Uomini senza donne, di Haruki Murakami.

“È facilissimo diventare uomini senza donne. Basta che tu ami profondamente una donna, e lei a un certo punto se ne vada.”

Spesso nei romanzi si parla d’amore, di come nasce, come si sviluppa e come finisce, ma tutto questo è raccontato dalle donne di solito. Haruki Murakami ha scritto una raccolta di racconti sulle sfaccettature della fine di un amore, di come sia vissuta dal sesso maschile e delle voragini che lascia una donna che si ama quando va via. Uomini senza donne é l’ennesima prova del talento di Murakami, del saper descrivere con precisione e delicatezza le fasi più importanti della vita, può saper fondere il reale con il sogno per poi interrogarsi se fosse stato tutto reale o no. Spesso innamorarsi vuol dire anche vivere di nostalgia per qualcosa che è stato o qualcosa che invece poteva essere… Uomini senza donne é tutto questo, concentrato in sette racconti: Drive my car, Yesterday, Organo indipendente, Shahrazad, Kino, Samsa innamorato, Uomini senza donne.

Vi riporto la trama:

Traduttore: Antonietta Pastore

Editore: Einaudi

Collana: Supercoralli

Anno edizione: 2015

In commercio dal: 16 giugno 2015

Pagine: 222 p., Rilegato

Una mattina Gregor Samsa si sveglia in un letto e scopre con orrore di essersi trasformato in un essere umano. Non ricorda nulla della sua vita precedente. Che fine ha fatto lo spesso carapace che lo proteggeva? E perché adesso è ricoperto da questa sottile, delicata pelle rosa? Chi, o cosa, era prima di quel risveglio? Insomma, adesso Samsa dovrà adattarsi alla nuova e «mostruosa» condizione di uomo. Quando però alla sua porta bussa una ragazza il cui fisico è deformato da un’enorme gobba, Samsa dovrà fare i conti con qualcos’altro di sconosciuto: il desiderio e l’erotismo visto con gli occhi nuovi di chi sa andare oltre le apparenze. Habara, il protagonista di «Shahrazād», è un uomo solo, confinato in una casa nella quale gli è vietato ogni contatto col mondo. Non sapremo mai perché, e in fondo non è importante: quello che sappiamo è che il suo unico svago sono le visite regolari di una donna misteriosa che lo rifornisce di libri, musica, film… e sesso. Ma soprattutto gli racconta delle storie, proprio come faceva Shahrazād. E in queste storie Habara si tuffa come un bambino, finalmente libero. Ecco, è proprio questo che vive il lettore di Murakami: la sensazione di inoltrarsi in un altro universo, di essere «come una lavagna pulita con uno straccio umido, libero da preoccupazioni e brutti ricordi». Almeno fino alla storia successiva. Nove anni dopo I salici ciechi e la donna addormentata, Murakami Haruki regala ai suoi lettori una nuova raccolta di racconti, sette distillati della sua arte e dei suoi temi: il fantastico che irrompe nel quotidiano, la nostalgia per ciò che non è stato, ma soprattutto la ricerca della felicità tra uomini e donne.

Ogni racconto vede un protagonista diverso, un aspetto della fine di un amore sempre soggettivo e unico, così come si vive l’amore. Non esiste un solo mod per amare una donna, non esiste un solo modo per vivere senza una donna e Murakami in sette racconti ha toccato tutti i punti nevralgici della fase più delicata della vita di un essere umano. Perché la verità è che quando ci innamoriamo ci offriamo nella nostra interezza, chi va via si porta un pezzo di noi ed è inevitabile.

Anche l’erotismo, come componente dell’amore, viene analizzata e osservata con attenzione: una donna che tradisce a volte lo fa senza conoscere il motivo, una donna che vive l’erotismo in modo meccanico piuttosto che con trasporto, sarà comunque una donna pronta a vivere un’altra situazione sentimentale e/o erotica in qualunque momento. Gli uomini probabilmente hanno una visione molto fine a sé stessa del mondo femminile, ma Haruki Murakami sa come rovesciare la medaglia è far parlare per una volta gli uomini che soffrono per amore, gli uomini che si sentono abbandonati o che vivono una condizione di solitudine sentimentale estrema.

Il mio racconto preferito è stato Organo indipendente:

“Ci sono persone che, pur essendo prive di particolari tortuosità e inquietudini, riescono a complicarsi la vita in maniera sorprendente. Non sono moltissime, ma a volte se ne incontrano. Il dottor Tokai era una di queste.”

A volte l’amore si rivela un sentimento distruttivo, corrosivo, caustico, perché diciamoci la verità… Alcune donne sanno essere cattive, spietate e calcolatrici, sanno fingere di essere innamorate e usare gli uomini come trampolini verso altre direzioni. Leggere di queste donne non è poi così utopico, esistono. L’organo indipendente è il cuore, in casi di estrema sofferenza sentimentale, il mal d’amore diventa una vera e propria malattia.

Amo lo stile di Murakami, ormai la letteratura giapponese ha un posto fisso nel mio cuore e mi aiuta a focalizzare meglio le emozioni, i sentimenti, e a ritrovare una certa logica del reale attraverso il fantastico e l’onirico. Forse la vita è raggiungere la felicità, essere felici con un uomo o con una donna, ma essere comunque felici. Ma quanto può durare la felicità?

Manu

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