Cime tempestose, di Emily Brontë.

Amo i classici della letteratura, non è un segreto, così spesso mi piace leggere un romanzo le cui parole contengono eternità e attualità. Leggere Cime tempestose, di Emily Brontë , lo volevo fare da tempo ma l’acquisto di una seconda edizione con una traduzione, a mio parere, migliore mi ha dato il via. Mi è stato caldamente consigliato da tante persone che come me condividono la passione per la letteratura classica dell’Ottocento, così è iniziata una vera e propria avventura per me. Fascino, inquietudine e passione sono stati i tre elementi chiave della lettura di questo romanzo eterno, infinitamente spettrale e a tratti gotico.

Vi riporto la trama:

Traduttore:Mariagrazia Bianchi Oddera

Editore:Newton Compton

Collana:I MiniMammut

Anno edizione: 2014

Formato: Tascabile

In commercio dal: 22 maggio 2014

Pagine: 320 p., Rilegato

È questa un’opera del tutto isolata nella tradizione narrativa inglese. In essa l’aspro realismo del quotidiano vive di misteriose e inquietanti tensioni onirico-simboliche e di cupe fiammate emotive, all’interno di una struttura narrativa di grande saldezza ed efficacia. Vi domina la figura di Heathcliff il quale, animato da una passione distruttiva, svolge nel libro la funzione “fatale” del vendicatore spietato, vero “replicante” di tante devastanti figure del gothic novel britannico; ma il suo tirannico porsi come l’inflessibile dark hero nasce da una disperata infelicità di fondo e lo porta a vivificare la propria morte con quella della donna amata, in una sorta di aspirazione erotico-panteistica che conferisce alla sua figura dimensioni assolutamente inedite. Introduzione di Mario Lunetta.

Non tutti i protagonisti dei romanzi devono essere necessariamente animati da buone intenzioni, positivi e smielati. In “Cime tempestose” si legge tutt’altro: la vendetta, la passione distruttiva, la misantropia, l’impersonificazione del demonio in un essere umano che sfida la vita e la morte. Heathcliff è tutto questo, insieme a un’ambientazione tipicamente inglese fatta di campagne desolate, pioggia, isolamento.

La storia di Heathcliff e Catherine è raccontata dalla governante al giovane locatario londinese, il sig. Lockwood, il quale descrive Cime tempestose come una dimora perfetta per isolarsi dal mondo. L’incontro con Heathcliff scandirà da subito il ritmo della narrazione, pochi dialoghi tra loro e il fantasma del passato sempre pronto ad affacciarsi sul presente.

Emily Brontë ha scritto solo questo romanzo, una vita breve e povera di esperienza ha portato la critica del tempo a demolirlo pezzo dopo pezzo, ritenendolo eccessivamente teatrale. Più che teatrale, io lo definirei spettrale: ho percepito una profonda inquietudine mista a passione, ma pur sempre inquietudine. La vendetta è un sentimento controverso, si prova in nome di un bene negato ma il suo effetto è meramente distruttivo. Heathcliff sente il bisogno di vendicarsi per essere stato discriminato a causa del suo aspetto da piccolo, di non aver potuto coronare il suo sogno d’amore, di non aver potuto vivere la vita che desiderava. La rabbia di chi si sente emarginato, discriminato, ha come conseguenza la vendetta spregiudicata, quella che non teme nessuna morale o etica.

Le mie grandi sofferenze a questo mondo sono state le sofferenze di Heathcliff, a ognuna delle quali sono state partecipe fin dall’inizio; il mio grande assillo nella vita è lui. Se ogni altro essere umano perisse e lui sopravvivesse, io continuerei a esistere; e se ogni altra persona restasse a questo mondo e lui dovesse essere annientato l’Universo si trasformerebbe in qualcosa di terribilmente estraneo. Mi sembrerebbe di non farne più parte. Il mio amore per Linton è come il fogliame nei boschi. Il tempo lo cambierà, lo so bene, come l’inverno cambia gli alberi… Il mio affetto per Heathcliff è come le eterne rocce sottostanti… una fonte di scarsa felicità visibile, ma una fonte indispensabile. Nelly, io sono Heathcliff… Lui è sempre, sempre presente nei miei pensieri… non come un piacere, non piuù di quanto io sia sempre un piacere per me stessa… ma come il mio stesso essere… quindi non parlare più di una nostra separazione… sarebbe impossibile.

Cime tempestose non è solo questo, è anche una storia d’amore negato e mai dimenticato, con un’ambientazione gotica in perfetto stile britannico. Ne sono rimasta completamente affascinata, me ne sono innamorata ma so già che mi serviranno ulteriori letture per arrivare a una consapevolezza del romanzo decisamente più matura. Voi lo avete letto? Se sì, quante volte?

Manu

3 Comments

  1. Non l’ho mai letto, l’ho solo studiato a scuola. Però ho visto la fiction con Alessio Boni (un bel po’ di anni fa) e devo dire che mi ha inquietata abbastanza!
    Sicuramente è un romanzo complesso, che va giudicato inquadrando anche il vissuto dell’Autrice… La storia di Heathcliff e Catherine, più che d’amore, è di ossessione: si tratta di una passione distruttiva che, alla fine, si ritorce contro entrambi! Poi c’è tutta la cornice “naturale” – il paesaggio – che costituisce un altro elemento importante del romanzo, se non sbaglio…

    1. Il libro è inquietante, a tratti mi è sembrato anche violento… A volte amare qualcuno può avere effetti diversi da quelli convenzionali. Ricordi bene, il luogo in cui è ambientato il romanzo è assolutamente magico! Fa da contrasto ai tratti spigolosi dei protagonisti. Un bacio cara 😘

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