“L’amore capita, come le grazie. Si impara quando ti piomba addosso.”: Un anno felice, di Chiara Francini.

Il 25 giugno è uscito il terzo romanzo di Chiara Francini, Un anno felice, il quale lo ritengo una vera e propria consacrazione editoriale. Se Non parlare con la bocca piena e Mia madre non lo deve sapere ci ha fatto innamorare di Chiara e del suo mondo familiare unico e stravagante, Un anno felice ci farà sperare che Melania faccia per una volta la cosa giusta per se stessa. A volte l’amore, così come per tutte le situazioni, presenta luci e ombre, non tutte le sfumature si colgono subito e spesso l’amore non è altro che una nostra proiezione, una trasfigurazione di quello che noi vorremmo vivere, ma poi è veramente così?

Vi riporto la trama:

Editore:Rizzoli

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 25 giugno 2019

Pagine: 345 p., Rilegato

Tanto che a volte non ne distinguono bene il volto. Melania, lunghi capelli mossi color castagna e due sopracciglia pennellate alla Rossella O’Hara, abita in centro a Firenze con la sua amica Franca. Potrebbero sembrare due studentesse fuori sede. In realtà sono solo due ragazze fuori corso a cui finora il tanto studio ha portato arguzia e cultura, ma non un principe azzurro. Per Melania, però, tutto cambia in un giorno di maggio, in cui si ritrova a pagare un caffè ad Axel, un giovane straniero atterrato lì da chissà quale altro mondo. Ha un volto da etrusco, ma è svedese. Corre, ma non è in fuga. Stenta a rispondere, ma non perché gli manchino le parole. La bellezza sfacciata di Firenze e il cuore colorato di Melania danno esca al fuoco dell’amore, un calore che a lei scoppia dentro e che lui desidera da sempre. Poi, si sa, la passione si impone sulla vita: perciò, quando Axel deve ritornare in Svezia, Melania decide di seguirlo, lasciando tutto, lavoro, amici, rassicuranti consuetudini e quotidiane certezze. Ma come distinguere il volto del vero Amore, quell’amore che è una tela da tessere insieme? E come non lasciarsi confondere da fantasmi evanescenti e dalla proiezione dei propri sogni? Dopo il successo dei suoi primi due romanzi che scandagliavano i temi delle nuove famiglie e della relazione madre-figlia, Chiara Francini si cimenta in una prova narrativa più ambiziosa percorrendo l’evoluzione di un amore che prende una piega sbagliata, una trappola spietata in cui tante donne cadono accecate da sentimenti sinceri e dai veli dell’autoillusione. Ne scaturisce un racconto magnetico, con un formidabile crescendo drammatico, personaggi convincenti e una prosa originale che definiscono Chiara Francini come una scrittrice vera e matura.

Melania è un personaggio maturo, tollerante, ingenuo, colto ma anche tanto colorato e portatore sano di allegria. Siamo a Firenze e veniamo catapultati nella vita di due studentesse fuori corso, single e molto colte, al punto da saper citare diversi autori e poeti. Melania e Franca sono due anime gemelle e amiche da sempre, condividono la vita, la casa e le passioni, fino a quando la prima non vivrà un vero e proprio colpo di fulmine per Axel, un ragazzo svedese ma dai tratti somatici poco nordici. L’amore, si sa, arriva all’improvviso e spesso su due piedi si prendono decisioni poco razionali, istintive e a volte che si rivelano affrettate. Melania è una sognatrice, sogna l’amore e con Axel sente di vivere una favola che non vuole interrompere, ma ogni zona di luce nasconde una zona d’ombra, una zona in cui il pregiudizio, la lotta tra classi sociali e le etichette sono fondamentali per instaurare un rapporto umano. Le emozioni sono difficili da comunicare per Axel, mentre Melania vive di emozioni espresse con i colori e con il suo modo di essere: in pratica sono come il giorno e la notte.

Quando Melania verrà a conoscenza della partenza di Axel prenderà una decisione: seguirlo in Svezia, la terra in cui le emozioni non è convenevole rivelare, la terra in cui si tolgono le scarpe prima di entrare in ogni ambiente chiuso, la terra in cui la provenienza è un’etichetta cucita addosso e da cui non si può più prescindere. Nulla ferirà Melania più del pregiudizio, di quella fastidiosissima etichetta che lei non credeva di avere addosso, e sarà proprio la vita con Axel a mostrarle tutte le facce della stessa medaglia. L’amore della sua vita le riserverà delle sorprese, il cui finale lascerà molto spazio all’immaginazione.

Un anno felice è un romanzo che si legge con la costante sensazione simile alla speranza, o almeno io ho sperato dopo ogni pagina che Melania cambiasse qualcosa della sua vita. I capitoli sono brevi, caratterizzati da riferimenti alla poesia, cinema, musica, sono tutti accompagnati da una citazione sarcastica, intelligente e sempre azzeccata.

Quello che mi ha fatto realmente riflettere di questo libro è la tematica della forza/debolezza e di quale delle due caratteristiche renda degna la sopravvivenza in società. Melania è l’anello debole, Axel è quello che conduce il gioco in Italia e in Svezia. Bisogna anche rendere merito all’ottima analisi e lavoro di ricerca sulla lingua svedese compiuto dall’autrice: ogni descrizione, parola o aneddoto è evidentemente frutto di un lavoro di documentazione preciso e impeccabile.

Melania è un personaggio destinato a entrare nel cuore per la sua tenerezza, la sua fiducia nel genere umano e la sua capacità di adattamento. Melania è un’evoluzione di Chiara, sì lo so che le paragono spesso… Un anno felice è il romanzo della maturità di Chiara Francini, il romanzo che mi fa vedere più una “Chiara donna” che una “Chiara personaggio”… Ho amato entrambe, amo il suo modo di scrivere chiassoso e tenero del passato e ho amato ancora di più la sua evoluzione in qualcosa di più profondo, impegnativo e connotato da un modo di vivere più idealistico, più sentimentale e capace di vedere sempre e comunque il bene. La luce non può che vedere altra luce, così come fa Melania.

Manu

7 Comments

  1. Un libro presente nella mia “lista”, che – un consiglio qui, un consiglio là – non accenna mai a diminuire. Interessante questa tua recensione, che mi convince ancora di più… a non rimandare di tanto l’acquisto. 😉 alla prossima! Buona domenica 🙂

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