Le novità editoriali di giugno: ecco cosa troverete in libreria!

Avete presente il cartone animato di Alice nel paese delle meraviglie, la scena in cui il Bianconiglio urla: “E’ tardi! E’ tardi! E’ tardi!”. Ecco io sono una fedele copia, sono in ritardo su tutto e il mio orologio perde rintocchi. Avrei dovuto pubblicare questo post lunedì, come sempre, ma facciamo finta che questo mercoledì sia un lunedì. Sono alla ricerca di un libro bello e positivo da leggere, dopo aver fatto l’esperienza di una lettura apparentemente piacevole ma che si è rivelata tossica, capace di togliermi la voglia di continuare a leggere. Mi sono presa una giornata di stop per disintossicarmi, ma oggi conto di riprendere a leggere qualcosa. Intanto, vi segnalo i titoli più interessanti in uscita nei prossimi giorni!

Buona lettura ❤

Marte & Venere. 365 modi per innamorarsi ogni giorno, di John Gray.

Editore:Rizzoli

Collana:Varia

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 25 giugno 2019

Non è sempre facile capire come muoversi in amore, lo sappiamo tutti. In questo piccolo libro ci viene in aiuto John Gray, l’autore del bestseller internazionale «Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere», il “guru della coppia” che ha spiegato con successo i diversi modi di pensare e agire delle donne e degli uomini in materia sentimentale. Con una raccolta di 365 consigli, uno per ogni giorno dell’anno, John Gray ci offre un prezioso strumento per capire come comportarci in tutte le fasi di una relazione. Per chi l’amore lo cerca o lo sta costruendo, per chi è già in una storia e cerca risposta agli inevitabili dubbi e domande che la vita di coppia comporta, per chi sta uscendo da una relazione e desidera ricominciare: un libro da consultare in ogni momento, una guida per accendere e mantenere accesa la fiamma dell’amore e della passione nel tempo.

Le radici del sole. Dieci parole per conoscere meglio il Giappone e noi stessi, di Marcello Ghilardi.

Editore:Longanesi

Collana:Nuovo Cammeo

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 20 giugno 2019

Pagine: 190 p., Brossura

Nella sua effettiva lontananza, ancora solo in parte ridotta dai moderni mezzi di comunicazione, il Giappone da sempre riveste agli occhi del lettore, spettatore o viaggiatore occidentale il ruolo di alterità fascinosa e irriducibile, spesso tradotta in un esotismo tanto amichevole quanto semplificatorio. Complici una lingua complessa, una storia per larga parte sconosciuta se non agli studiosi, e una creatività intellettuale tanto effervescente quanto a volte enigmatica, il Giappone finisce così col rappresentare, e oggi più che mai, una sorta di fuga spirituale in un elegante stereotipo. A questa comprensibile ma ingiusta banalizzazione intende rispondere questo libro, procedendo per coppie oppositive che danno conto certo non di tutti, ma di alcuni aspetti fondativi della mentalità e cultura giapponesi, specie laddove essi producono risultati, comportamenti, oggetti e relazioni radicalmente diversi dai nostri. Osservare perciò come la cultura giapponese affronta e risolve, nella vita quotidiana come nell’arte, la dialettica tra Tradizione/Modernità, Singolo/Società, Naturale/Artificiale, Diritto/Rovescio, Forma/Sostanza non ha dunque l’ambizione di spiegare in maniera definitiva quel composito universo che è il Giappone, ma semmai quella di mostrare che questo affascinante paese «non è un enigma che va risolto o un mistero che attende di essere dipanato. La conoscenza della sua Storia è importante, nella consapevolezza che questo nome esprime forse anche il nome di un desiderio: quello che vi siano ancora penombre, riserve di senso mai interamente traducibili, perché è in questi spazi d’incertezza che si dipana una vita non del tutto calcolabile»

Un anno felice, di Chiara Francini.

Editore:Rizzoli

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 25 giugno 2019

Pagine: 346 p., Rilegato

Tanto che a volte non ne distinguono bene il volto. Melania, lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O’Hara, abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede. In realtà sono solo due ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura, ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio, in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel, un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco, ma è svedese. Corre, ma non è in fuga. Stenta a rispondere, ma non perché gli manchino le parole. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell’amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò, quando Axel deve ritornare in Svezia, Melania decide di seguirlo, lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero Amore, quell’amore che è una tela da tessere insieme? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni? Dopo il successo dei suoi primi due romanzi che scandagliavano i temi delle nuove famiglie e della relazione madre-figlia, Chiara Francini si cimenta in una prova narrativa più ambiziosa percorrendo l’evoluzione di un amore che prende una piega sbagliata, una trappola spietata in cui tante donne cadono accecate da sentimenti sinceri e dai veli dell’autoillusione. Ne scaturisce un racconto magnetico, con un formidabile crescendo drammatico, personaggi convincenti e una prosa originale che definiscono Chiara Francini come una scrittrice vera e matura.

Ricordi del futuro, di Siri Hustvedt.

Editore:Einaudi

Collana:Supercoralli

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 25 giugno 2019

Pagine: 360 p.

