi. Ma Goode’s non sono solo i più grandi magazzini della città, dove trovare l’abito all’ultima moda. Per quattro donne che lavorano sono anche l’unica occasione di indipendenza. Mentre con le loro eleganti divise di colore nero consigliano le clienti su tessuti e modelli, nel loro intimo coltivano sogni di libertà, di un ruolo diverso da quello di figlia, moglie e madre. Lesley sogna di continuare a studiare, anche se il padre non ne vuole sentir parlare. Poi c’è Patty che solo sul lavoro sente di valere qualcosa, mentre a casa il marito la tratta come fosse trasparente. Anche per Fay andare al grande magazzino ogni mattina significa sentirsi meno sola. A sorvergliarle come una madre c’è Magda: le sprona a inseguire i loro desideri e a trovare il proprio stile nel vestire, a coltivare l’idea che una donna possa raggiungere qualsiasi obiettivo. Per tutte è in arrivo un tempo di grandi cambiamenti e opportunità inaspettate. Tra un party, un nuovo vestito e nuove consapevolezze, Lesley, Patty, Fay e Magda vivranno il momento magico in cui si decide chi si vuole essere davvero. 
Madeleine St. John è una delle più grandi autrici del Novecento. È stata la prima autrice australiana candidata al Man Booker Prize. Da questo libro è stato tratto un film di successo diretto da Bruce Beresford, regista di A spasso con Daisy. Il femminismo è il fil-rouge che attraversa tutti i suoi romanzi, precursori di un’epoca di cambiamento. Protagoniste delle sue storie sono le donne: donne forti che inseguono i loro sogni, donne che cercano il loro posto nel mondo, ieri come oggi.

Ci troviamo a Sidney negli anni ’50 in una boutique femminile in cui le commesse indossano una divisa nera che non dia troppo risalto alla bellezza e all’armonia del corpo femminile. Le protagoniste non avrebbero potuto essere più diverse tra loro, ma in comune hanno la voglia di emergere e di sentirsi ugualmente donna superando un’idea stereotipata che non tenga conto della loro intima personalità. Magda è la più affascinante e sofisticata ma è anche europea, per questo motivo viene sempre tenuta a distanza e guardata con diffidenza, come se fosse una creatura di un altro pianeta. Patty è una donna che desidera diventare madre ma incontra delle difficoltà che le fanno vivere a metà il suo essere donna e moglie. Fay è una dipendente a tempo determinato, molto fragile e insicura, si è sempre tenuta distante dal mondo maschile per concentrarsi sul suo lavoro. La mia preferita, Lesley o Lisa, è una diciottenne che sta per diplomarsi e ha avuto l’opportunità di vivere la sua esperienza lavorativa da Goode’s, ma viene derisa dalle sue perfide colleghe e usata per fare i lavori indesiderati, tipo andare in magazzino o ordinare gli abiti per taglia.

Sarà l’europea Magda a prendere Lisa sotto la sua ala protettrice e a farle vivere delle esperienze leggermente al di fuori dei suoi standard: provare abiti di alta sartoria, farle apprezzare il trucco, proporle dei rossetti adatti al suo incarnato, partecipare a delle cene e a delle feste.

La narrazione delle quattro vite che si intrecciano nel negozio di abbigliamento è vivace, si saltella da una vita all’altra senza per questo perdere l’orientamento. E’ proprio questo in realtà a dare ritmo a una storia che non possiede particolari caratteristiche, se non quella di raccontare la vita di più donne che pur condividendo lo stesso lavoro, la stessa città e frequentando le stesse persone, poi si ritrovano a desiderare cose completamente diverse: chi vuole continuare a studiare, chi vuole sposarsi, chi vuole diventare madre, e chi invece ha la mania del controllo sulla propria vita e quella degli altri.

Consiglio questa lettura a chi va alla ricerca della propria strada, a chi sente di aver bisogno di un nuovo stimolo, Magda e Lisa saranno di aiuto per capire che a volte basta poco per accettare un cambiamento, perché i cambiamenti fanno parte della vita.

Manu

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