Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald.

Non smetterò mai di parlare della bellezza e dell’attualità contenuta nei romanzi classici della letteratura. Spesso scelgo di leggere i romanzi che non ho ancora letto, con un po’ di vergogna aggiungo, sia per raggiungere un livello di soddisfazione personale alto, sia per poter dire: “Ok, ho letto pure questo!”.

Questa volta ho letto “Il grande Gatsby” di Francis Scott Fitzgerald, considerato uno dei più grandi scrittori americani del 1900. Con altrettanta vergogna, confesso di aver visto il film (quello del 2013 con Leonardo Di Caprio) senza prima leggere il libro. Sono trascorsi ben sei anni e del film non ricordo quasi nulla, dunque il momento era assolutamente perfetto per leggere il libro!

Di questo romanzo ho apprezzato la nitidezza del racconto, che sebbene sia fatto da una terza persona, il vicino di casa Nick, è tutto molto chiaro e ben delineato. Il mistero che aleggia sul personaggio di Jay Gatsby è il vero motore del libro, non si sa la sua storia, non si sa dove abbia vissuto, non si conosce il suo lavoro. quello che si sa, e quello che si vede, è che ogni sabato tiene delle feste molto stravaganti nella sua villa, in cui è ben accetto sia chi è stato invitato sia chi si reca lì per curiosità. Quello che si capisce sin da subito, è che tanto sfarzo, tanti eccessi sono solo per richiamare l’attenzione di una donna che vive proprio di fronte alla sua, una donna di cui era innamorato follemente ma è stato respinto perché non abbastanza ricco: Daisy.

Vi riporto la trama:

Traduttore:Bruno Armando

Editore:Newton Compton

Collana:I MiniMammut

Anno edizione: 2017

Formato: Tascabile

In commercio dal: 25 maggio 2017

Pagine: 175 p., Rilegato

L’essenzialità, la finezza descrittiva e la nitidezza del procedimento narrativo (la storia è raccontata attraverso il punto di vista di Nick, vicino e amico di Gatsby), la creazione sapiente di personaggi indimenticabili hanno fatto ormai di questo romanzo un punto fermo, un “classico moderno”. Lo scenario è quello dei frenetici anni Venti, di cui Fitzgerald stesso e la moglie Zelda furono favolosi protagonisti tra New York, Parigi e la Costa Azzurra. Attraverso le sue feste brillanti e stravaganti, il lusso e la mondanità di cui si circonda, il “grande Gatsby”, il misterioso, affascinante e inquieto protagonista, non mira tuttavia che a ritrovare l’amore di Daisy. Ma è possibile ricatturare il passato? Al di là della romantica suggestione, il sogno di Gatsby diventa emblema di un sogno di assolutezza, come l’originario “sogno americano” di un Mondo Nuovo, che, come ogni sogno di purezza astratta, la realtà frantuma e disperde. Molti grandi attori hanno prestato il loro volto a Gatsby e Daisy, tra i quali Robert Redford e Mia Farrow nel 1974, Leonardo di Caprio e Carey Mulligan nel 2013.

Il romanzo va letto sotto più interpretazioni, analizzando quelle che sono le sue caratteristiche più evidenti: l’importanza della posizione sociale e del denaro nelle relazioni personali, il denaro non crea legami né di amicizia né d’amore, il passato non si può recuperare, i sentimenti delle donne sono volubili e legati a variabili sconosciute.

Jay Gatsby è un uomo molto innamorato, tanto da raggiungere in pochi anni un obiettivo enorme: diventare ricco e riconquistare la sua Daisy, acquistando una villa proprio di fronte alla sua. Daisy nel frattempo si è sposata, non ha aspettato Gatsby, rinchiudendosi in un matrimonio statico, che non le fa vivere le stesse emozioni che provava prima. Nick, il vicino e amico di Jay, racconterà tutto nei minimi dettagli, sfiorando con delicatezza i temi più personali, e mettendo l’accento sull’estrosità delle feste che si tenevano negli anni Venti.

Ho detestato Daisy, emblema di donna superficiale, materiale, la classica donna che entra in una comfort zone e rinuncia all’amore, alla felicità, in nome di una vita più “sicura”. Ho detestato questo ritratto di donna ma al tempo stesso l’ho trovato attuale e non così difficile da trovare.

“Si erano dimenticati di me, ma Daisy alzò lo sguardo e tese la mano; Gatsby non mi vide neanche. Li guardai ancora una volta e loro ricambiarono lo sguardo, lontani, posseduti da una vita intensa. Allora uscii dalla stanza e scesi i gradini di marmo nella pioggia, lasciandoli là da soli insieme.”

L’amore di Gatsby è talmente grande che vuole recuperare gli anni persi, vuole riconquistarla per farsi perdonare di non essere stato alla sua altezza. Il grande Gatsby segna una frattura tra l’amore vissuto da un uomo e quello vissuto da una donna, la voglia di riscatto, la voglia di vivere la vita che si pensa di meritare, con la costante illusione che quello che ci fa battere il cuore possa tornare da noi. Il libro mi ha straziato, il film… Ricordo poco, meno male.

Voi cosa ne pensate di questo libro? Ne avete apprezzato anche i film?

Manu

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