In un giorno d’agosto del 1978 S. H. arriva a New York. Nel suo bagaglio di ventitreenne che non ha mai lasciato il Minnesota porta la laurea in lettere a pieni voti, un romanzo da scrivere, e la voglia di quelle avventure che solo la Grande Mela può offrirle. Dal suo minuscolo e squallido appartamento di Manhattan ogni giorno la ragazza parte all’esplorazione della città in compagnia di un taccuino e degli eroi del suo romanzo che prende forma. Finalmente può percepire con tutti i sensi quel mondo che sembrava esistere solo attraverso le parole dei suoi autori preferiti, e che ora è a portata di metropolitana. Anche se i primi giorni sono difficili, complice una dolceamara solitudine, S. H. sa che sta per vivere esperienze straordinarie, di quelle che hanno il sapore inconfondibile delle cene senza pretese tra amici, degli amori tormentati della giovinezza, della meraviglia di quotidiane iniziazioni. Quelle esperienze che, restituite a una pagina di diario, conservano la loro intensità per chi ne ha scritto il racconto. Proprio come succede a una S. H. oggi sessantenne, che ritrova il suo taccuino mentre riempie gli scatoloni per il trasloco dell’anziana madre in una casa di riposo. I resoconti autentici del suo «io di un tempo» liberano ricordi che S. H. credeva imprigionati nelle segrete della memoria: le chiacchierate con Whitney, l’amica che la chiamava «Minnesota», la tragica fine dell’amore con Malcolm Silver – era poi amore? –, le indagini di Ian e Isadora, i suoi personaggi rimasti per sempre nel limbo dei romanzi potenziali. E, in un sottofondo ostinato, le cantilene struggenti della vicina Lucy Brite, un’entità fatta di sole parole, fino alla sera in cui la donna irrompe nell’appartamento di S. H. e la salva da un’aggressione, determinando il futuro corso degli eventi.

La casina di campagna. Tre memorie e un racconto, di Andrea Camilleri.

Editore:Henry Beyle

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 30 giugno 2019

Tre testi autobiografici e una prosa d’invenzione a ricostruire precisi ricordi d’infanzia. La memoria della casa di campagna attraverso le lunghe estati – da maggio a settembre – trascorse da Andrea Camilleri in un luogo dalle numerose stanze, dal ricco frutteto e dalla vista che si estendeva verso il mare, deposito di antiche automobili e di paramenti sacri, popolato da una vasta parentela, da accorti ingegneri, anziani poeti, topi di inaudita intelligenza. Carte pregiate, tra cui quella giapponese di sovraccopertina dal particolare impasto a richiamare la superficie di una antica parete, e la riproduzione di nove piastrelle maiolicate applicate a mano, delle quali una proveniente proprio dalla residenza estiva, rivelano, accanto ai testi, la luminosità e i colori della casa, e racconti, carta, immagini affidano ai lettori la conservazione di un luogo unico che il tempo, nella sua realtà, ha irrimediabilmente distrutto.

Il pianto dell’alba, di Maurizio De Giovanni.

Editore:Einaudi

Collana:Einaudi. Stile libero big

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 25 giugno 2019

Pagine: 336 p., Brossura

Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

«La paura, pensò Ricciardi. La paura, quella morsa allo stomaco e al cuore, il respiro che si fa corto, il sudore. Se hai qualcuno che ami, se qualcuno dipende da te, la paura è diversa. Cambia colore».

Il mio nome era Anastasia, di Ariel Lawhon.

Editore:Piemme

Collana:Storica

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 25 giugno 2019

Pagine: 448 p.

«Molti hanno raccontato la mia storia. Adesso è il mio turno.» Era il 16 luglio del 1918 quando i tumulti che scuotono la Russia dopo la Rivoluzione d’Ottobre prendono forma in uno degli atti più violenti che la storia dell’impero ricordi: l’esecuzione a sangue freddo dell’intera famiglia dello zar Nicola II Romanov. Sua moglie e i suoi figli furono tutti freddati a colpi di fucile nei sotterranei della casa di Ekaterinburg dove erano agli arresti domiciliari. Nessuno sopravvisse, o almeno così si pensò.È il 17 febbraio del 1920 quando una giovane donna viene ritrovata a Berlino, in un canale, vicina alla morte per assideramento. In ospedale, ormai salva, i medici scoprono che il suo corpo è ricoperto di orrende cicatrici. E quando finalmente la donna apre bocca, sarà per dire il proprio nome: Anastasia. In molti non le credono: per loro è solo Anna Anderson, una polacca emigrata in Germania, a cui interessa soltanto la fortuna della famiglia zarista. Ma in Europa comincia a diffondersi, tra reali in esilio e circoli dell’alta società, la voce che la giovane Anastasia sia sopravvissuta. Che la figlia più piccola dello zar Nicola II e della zarina Alessandra, la spericolata bambina che tutti amavano, sia ancora viva. Tra speculazione, verità, inganni, Ariel Lawhon costruisce un romanzo ricco, sorprendente e prezioso come un uovo Fabergé, raccontandoci la storia incredibile di Anastasia Romanova e di Anna Anderson, la donna che sostenne sempre di essere la granduchessa russa, giocando in modo irresistibile con la Storia e i suoi misteri.

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