Resti?, di Riccardo Bertoldi.

Qualche sera fa ero in vena di bilanci, pensavo a tutto quello che ho fatto finora, quello che ho letto, quello che avrei voluto fare e che ho rimandato. Così, ho preso il mio Kindle e ho iniziato a scorrere la lista dei libri che non ho ancora letto ma che nel mio taccuino ho segnato come libri da leggere. La vita si diverte a mescolare carte e priorità, i pensieri ci fanno avvicinare o allontanare dai nostri obiettivi (anche di lettura, perché no?), capita anche questo. Ma io per una volta volevo sentirmi padrona delle mie scelte, l’unica artefice del mio destino da lettrice, visto che il mio campo decisionale è molto limitato per tutto il resto.

Riccardo Bertoldi è un giovanissimo scrittore di Nosellari, in provincia di Trento, ha esordito con un romanzo molto intenso, di una dolcezza e tenerezza smisurata: Resti?

Sono cinque lettere ma tengono chiuso un mondo al loro interno. Chiedere a qualcuno di restare è come se fosse una dichiarazione, equivale a chiedere di condividere qualcosa, respirando la stessa aria e vivendo lo stesso sentimento. Il protagonista è Andrea, un ragazzo nato e cresciuto in un paese di montagna, Nosellari, in cui si conoscono tutti e il pane lo consegna ancora il panettiere a domicilio. Tutto profuma di casa, amicizia, amore, famiglia… Ma spesso le cose più belle non durano, è una strana legge della vita…

Vi riporto la trama:

Editore:Rizzoli

Collana:Rizzoli narrativa

Anno edizione: 2019

In commercio dal: 12 febbraio 2019

Pagine: 300 p., Brossura

L’amore vero ti mette un tamburo al posto del cuore. Basta uno sguardo, due chiacchiere su una panchina, una parola sussurrata all’orecchio. Basta prendersi per mano: da quel momento, niente sarà più come prima. È questo che succede a Irene: si è appena trasferita a Nosellari, un minuscolo paese che sembra uscito da una fiaba, ed è proprio lì, tra i monti del Trentino, che incontra Andrea, l’amore della sua vita. Insieme sono pura scintilla, due pezzi di puzzle che si incastrano alla perfezione. Sentono che il legame che li unisce ha la forza delle montagne e la saggezza degli alberi: per questo è destinato a essere per sempre. La loro è un’estate fatta di lunghe passeggiate, di baci a fior di labbra, di notti in tenda in mezzo al bosco, a leggere l’uno per l’altra e confidarsi segreti. Poi però arriva l’autunno e Irene sparisce, lasciando Andrea con il cuore accartocciato come le foglie sui marciapiedi. Presto, il ragazzo scopre una verità terribile: la natura, che spesso si porta via le cose più belle e fragili, ha scelto di mettere lui e Irene davanti alla prova più difficile. Ma Andrea sa che certe cose non muoiono mai davvero: si nascondono soltanto, per poi rifiorire al momento giusto. L’amore è così, richiede coraggio, richiede fiducia. E se resti, se sai aspettare, anche il dolore più grande può trasformarsi in un fiore splendente.

Andrea è un personaggio unico nel suo genere, di poche parole dette ma tante parole sono pensate, scritte, sono il frutto del suo tempo speso a pensare e a osservare. Vivere in un paese piccolo come Nosellari aiuta a pensare e a riflettere, a coltivare le amicizie e a dedicarsi alla famiglia, aiuta a far parte di un sistema sociale in modo pieno e attivo.

L’incontro con Irene è stato un vero e proprio colpo di fulmine, Andrea ha sentito da subito che lei avrebbe fatto parte della sua vita, che gli sarebbe rimasta nel cuore. Dopo un’estate passata a conoscersi, leggere, amarsi, Irene non dà sue notizie per giorni. Al suo rientro tutto cambierà, dando la possibilità di testare se il loro sia amore vero o no.

Ho iniziato questo libro con le lacrime e l’ho finito con le lacrime, mantenendo una certa coerenza, mi sono emozionata per ogni cosa: è tutto delicato, dolce, semplice, ingenuo. Resti? E’ una domanda molto speciale, perché il vero coraggio sta nel restare, andare via è la scelta più facile.

Non accontentatevi, non siamo fatti per le mezze felicità.

Non siate una di quelle coppie che vivono “come se”. Come se si amassero ancora.

Non accontentatevi di essere amati più di quanto amate, non accontentatevi di quanto siete in grado di ricevere, ma concentratevi su tutto l’amore che riuscite a dare.

Non abbiate voglia di scappare, ma di restare. Non abbiate voglia di piangere, ma di ridere. Non abbiate voglia della quotidianità, ma della pazzia.

Cercate, guardate, rischiate.

Trovate qualcuno con cui non sentirvi due, ma uno.

Siamo nati per ballare, per giocare, per cantare.

Siamo nati per splendere.

Siamo nati per essere felici.

Questa è la grande lezione che insegna questo libro, a restare dove siamo felici, a cercare la felicità e a saperla riconoscere per poter mettere radici, che siano in un luogo o nel cuore di qualcuno. Gli aggettivi sono sprecati per descrivere questo romanzo d’esordio, potente, genuino, autentico e che arriva dritto al cuore. Una lezione di vita che andrebbe imparata e custodita per sempre, per vivere giorni felici, ovunque sia.

Manu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...