Arrivano i pagliacci, di Chiara Gamberale.

Dopo aver letto Cime tempesose, avevo bisogno di una lettura diversa, che mi restituisse un po’ di spensieratezza: la misantropia e la vendetta di Heathcliff mi viaggiano ancora in testa. Per questo motivo, avevo bisogno di leggere qualcosa della dolcissima Chiara Gamberale, e Arrivano i pagliacci mi sembrava il libro giusto.

E’ senz’altro un libro singolare, dalla trama semplice, trasparente, cristallina, ma che offre diversi momenti di riflessione su ciò che appare quanto di più scontato al mondo: la famiglia, la salute, l’importanza dell’avere un luogo fisico come riferimento, chiamiamola pure “casa”. Arrivano i pagliacci è stato scritto da una giovanissima Chiara Gamberale, appena ventidue anni, ma già molto talentuosa e con il suo stile già ben definito.

Vi riporto la trama:

Allegra Lunare ha vent’anni, è nel momento in cui la vita, per molti, comincia: invece per lei finisce, e deve trovare il coraggio per iniziarne una tutta nuova. Allora Allegra scrive: per non avere paura, per salvarsi l’infanzia, per non dimenticare il senso delle persone e delle cose che sono stati il suo mondo fino a quel momento. Scrive una lettera ai nuovi inquilini che abiteranno la casa dove ha vissuto con la sua bizzarra famiglia, e prende spunto dagli oggetti che rimangono nell’appartamento e di quei pochi che porterà con sé. Ognuno di essi racconta una storia: quella di suo padre, universitario rivoluzionario, e della mamma, giovanissima modella americana; la nascita di suo fratello Giuliano, con la sindrome di Down; l’amore magico tra Adriana e Matilde; l’incontro con Zuellen, che è affamata d’amore e sa trasformare tutto in qualcos’altro; le cose che ha imparato a teatro e al circo, la più importante: che dopo il numero dei trapezi arriva sempre il numero dei pagliacci.

La storia di Allegra è molto toccante, fa riflettere sull’importanza dei legami con le persone ma anche con le cose che apparentemente non hanno alcun ruolo nelle nostre vite. Allegra Lunare ha vent’anni e sta per lasciare la casa in cui ha sempre vissuto, così decide di lasciare una serie di lettere racchiuse in un quaderno in cui descrive ai futuri inquilini la storia della sua famiglia e degli oggetti che decide di non portare con sé.

Allegra ha l’irruenza della gioventù, la voglia di capire e di essere capita, ma sopratutto la voglia di trovare la sua strada senza farla apparire una fuga. Motivi per fuggire ne avrebbe Allegra, ma è troppo legata alla sua vita e ai suoi oggetti per farlo, per questa ragione lei scrive! Scrive tutto quello che non riesce a dire, quello per cui teme di essere fraintesa nell’espressione di un pensiero o di un’emozione. Questo romanzo è emotivamente parlando, impegnativo, richiede un piccolo sforzo per restare incollati ad Allegra senza provare neanche una volta un reale dispiacere per la sua condizione di figlia, sorella, amica.

Arrivano i pagliacci, però, non è soltanto Allegra, ci sono tanti altri personaggi che danzano tra le sue emozioni e accompagnano il lettore nel processo di comprensione ed empatia per questa sua smisurata voglia di lasciare una traccia scritta della vita familiare di quella casa. Non amo anticipare troppo dei libri, ma quello che posso dire è che si legge una Chiara Gamberale spontanea, fresca, sincera, e merita di essere letta per capire che il talento è davvero qualcosa di innato.

Purtroppo, questo libro non è spesso disponibile in libreria o nei vari siti di e-commerce, io infatti l’ho trovato nelle uscite settimanali di Io donna, del Corriere della sera. E’ stata davvero un’ottima occasione per avere anche i romanzi più “rari” della scrittrice più sensibile che io abbia mai letto. Voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate dello stile di Chiara Gamberale?

Manu

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